Massofisioterapia. Simmas: “Comitato di scopo sbaglia, la categoria degli operatori non vedenti esiste”

Massofisioterapia. Simmas: “Comitato di scopo sbaglia, la categoria degli operatori non vedenti esiste”

Massofisioterapia. Simmas: “Comitato di scopo sbaglia, la categoria degli operatori non vedenti esiste”
Prosegue il dibattito. Dopo l'intervento del Simmas e la replica del Comitato di scopo, arriva un altro contributo del sindacato che fa riferimento a una sentenza del Tar per sottolineare che "la formazione del massofisioterapista non si è interrotta". E precisa: "Non rispondiamo a minacce di querela". 

Prosegue il dibattito sugli operatori non vedenti in massofisioterapia. Il Simmas controreplica all’intervento del Comitato di scopo dei massofisioterapisti, sottolineando che la categoria in questione “tutt’ora esiste”. E, tramite una nota articolata in tre punti, precisa alcuni passaggi.

1)La formazione del massofisioterapista non vedente non si è interrotta e l'a.s.2012/13 non è stato l'ultimo. A testimoniare la mia tesi ci sono ben 3 sentenze del Tar passate ingiudicato in cui il giudice ha chiarito che la legge 403/71 non è mai stata abrogata e che i corsi per massofisioterapisti devono poter continuare a esistere. Uno dei 3 ricorsi è stato vinto proprio dal nostro sindacato. E' stato ribadito, ancora una volta, in una recentissima sentenza di qualche mese fa in cui il giudice ha ribadito per l'ennesima volta che i corsi per massofisioterapisti non vedenti continuano a esistere. Uno dei 3 ricorsi è stato vinto proprio dal nostro sindacato.

2)La nostra difesa nei confronti dei massofisioterapisti non vedenti ovviamente coinvolge l'intera categoria ma è altrettanto ovvio che la nostra difesa parte da una categoria che ha più bisogno di essere tutelata, i non vedenti. I signori del Comitato forse non sanno che tanti massofisioterapisti ciechi e/o ipovedenti, iscritti o meno al Simmas, sono disoccupati e hanno un forte bisogno di far sentire la loro voce per cercare di sensibilizzare la politica a trovare loro la giusta collocazione. Purtroppo la collocazione obbligatoria e le diverse norme a favore delle categorie protette non hanno arginato i problemi occupazionali che i massofisioterapisti non vedenti continuano ad avere. Il nostro ultimo e recente congresso è stato organizzato presso l'Istituto "Paolo Colosimo" di Napoli, uno storico istituto che ha permesso di far diplomare tanti massofisioterapisti ciechi e ipovedenti. E' stata data la possibilità a diversi mft non vedenti di poter ascoltare e porre domande in merito alla loro posizione. Il nostro statuto all'art.2 punto c si prefigge di "tutelare il diritto al miglioramento delle condizioni di lavoro sensibilizzando istituzioni nazionali e regionali a fare più e meglio in ottemperanza alle leggi e alle sentenze che in tal senso si orientano".

3)Concludiamo chiarendo che la stima degli 80.000 massofisioterapisti coinvolge tutti coloro i quali si sono diplomati ai sensi della legge 403/71 (è una stima che raggruppa anche i vedenti considerato che tutti i massofisioterapisti, vedenti e non vedenti, si diplomano ai sensi della stessa legge ovvero la 403/71).

E, conclude la nota, “alle accuse e minacce di ricorrere alla Procura della Repubblica preferiamo non rispondere, penso che quanto da loro pubblicato si commenti da solo”.
 

29 Luglio 2014

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