Fimmg medicina penitenziaria: stop immediato a tutte le contrattazioni regionali

Fimmg medicina penitenziaria: stop immediato a tutte le contrattazioni regionali

Fimmg medicina penitenziaria: stop immediato a tutte le contrattazioni regionali
Stop deciso e immediato  a tutte le contrattazioni regionali relative alla medicina penitenziaria fino al rinnovo del contratto nazionale attualmente in discussione con la SISAC con mantenimento dei rapporti di lavoro in essere. Queste le conclusioni del I Congresso nazionale della Fimmg settore medicina penitenziaria che si è concluso il 17 settembre a Bologna

Stop deciso e immediato  a tutte le contrattazioni regionali relative alla medicina penitenziaria fino al rinnovo del contratto nazionale attualmente in discussione con la SISAC con mantenimento dei rapporti di lavoro in essere. Queste le conclusioni del I Congresso nazionale della Fimmg settore medicina penitenziaria che si è  concluso sabato 17 settembre a Bologna .Si chiede di mantenere i rapporti di lavoro attuali dei medici penitenziari anche in base alla  nota transitoria n. 1 dell’ACN per la medicina generale del 2010 ( attualmente in vigore ) che prevede la possibilità di prorogare tali rapporti fino alla stipula di un nuovo ACN , in discussione con la SISAC.

La decisione è stata assunta con l’obiettivo di portare chiarezza normativa in un settore caratterizzato oggi da un caotico sovrapporsi di modelli organizzativi e contrattuali. Un caos situazione che crea forti diseguaglianze nell’erogazione della cure, poca efficacia e appropriatezza degli interventi a tutela dello stato di salute della popolazione carceraria. Tutto ciò inoltre lede  la   professionalità  e mortifica il lavoro dei medici che ogni giorno assicurano comunque l’assistenza agli oltre  65 mila detenuti  negli istituti penitenziari del nostro Paese.

In questo senso  il sottosegretario alla Giustizia con delega alle carceri , Cosimo Ferri, intervenuto ai lavori del congresso,  ha sottolineato la necessità di una stretta collaborazione e il riconoscimento della professionalità acquisita dai medici che operano negli istituti penitenziari indispensabile anche per i rapporti intercorrenti con la Magistratura , e si è impegnato  a sollecitare una regolamentazione a livello nazionale e sul mantenimento delle professionalità in servizio.

 Il Ministro della Giustizia e il Sottosegretario alla salute con delega alla sanità in carcere, che per impegni precedenti non hanno partecipato , hanno inviato due lettere in cui si segnala l’importanza di una stretta collaborazione fra salute e giustizia e apprezzamento per il lavoro svolto dai medici che operano nelle carceri.

 Al convegno hanno partecipato numerosi iscritti provenienti da tutte le regioni d’Italia. Al centro dei lavori del Congresso anche i temi connessi allo stato di detenzione dall’incompatibilità alla tossicologia forense , dall’emergenza alle cronicità e agli screening di ingresso , nonchè delle neonate REMS a seguito del superamento degli OPG .

"La sensibilità mostrata dai rappresentati del Governo  porta ad alimentare la speranza di una positiva conclusione del percorso in atto per la firma di una accordo nazionale che  regolamenti il settore in tutta Italia – è l’auspicio del segretario nazionale della  Fimmg medicina penitenziaria Franco Alberti – garantendo a tutti i detenuti lo stesso livello di assistenza e cura ed ai medici lo stesso trattamento contrattuale".

In attesa ci cono 65751 detenuti  di questi il 40% ha disturbi psichici, il 57% presenta dipendenza, inoltre il 53% dei nuovi  giunti presenta forti rischi suicidari.


 


Lorenzo Proia

03 Ottobre 2016

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