Ddl Ordini professioni sanitarie. Conaps: “La politica faccia il proprio dovere”

Ddl Ordini professioni sanitarie. Conaps: “La politica faccia il proprio dovere”

Ddl Ordini professioni sanitarie. Conaps: “La politica faccia il proprio dovere”
Il disegno di legge 1142 che dovrebbe istituire gli ordini per le professioni sanitarie subisce un nuovo stop in Parlamento. Per il Coordinamento Nazionale delle professioni sanitarie: “Ennesimo sgarbo a migliaia di lavoratori che subiscono quotidianamente l'affronto dell'abusivismo e ai milioni di pazienti che ne pagano le conseguenze”.

“Assistiamo indignati, all'esasperato iter del DDL 1142 prolungato nel tempo da oltre due anni, e continuiamo a leggere paradossali dichiarazioni di rapida approvazione ed unanime consenso bipartisan, alle quali non segue alcune concreta azione”. Questo il commento sui lavori per l’approvazione del ddl che dovrebbe istituire gli Ordini per le professioni sanitarie da parte del Conaps (Coordinamento Nazionale delle professioni sanitarie), che chiede ai politici “un atto di responsabilità e di civile coerenza, oltre che di rispetto, verso questo bisogno legislativo per mettere fine al fenomeno dell'abusivismo paradossalmente sempre più impunito”. Il prolungato iter parlamentare rappresenta, infatti, per il Conaps, uno “sgarbo a migliaia di lavoratori che subiscono quotidianamente l'affronto dell'abusivismo e ai milioni di pazienti che ne pagano le conseguenze”. “I cittadini/utenti – affermano in una nota congiunta il presidente del Coordinamento, Antonio Bortone, e il vicepresidente, Tiziana Rossetto – hanno il diritto di avere cure di qualità e servizi sanitari efficienti; la salute è un diritto costituzionale, messo in grave pericolo dal fenomeno dell'abusivismo oggi imperante in molti settori senza regole. Anche i professionisti che si occupano di salute, devono possedere i requisiti necessari a garantire tali diritti e aderire a codici di comportamento etico e deontologico al fine di assumersi le giuste responsabilità. La politica deve governare il Paese e dare risposte concrete ai problemi esistenti”. “Oggi – conclude la nota – nessuno dei Parlamentari può dichiararsi immune da responsabilità dannose alla salute dei cittadini. Attendiamo fatti concreti e non più beffarde dichiarazioni. Unica certezza, è il danno perseverato al Sistema Salute".
 

29 Luglio 2011

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