Matera capitale europea della cultura e anche della farmacia italiana

Matera capitale europea della cultura e anche della farmacia italiana

Matera capitale europea della cultura e anche della farmacia italiana
La città lucana ha ospitato nel weekend il convegno “La farmacia specchio dei tempi – Storia Cultura Scienza Società” promosso dall’Ordine dei Farmacisti di Matera in collaborazione con la Fofi. Tra gli obiettivi futuri, il presidente Mandelli evidenzia il lavoro di standardizzazione e di certificazione delle prestazioni del farmacista di comunità e la grande sfida della formazione e dell’aggiornamento.

Matera capitale europea della cultura e anche della farmacia italiana. Forse non l’attacco più originale, ma sicuramente il più adeguato per descrivere il convegno organizzato in collaborazione con la FOFI, nelle giornate del 15 (dedicata alle tematiche previdenziali) e del 16 giugno dall’Ordine dei Farmacisti materano, guidato dal dottor Lino Imperatore, e intitolato “La farmacia specchio dei tempi – Storia Cultura Scienza Società”.

Una scelta felice non soltanto per il ruolo che Matera riveste quest’anno per l’Unione Europea, ma per una serie di considerazioni che vanno dalla memoria storica dei luoghi – è terra di Federico II, che con le Costituzioni Melfitane ha sancito la nascita della professione di farmacista distinta da quella del medico – all’appartenenza a quel Mezzogiorno in cui la farmacia svolge in misura crescente il ruolo di principale se non unico presidio sanitario sul territorio. Tutti aspetti focalizzati nell’introduzione del presidente Imperatore, che ha altresì sottolineato come l’evoluzione della farmacista e della farmacia di comunità rappresentino un elemento particolarmente importante ai fini della qualità dell’assistenza al cittadino.

E proprio questa evoluzione è stato al centro della relazione del presidente della FOFI Andrea Mandelli, che ha ripercorso le tappe che dal documento federale di Palazzo Marini (2006) ha condotto all’attuale Tavolo sulla Farmacia dei Servizi presso il Ministero della Salute, che a breve ultimerà la definizione dei compiti e delle modalità con cui il nuovo modello di farmacia-presidio polifunzionale, nonché le modalità di valutazione dell’efficacia delle prestazioni del farmacista anche dal punto di vista economico sanitario, condizione fondamentale per la loro remunerazione. E da qui partono gli obiettivi futuri, a cominciare dal lavoro di standardizzazione e di certificazione delle prestazioni del farmacista di comunità e la grande sfida della formazione e dell’aggiornamento, capitolo quest’ultimo nel quale la Federazione ha già creato le condizioni per rendere più funzionale e mirato l’assolvimento degli obblighi ECM.

A questo intervento ha fatto seguito una tavola rotonda animata dal presidente della Fondazione Cannavò e vicepresidente della FOFI, Luigi D’Ambrosio Lettieri, dal vicepresidente del SUNIFAR, Pasquale d’Avella, dal Comandante del NAS di Salerno, Maggiore Vincenzo Ferrara e dall’Onorevole Marcello Gemmato, anch’egli farmacista, segretario della Commissione Affari Sociali della Camera.

Nel suo intervento, D’Ambrosio Lettieri, ha messo in luce quanto la farmacia abbia attraversato la storia del paese in tutti gli aspetti, persino nella nascita del Tricolore, ma anche se si considera lo sviluppo della società civile, l’economia stessa del paese e, come spesso si dice, lo stesso empowerment del cittadino.

D’Avella ha voluto sottolineare come l’evoluzione della farmacia abbia portato con sé anche un diverso rapporto tra le componenti della professione, così come una diversa modalità di confronto con gli altri professionisti della salute e con il decisore politico-sanitario – tema già toccato da Mandelli – esemplificandola con la recente vicenda delle criticità sollevate dall’introduzione della ricetta elettronica veterinaria.

L’Onorevole Gemmato ha affrontato il tema del ritorno della centralità della farmacia nella distribuzione del farmaco sul territorio, messa in crisi dall’introduzione e dall’allargamento irrazionale della distribuzione diretta, e che nel Mezzogiorno ha contribuito alla rarefazione delle possibilità di assistenza sul territorio, costringendo i cittadini a ricorrere ad altre strutture spesso inadeguate a questa funzione. Un tema che, come sintetizzato in chiusura dal presidente D’Ambrosio, rilancia il ruolo del servizio farmaceutico come elemento cardine nella sfida della  ostenibilità del SSN, come evidenziato dall’indagine conoscitiva condotta nella passata legislatura dalla Commissione sanità del Senato.

I lavori si sono conclusi, davanti a un uditorio gremito e sempre attento, con una Lectio Magistralis dell’Onorevole Professor Vittorio Sgarbi che, come ha ricordato Andrea Mandelli nel presentarlo, non è solo lo storico dell’arte e l’intellettuale che tutti conoscono ma anche figlio e fratello di farmacisti. Difficile dar conto qui di una lezione che ha sì affrontato la presenza della farmacia nella produzione artistica attraverso i secoli, dalle civiltà mesopotamiche alla nascita della moderna pubblicità, ma anche e soprattutto l’aspetto antropologico e valoriale del ruolo del farmacista e della farmacia, con un continuo rimando tra esperienza vissuta e analisi scientifica.

Merita sottolineare, in conclusione, come la città tutta abbia confermato – come emerge dalla presenza e dagli interventi delle autorità presenti, come il sindaco Raffaello De Ruggieri e il Vescovo Monsignor Antonio Caiazzo – che il farmacista e la farmacia restano un riferimento della comunità.

17 Giugno 2019

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