Farmacia. Mnlf: “Numero chiuso all’università? No grazie”

Farmacia. Mnlf: “Numero chiuso all’università? No grazie”

Farmacia. Mnlf: “Numero chiuso all’università? No grazie”
Così in una nota il Movimento nazionale liberi farmacisti attacca la Fofi sulla proposta di chiudere l'accesso alla facoltà a causa del problema disoccupazione. "Piaccia o non piaccia l'allargamento delle opportunità lavorative lo si può fare in un solo modo: ridimensionando fortemente le sacche di privilegio di cui godono i titolari di farmacia. Non esiste altra strada. Questo sì è compito della politica, ma di quella che verrà".

"E' veramente sorprendente ed anche un po' stucchevole continuare periodicamente a sentire il presidente della Fofi richiedere il numero chiuso per l'accesso alla facoltà di farmacia. L'ultima dichiarazione in ordine cronologico è più sorprendente delle altre perché nello stesso intervento si fa esplicito riferimento alle parafarmacie senza che il presidente Mandelli prenda una posizione netta e chiara di contrarietà alla soluzione a cui sta lavorando 'alacremente' il presidente di Federfarma Cossolo: l'eliminazione delle parafarmacie". Così in una nota il Movimento nazionale liberi farmacisti.
 
"Non una sola parola contro il blocco dei codici univoci e quindi all'apertura di nuove parafarmacie, non una sola parola di condanna all'ipotesi di togliere l'obbligatorietà della presenza del farmacista nella dispensazione di alcuni principi attivi, non una menzione esplicita d'opposizione al riassorbimento di alcune parafarmacie 'pescando' dal concorso straordinario – prosegue la nota -. Da una parte si chiede il numero chiuso lamentando future emergenze di disoccupazione, dall'altra quasi si 'accarezza' l'ipotesi della chiusura dell'esperienza parafarmacie, unica realtà che in questi ultimi anni ha creato vera occupazione nel settore. Lo ripetiamo ancora una volta, le parafarmacie non sono una anomalia, anomalia è un sistema corporativo che affida ad alcuni dei privilegi e li nega ad altri. Quanto alla paventata crisi delle parafarmacie, questa è una "illusione strategica" ove molti pescano per ottenere l'accoglimento dei propri particolari interessi".
 
"Le parafarmacie sono nate con un faro legislativo ben chiaro: la legge sul commercio. Ora è del tutto palese che le aziende nascono e vivono se gestite correttamente, altrimenti è del tutto fisiologico che siano destinate alla chiusura. La maggioranza delle parafarmacie italiane è sana, costruisce reddito da cui traggono sostentamento dignitoso migliaia di famiglie. Nei giorni scorsi, consci che qualcuno tenterà un blitz nel dibattito sulla legge di stabilità, abbiamo chiesto di sottoscrivere un documento di contrarietà alle ipotesi 'Cossolo', ebbene la stragrande maggioranza dei titolari di parafarmacia lo ha sottoscritto, non 100 o 200 colleghi ma più di duemila farmacisti. Se si ha veramente a cuore il contenimento della disoccupazione nel settore si deve scegliere altra strada, non quella del blocco dell'accesso a farmacia, ma quella dell'allargamento delle opportunità lavorative. Piaccia o non piaccia l'allargamento delle opportunità lavorative lo si può fare in un solo modo: ridimensionando fortemente le sacche di privilegio di cui godono i titolari di farmacia. Non esiste altra strada. Questo sì è compito della politica, ma di quella che verrà", conclude il Mnlf.

19 Ottobre 2017

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