Domani giornata mondiale della fisioterapia. Un’altra senza Ordine

Domani giornata mondiale della fisioterapia. Un’altra senza Ordine

Domani giornata mondiale della fisioterapia. Un’altra senza Ordine
Oltre alle capacità riabilitative, la fisioterapia potrebbe essere un’arma essenziale contro l’invecchiamento globale. Ma in Italia, il ritardo nell’istituzione di un ordine professionale, impedisce di mettere un freno all’abusivismo.

“Il contributo dei fisioterapisti alla salute delle persone, che siano bambini o adulti, è unico ma assai poco riconosciuto dalle Istituzioni sanitarie”. È così che si apre il comunicato stampa della World Confederation for Physical Therapy (l’associazione che riunisce le organizzazioni nazionali dei fisioterapisti) in occasione della Giornata mondiale della Fisioterapia che si celebrerà domani, 8 settembre. 

La giornata, quest’anno, oltre alle capacità riabilitative della fisioterapia vuole focalizzare l’attenzione sulla sua utilità nel mantenere in salute la popolazione. Soprattutto quella anziana. “Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, la percentuale di persone di età superiore ai 60 anni cresce più velocemente di qualsiasi altro gruppo di età in quasi ogni Paese”, prosegue il comunicato. “I fisioterapisti possono quindi aiutare questa popolazione a mantenersi in forma, in modo sano e indipendente, e possono contribuire a migliorare la salute delle persone con malattie croniche, insegnando loro una corretta ed efficace attività fisica e di movimento”.

In questo trattamento la professionalità dell’operatore ha tuttavia un ruolo fondamentale: “l’attività fisica deve essere introdotta con attenzione e in modo personalizzato, verificando le capacità e i limiti di ogni singola persona a seconda dell’età e delle sue caratteristiche”, ha spiegato Marilyn Moffat, presidente della WCPT. “Ecco dove i fisioterapisti entrano davvero in gioco. Esaminano la persona, consigliano gli esercizi più adeguati e sicuri e li educano a volgerli correttamente. La terapia fisica ha un contributo importante per mantenere le persone sane e in forma”.

Intanto, però, in Italia i fisioterapisti continuano ad attendere l’approvazione del ddl 1142 che dovrà istituire gli ordini e albi delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione.

“L’Italia vive una situazione molto singolare rispetto agli altri Paesi europei”, ha denunciato il presidente dell’Associazione italiana fisioterapisti Antonio Bortone. “I fisioterapisti, come altre professioni sanitarie, sono pesantemente soggetti a forme di abusivismo professionale, causate soprattutto dall’assenza di un ordine professionale che possa tutelare i diritti degli operatori e fornire garanzie ai pazienti”.

È di pochi mesi fa la denuncia, da parte del Coordinamento Nazionale Associazioni Professioni Sanitarie (ripresa da QuotidianoSanità): tra le professioni sanitarie, quella dei fisioterapisti è quella che conta il maggior di abusivi. Per ogni fisioterapista abilitato a svolgere la professione se ne contano due abusivi (in totale 50 mila contro 100 mila). Non si tratta necessariamente di “stregoni”, dal momento che spesso sono altri professionisti che hanno titoli diversi ma nell’ambito della stessa materia – aveva precisato Antonio Bortone a QuotidianoSanità – ma non per questo sono meno pericolosi. “Questi laureati non possono, per il loro profilo legislativo, esercitare in ambito sanitario, perché non hanno competenze in ambito clinico”. 

È questa stortura che avrebbe dovuto correggere l’approvazione del ddl 1142 “che invece, come spesso accade nel nostro Paese, continua ad essere rimandata a causa di incessanti interferenze degli ordini professionali già esistenti”, ha affermato Bortone. “Ci auguriamo che la politica, almeno questa volta, sia degna del nome che porta e pensi una volta per tutte agli interessi dei cittadini e dei malati e non a quelli delle corporazioni esistenti”.

Nell’attesa di ciò ai cittadini non rimane altro da fare che confidare nel proprio medico e tenere gli occhi aperti. Ai medici Bortone chiede “di tenere sempre in allerta il paziente su questo rischio, di consigliare direttamente il nome di un fisioterapista vero, abilitato, serio. Di essere i primi loro a informarsi sugli operatori presenti sul territorio, di contattarci in caso di dubbi”.

I cittadini che si rivolgono a un fisioterapista, invece, non dimentichino mai di:

  • verificare che il titolo di laurea sia stato rilasciato dall’Università Italiana e, in caso di titolo estero, che abbia ottenuto il riconoscimento dal Ministero della Salute; 
  • verificare l’iscrizione ad una delle associazioni rappresentative dei fisioterapisti, definite per decreto ministeriale; 
  • verificare se, durante la visita fisioterapica, è richiesta la visione della documentazione clinica esistente; 
  • chiedere sempre il rilascio della corrispondente ricevuta fiscale, in caso di libero professionista. 

 

A.M.

07 Settembre 2010

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