Nasce l’Unione Cattolica Farmacisti Italiani (UCFI) della Diocesi di Bari e Bitonto

Nasce l’Unione Cattolica Farmacisti Italiani (UCFI) della Diocesi di Bari e Bitonto

Nasce l’Unione Cattolica Farmacisti Italiani (UCFI) della Diocesi di Bari e Bitonto
Lo hanno reso noto il presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Bari e Bat Luigi d’Ambrosio Lettieri e il consigliere Francesco Di Molfetta. L’associazione trova nell’ispirazione cristiana derivante dal Vangelo, quei principi etici che risultano fondamentali nelle attività dei professionisti della salute e del benessere del cittadino,  nel rispetto della dignità incommensurabile dell’uomo.

Il 9 marzo 2019 si aggiunge alle date rilevanti nella storia dell’Ordine Interprovinciale dei Farmacisti di Bari e BAT. Nasce, infatti, l’Unione Cattolica Farmacisti Italiani (UCFI) della Diocesi di Bari e Bitonto. A renderlo noto il presidente dell’Ordine, Luigi D’Ambrosio Lettieri e il consigliere Francesco Di Molfetta che ieri, in occasione dell’incontro sul tema “Etica e professione”, hanno dato il benvenuto nella sede dell’Ordine a monsignor Franco Cacucci, Arcivescovo di Bari e Bitonto; Pietro Uroda, presidente dell'UCFI nazionale; Vincenzo De Filippis, presidente della Federazione Europea Associazioni Mediche Cattoliche e al presidente dell'Associazione Medici Cattolici di Bari,Pierfrancesco Agostini
 
Le attività dell’UCFI, ispirate ai Valori della Chiesa Cattolica, puntano all’arricchimento culturale della persona; all’adesione ai principi del codice deontologico; all’azione per un dignitoso esercizio della professione e per la tutela morale dei giusti interessi di coloro che la svolgono; al rispetto, nell’esercizio della professione farmaceutica, degli insegnamenti del Vangelo e del Magistero ecclesiastico, con particolare riguardo alla dottrina sociale della Chiesa;  all'educazione dei Soci alla retta corresponsabilità ecclesiale, anche attraverso un’efficace attività culturale, sociale e caritativa collegata con l’esercizio della professione; al collegamento e alla collaborazione con le altre istituzioni e associazioni cattoliche nazionali ed internazionali che operano nel settore sanitario; all’impegno a favorire lo sviluppo sanitario tra le popolazioni più bisognose, anche realizzando interventi di carattere sanitario tramite l’invio di farmaci, farmacisti ed attrezzature nei paesi in via di sviluppo. Insomma, l’associazione trova nell’ispirazione cristiana derivante dal Vangelo, quei principi etici che risultano fondamentali nelle attività dei professionisti della salute e del benessere del cittadino,  nel rispetto della dignità incommensurabile dell’uomo.
 
Appartenere all'UCFI può significare, per ciascun farmacista, scegliere di affidarsi a una testimonianza cristiana e professionale. Una dichiarazione che richiede e costruisce una struttura comunitaria di presenza nella Chiesa e nella società. 
“Vogliamo vivere un percorso legato alla professione del farmacista, che nella catena di professionisti della salute è spesso il primo che incrocia il paziente”, ha affermato d’Ambrosio Lettieri, “fare il primo giro di manovella in Puglia, crea anche una importante emozione. Quello di oggi è un momento di aggregazione spontanea e libera, in una concezione laica che lascia spazio a una declinazione di quel patrimonio di valori che attinge al dono della fede per chi ce l’ha; della speranza nella fede per chi la ricerca e la possibilità di lasciare lo spazio a chi non ce l'ha, nell’ottica di una nuova riflessione” . Monsignor Cacucci ha invitato la platea alla riflessione. Incarnare il Vangelo nelle varie professioni – ha detto- è importante. Si può ancora parlare della Chiesa nel mondo contemporaneo. Quando parliamo di Farmacisti cattolici, dobbiamo riflettere su una cosa. 'Cattolici' è un aggettivo, ma il primo aspetto fondamentale è l'essere farmacisti, e questo è un elemento che sempre deve accompagnare la Testimonianza che un credente deve dare, attraverso il proprio mestiere, alla Chiesa e alla società. Anche gli ambienti professionali posso intercedere nel processo di evangelizzazione.”.
 
“Non è sempre possibile scindere la propria natura di cristiano dalla personale attività professionale –  ha sottolineato Di Molfetta – In particolare, nel nostro mestiere, non ci limitiamo solo a dispensare la scatoletta del farmaco, ma a professare anche la personale identità religiosa attraverso, spesso, parole di conforto e offrendo ascolto. Sempre nel rispetto dei principi deontologici e di laicità” . Un auditorium gremito ha risposto con entusiasmo alla proposta di un nuovo gruppo di professionisti che coniuga i principi del Giuramento di Ippocrate con gli insegnamenti della Chiesa e i dettami del Vangelo, affinché il pensiero resti libero, ma diventi sempre più consapevole.

10 Marzo 2019

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