Dentisti e fondi integrativi. Prada (Andi): “Così non va. Bisogna cambiare l’organizzazione”

Dentisti e fondi integrativi. Prada (Andi): “Così non va. Bisogna cambiare l’organizzazione”

Dentisti e fondi integrativi. Prada (Andi): “Così non va. Bisogna cambiare l’organizzazione”
L'indice “sull’impossibilità per l’assistito di scegliere il professionista a cui affidarsi”. E per questo l’Andi ha deciso “di affidare ad un gruppo di esperti una indagine presso l’Antitrust proprio rispetto alle possibili turbative al mercato odontoiatrico determinate dai Fondi Sanitari Integrativi”.

“Da tempo – sottolinea l’Andi – il secondo pilastro della sanità pubblica, i Fondi integrativi, sono presentati come lo strumento che potrebbe dare delle risposte ai cittadini che hanno necessità di cure, odontoiatriche in particolare. Fino ad oggi lo spirito che ha guidato l’istituzione dei Fondi integrativi è stato disatteso: molto spesso sostituiscono e non integrano le prestazioni offerte dal Ssn”.
 
“In questi anni – prosegue l’Associazione dei dentisti – i Fondi integrativi sono diventati parte integrante di molti contratti di lavoro sostituendo gli aumenti salariali: invece di aumentare lo stipendio l’azienda “offre” al lavoratore un pacchetto di prestazioni sanitarie più o meno gratuite. Tra queste anche quelle odontoiatriche: per lo più una seduta di igiene orale, visita di controllo e cure semplici”.
 
“I Fondi sono sicuramente, sulla carta, uno strumento utile sia per il cittadino che per noi liberi professionisti”, commenta Gianfranco Prada Presidente nazionale ANDI. “Ma è verso la loro gestione che come Associazione avanziamo le nostre critiche”.
 
In particolare sull’impossibilità per l’assistito di scegliere il professionista a cui affidarsi, di fatto è obbligato a rivolgersi ad un determinato professionista, e delle tariffe imposte che costringono il dentista aderente ad abbassare la qualità ed i tempi dedicati alla cura.
 
“Un sistema che, oggi, rappresenta –continua il Presidente Prada- una turbativa al mercato odontoiatrico obbligando i cittadini a rivolgersi al dentista convenzionato, e non a quello scelto, ed imponendo un tariffario di riferimento. Come mai per i liberi professionisti sono stati aboliti i tariffari minimi e per i gestori dei Fondi integrativi no?”.
 
Su queste basi, l’ANDI ha deciso di affidare ad un gruppo di esperti una indagine presso l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato proprio rispetto alle possibili turbative al mercato odontoiatrico determinate dai Fondi Sanitari Integrativi.
 
“Se ci saranno le condizioni –dice il Presidente Prada- chiederemo all’Autorità di intervenire nei confronti dei gestori ei Fondi”.
 
“Questo non vuole essere una battaglia contro i Fondi integrativi –precisa il Presidente Prada- ma verso come questi sono gestiti. Una battaglia per tutelare la salute dei cittadini (una detartrasi a 15 euro non può essere erogata) e dei dentisti liberi professionisti. Proprio per questo come Associazione stiamo lavorando per proporre un sistema che possa permette ai cittadini ed alle imprese di godere dei vantaggi fiscali derivanti dai Fondi Integrativi ottenendo cure odontoiatriche di qualità ed ai dentisti la certezza di poter contare su tariffari in linea con la qualità offerta”. 

13 Febbraio 2014

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