Odontotecnici. Sit in di Antlo, Ciod e Ortec davanti al Ministero della Salute. “Vogliamo riconoscimento professionale in ambito sanitario”

Odontotecnici. Sit in di Antlo, Ciod e Ortec davanti al Ministero della Salute. “Vogliamo riconoscimento professionale in ambito sanitario”

Odontotecnici. Sit in di Antlo, Ciod e Ortec davanti al Ministero della Salute. “Vogliamo riconoscimento professionale in ambito sanitario”
Un nuovo profilo professionale atteso da ben 87 anni, un concreto contrasto dei fenomeni di abusivismo e una maggiore trasparenza nei percorsi di cura. Queste le richieste avanzate da Antlo, Ciod e Ortec, che questa mattina si sono riunite in protesta davanti al Ministero della Salute.

Gli odototecnici scendono in piazza. Questa mattina, un sit in organizzato da Antlo, insieme a Ciod e Ortec davanti al Ministero della Salute, è stata l'occasione per richiamare l'attenzione delle Istituzioni sui gravi problemi del comparto e, più in generale, sulla salute orale degli italiani che, ormai da alcuni anni, si trovano in difficoltà a causa della crisi nell'accesso alle cure. A tal proposito ricordiamo il report di Andi che metteva in luce come, nel periodo 2007-2012, ben mezzo milione di italiani avevano rinunciato alla propria salute orale per via dei costi.

"Siamo qui per richiedere il nostro riconoscimento professionale in ambito sanitario – ci spiega Tonino Sestili, responsabile regionale Ciod Felsa Cisl -. In questo senso la nostra situazione è ormai ferma ad una legge fascista del 1928. Esiste un problema di abusivismo odontotecnico dovuto proprio ai 'buchi' di legge oggi esistenti. Non è difficile imbattersi in casi di tornitori o un dentisti che impropriamente si improvvisano odontotecnici. Purtroppo una parte della lobby odontoiatrica è protagonista del nostro mancato riconoscimento".

Un altro problema sollevato è, infatti, quello della trasparenza dei percorsi di cura. "Bisogna sapere quanto, ad esempio, costa una protesi. I cittadini hanno il diritto di saperlo e invece spesso i dentisti lo oscurano. Una nostra autonomia professionale e fiscale porterebbe ad una maggiore chiarezza e distinzione tra il prezzo pagato per il prodotto da noi realizzato e la prestazione professionale offerta dal dentista – ha proseguito Sestili -. La mancanza di controllo fa sì che i dentisti possano utilizzare anche protesi provenienti dall'Est o dalla Cina, sprovviste di certificazione. Ricordiamo, invece, che il dentista, insieme alla fattura è obbligato a fornire al paziente la certificazione delle protesti utilizzate, che possono essere rilasciate solo dagli odontotecnici iscritti al Ministero".

Questa mancanza di riconoscimento che caratterizza lo status degli odontotecnici italiani non è di certo diffusa in tutta Europa. "Spagna, Germania, Inghilterra, ma anche la stessa Romania riconoscono la professione – ha concluso Sestili -. Ci sono diversi Paesi europei molto più 'progrediti' di noi sotto questo profilo".
 
Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

15 Maggio 2015

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