Chirurgia cataratta. Gli anestesisti prendono le distanze dalle Linee guida Soi: “Si riporta un nostro coinvolgimento che non c’è stato”

Chirurgia cataratta. Gli anestesisti prendono le distanze dalle Linee guida Soi: “Si riporta un nostro coinvolgimento che non c’è stato”

Chirurgia cataratta. Gli anestesisti prendono le distanze dalle Linee guida Soi: “Si riporta un nostro coinvolgimento che non c’è stato”
L’Aaroi-Emac, in condivisione con la Siaarti, la Siared, la Sarnepi, la Siaatip prende le distanze dal documento della Società Oftalmologica Italiana. “Non c’è stato nessun coinvolgimento, come invece è improvvidamente riportato nel testo”.

“Il documento emesso dalla SOI (Società Oftalmologica Italiana) “Linee Guida Clinico Organizzative sulla Chirurgia della Cataratta – Approvate il 25 ottobre 2014 – Primo Aggiornamento novembre 2015”, è stato prodotto, così come il documento di prima edizione, senza il coinvolgimento di alcun Organismo rappresentativo degli Anestesisti Rianimatori Italiani, sia di area sindacale sia di area scientifica, come invece è improvvidamente riportato nel testo (laddove viene erroneamente affermato: “vedi Linee Guida SOI-AAROI 2013”)”.  È quanto riporta in una nota l’AAROI-EMAC, in condivisione con la SIAARTI, la SIARED, la SARNePI, la SIAATIP.
 
“Tali “Linee Guida 2013” – precisa la nota – non sono mai esistite. All’epoca della prima edizione del documento, di cui, ancor più improvvidamente, erano stati diffusi stampati nel corso del 94° Congresso Nazionale SOI, l’AAROI-EMAC – Associazione sindacale che rappresenta in Italia oltre 10.000 Medici Anestesisti Rianimatori – aveva segnalato alla SOI l’irregolarità rilevata, precisando anche singolari diversi passaggi del documento. Passaggi NON condivisibili in tutti i casi in cui non sia previsto un Medico Anestesista Rianimatore personalmente e specificatamente dedicato agli interventi in questione ed evidenziati nel documento allegato”.
 
“Inoltre – continuano gli anestesisti –  ancora più singolare, nel documento viene ripetuta la riproduzione di un modulo di consenso informato nel quale si prevede che il Paziente conferisca autorizzazione “all’eventuale conversione dall’anestesia topica alla locale o alla generale” ad una generica “equipe chirurgica”, mentre buona norma vuole che la eventuale conversione all’anestesia generale sia autorizzata preventivamente dal Paziente operando, sempre personalmente e specificatamente, al Medico Anestesista Rianimatore”.
 
Nel prendere nuovamente atto di quanto sopra, l’AAROI-EMAC, in totale condivisione con la SIAARTI, la SIARED, la SARNePI, la SIAATIP (in sostanza tutte le Società Scientifiche di riferimento per la categoria specialistica rappresentata dall’AAROI-EMAC), “non può esimersi dall’obbligo di ribadire le distanze dai già contestati contenuti del documento SOI in questione. Tutte le Associazioni suddette rimarcano la necessità che tutte le Società Scientifiche Italiane, soprattutto in un momento nel quale le Istituzioni tentano di attribuire loro una valenza privilegiata anche in ambito codicistico e normativo, nell’emanare documenti di impatto specialistico interdisciplinare, debbano attenersi a procedure adeguatamente condivise, e validate nei modi opportuni, in modo tale da evitare ogni rischio che tali documenti possano eventualmente prestarsi, anche contro ogni intenzione di chi li redige, ad essere utilizzati con finalità di medicina difensiva”.
 
L’AAROI-EMAC e tutte le Società Scientifiche degli Anestesisti Rianimatori Italiani “continuano ad essere comunque disponibili, ciascuna per la propria parte, a partecipare a lavori interdisciplinari con la SOI, al fine di produrre raccomandazioni realmente condivise, sia di natura organizzativa, sia di ordine scientifico, a reale tutela della sicurezza dei Pazienti e di tutti i Medici Specialisti coinvolti nella gestione del rischio clinico in Chirurgia Oculistica”.

11 Dicembre 2015

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