Via libera alla preintesa per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro dell’Area Sanità per il triennio 2025-2027. Aran e organizzazioni sindacali hanno raggiunto l’intesa sul nuovo contratto che riguarda circa 137mila dirigenti del Servizio sanitario nazionale: 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici. L’intesa è stata sottoscritta da tutte le organizzazioni sindacali.
Un rinnovo che interviene su un fronte molto ampio: dagli aumenti retributivi alla carriera, dall’orario di lavoro alle ferie, fino alla tutela contro le aggressioni, alla formazione e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Il contratto copre il periodo dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2027, sia per la parte economica sia per quella normativa.
L’aumento retributivo medio a regime raggiunge i 560 euro mensili per tredici mensilità, di cui 393 euro derivanti dal rinnovo contrattuale e 167 euro dalle ulteriori risorse stanziate per legge.
“Con la sottoscrizione di oggi raggiungiamo un risultato importante per una componente fondamentale del Servizio sanitario nazionale – afferma il presidente Aran, Antonio Naddeo –. Il nuovo contratto riconosce concretamente il valore, le competenze e le responsabilità della dirigenza sanitaria, con un incremento retributivo medio a regime di 560 euro al mese. Ma il valore dell’intesa va oltre la parte economica: introduciamo una riforma significativa del sistema degli incarichi, rafforziamo le tutele per chi subisce aggressioni e prevediamo nuovi strumenti a sostegno delle persone e della qualità del lavoro”.
Tra le principali novità figurano infatti il rafforzamento delle tutele contro le aggressioni, i permessi straordinari per i dirigenti affetti da gravi patologie e una prima regolamentazione dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nell’ambito del rapporto di lavoro.
“È un contratto che interviene in modo concreto sull’organizzazione del lavoro, sulle responsabilità professionali e sulle tutele – prosegue Naddeo –. Il confronto con le organizzazioni sindacali è stato intenso e costruttivo e ci ha consentito di raggiungere l’intesa in tempi rapidi. Ridurre la distanza tra il periodo contrattuale e la sua effettiva applicazione resta per Aran un obiettivo strategico, perché significa rendere la contrattazione collettiva più tempestiva ed efficace”.
Sul fronte economico, il primo tassello è l’aumento dello stipendio tabellare. L’incremento è fissato in 125 euro lordi mensili dal 1° gennaio 2025 e viene rideterminato in 240 euro lordi mensili dal 1° gennaio 2026, per tredici mensilità. Con quest’ultimo incremento, lo stipendio tabellare annuo lordo a regime sale a 53.125,77 euro. Gli aumenti comprendono l’anticipazione già corrisposta sulla base della legislazione vigente.
A crescere è anche l’indennità di specificità. Dal 1° gennaio 2026 quella medico-veterinaria viene rideterminata in 11.653,30 euro annui lordi, mentre per i dirigenti sanitari l’indennità di specificità sanitaria sale a 2.556,60 euro annui. Per i medici e veterinari ex II livello è prevista una specificità pari a 15.389,72 euro nel 2026 e a 16.058,72 euro dal 2027. Dal prossimo anno aumenta inoltre a 11.826 euro annui l’indennità per l’incarico di direzione di struttura complessa.
La documentazione economica di accompagnamento quantifica gli arretrati maturati al 31 dicembre 2026, al netto dell’Ivc, in 6.118,50 euro lordi pro capite per medici e veterinari e in 4.873,74 euro per dirigenti sanitari e professioni sanitarie. La stessa documentazione stima, considerando anche l’incremento delle posizioni, un aumento medio complessivo nell’ordine dei 500 euro lordi mensili.
Dal 2027 salgono anche le retribuzioni di posizione. La parte fissa arriva a 23.226 euro annui per i direttori di struttura complessa dell’area chirurgica, a 21.937 euro per l’area medica, la dirigenza sanitaria e quella delle professioni sanitarie e a 20.646 euro per territorio e dirigenza veterinaria. Per le strutture semplici a valenza dipartimentale e per gli incarichi di altissima professionalità a valenza dipartimentale il valore è fissato a 16.130 euro, mentre per le strutture semplici e l’altissima professionalità articolazione interna di struttura complessa è di 14.194 euro. L’alta specializzazione sale a 9.000 euro.
In termini di incremento mensile lordo dal 2027, si va, ad esempio, dai 132,30 euro per il direttore di Uoc dell’area chirurgica, ai 125 euro per direttori dell’area medica e della dirigenza sanitaria, 117,60 euro per territorio e veterinaria, 91,90 euro per Uosd e altissima professionalità dipartimentale e 74,30 euro per l’alta specializzazione. Crescono anche le clausole di garanzia: 7.273,86 euro annui con almeno 5 anni di anzianità e 10 mila euro oltre i 20 anni. Rinnovo FP Cgil Medici e Dirigenti SSN.pdf
Novità importanti anche sulla carriera. Il principio fissato dal contratto è che a tutti i dirigenti debba essere conferito un incarico dirigenziale. E questo vale anche per i neoassunti: l’incarico decorre dalla data di assunzione in servizio, senza attendere il superamento del periodo di prova. Per chi ha meno di cinque anni di anzianità resta l’incarico professionale iniziale; dopo i cinque anni, in presenza di valutazione positiva, si apre l’accesso alle altre tipologie di incarico previste dal contratto.
Nel calcolo dell’esperienza utile per il conferimento degli incarichi entra inoltre anche il servizio prestato come specialista ambulatoriale interno, veterinario e nelle altre professionalità sanitarie ambulatoriali, a determinate condizioni, tra cui il rapporto a 38 ore settimanali e il successivo ingresso nella dirigenza secondo le modalità previste.
Un altro capitolo centrale è quello dell’orario di lavoro. Restano le 38 ore settimanali, di cui quattro destinate ad attività non assistenziali, formazione, aggiornamento, Ecm, didattica e ricerca. Di queste quattro ore l’azienda può utilizzare, in forma cumulata, 30 minuti a settimana, fino a un massimo di 26 ore l’anno, prioritariamente per la riduzione delle liste d’attesa o per altri obiettivi assistenziali e di prevenzione
Più stringenti le regole sull’extraorario. Le ore oltre le 38 settimanali non possono essere programmate e devono risultare dai sistemi di rilevazione aziendali. Devono essere recuperate, anche a giornate intere, già nell’anno in cui vengono maturate. Dal 2027, la quota eventualmente non recuperata per esigenze organizzative può essere considerata utile al raggiungimento degli obiettivi entro un limite definito dal contratto; le ulteriori ore devono invece essere recuperate nei primi sei mesi dell’anno successivo e, qualora ciò non sia possibile per esigenze organizzative, comunque nei sei mesi successivi.
Sale inoltre a 2,40 euro lordi l’ora l’indennità di pronta disponibilità, ulteriormente elevabile nella contrattazione integrativa. In caso di chiamata in servizio, resta centrale la tutela delle undici ore di riposo: il periodo non fruito deve essere recuperato immediatamente dopo il servizio oppure, in circostanze eccezionali, nei tre giorni successivi.
Novità anche per le ferie. Durante il periodo di riposo, oltre alla normale retribuzione, viene introdotta una specifica “indennità ferie” commisurata al 50% delle indennità per lavoro notturno, festivo, guardie e Pronto soccorso percepite nell’anno precedente, secondo il meccanismo di calcolo indicato dal contratto.
E viene riaffermato il diritto al riposo compensativo: il lavoro prestato in una festività infrasettimanale dà diritto a un equivalente recupero per le ore lavorate.
Un capitolo specifico è dedicato alle aggressioni ai sanitari. Le aziende sono chiamate a garantire la sicurezza del dirigente e, in caso di violenza da parte di terzi, ad assumere gli oneri della tutela legale per tutti i gradi di giudizio. Accanto alla protezione giudiziaria arriva il supporto psicologico aziendale e, quando richiesto dallo specialista, la possibilità per il professionista aggredito di utilizzare ferie e riposi solidali per un periodo massimo di 30 giorni.
Spazio infine alle nuove competenze. Le aziende dovranno assicurare percorsi formativi sull’intelligenza artificiale, compresi i rischi legati a privacy e cybersicurezza, e preparare i dirigenti a comprenderne limiti, potenzialità e implicazioni etiche. La formazione dovrà riguardare anche la prevenzione delle aggressioni, il rischio clinico e la sicurezza delle cure.
Il contratto introduce anche un meccanismo di verifica delle dinamiche salariali: nel luglio 2027 Aran e organizzazioni sindacali torneranno a confrontarsi sull’andamento delle retribuzioni contrattuali e di fatto, sulla base dei dati Istat e della Ragioneria generale dello Stato, mettendole in relazione con l’inflazione registrata nel triennio. Viene inoltre richiamato espressamente il principio della parità retributiva tra uomini e donne.