Orario lavoro. La denuncia degli Ordini dei medici della Campania: “Regione impreparata. Rischia il collasso”

Orario lavoro. La denuncia degli Ordini dei medici della Campania: “Regione impreparata. Rischia il collasso”

Orario lavoro. La denuncia degli Ordini dei medici della Campania: “Regione impreparata. Rischia il collasso”
Per i presidenti dei Medici della Campania “una buona notizia potrebbe trasformarsi in un grosso problema. Molti ospedali della regione si troveranno a far fronte a un’improvvisa carenza di personale. I diritti dei Medici non possono trasformarsi in assistenza negata la politica ha la responsabilità di quanto sta per accadere”

I presidenti degli Ordini dei Medici della Campania esprimono grande preoccupazione per l’assoluta impreparazione con la quale in Campania ci si avvia alla “rivoluzione” della Sanità. L’Italia sta per adeguarsi al resto d’Europa, dal 25 novembre le ore massime di lavoro settimanale per i medici saranno 48, i turni più lunghi di 13 ore al massimo e ci saranno 11 ore di riposo minime garantite.
 
“Si cambia in meglio – dice Silvestro Scotti, presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli e portavoce della Federazione Regionale – ma si cambia senza aver pianificato nulla. Noi tutti difendiamo e sosteniamo l’adeguamento al quale stiamo andando in contro, ma riteniamo sia poco coscienzioso da parte del Governo non aver predisposto le misure atte a garantire una piena copertura dei turni di lavoro, e quindi la garanzia di una valida assistenza ai cittadini. In poche settimane la sanità Campana rischia di finire nel caos, in qualche mese gran parte delle prestazioni ai cittadini potrebbe essere tagliata”.
 
Per i presidenti dei Medici della Campania “una buona notizia potrebbe trasformarsi in un grosso problema. Molti ospedali della regione si troveranno a far fronte a un’improvvisa carenza di personale”. Non sono pochi i nosocomi che riescono a garantire assistenza solo grazie a medici, infermieri e altri professionisti della sanità che si sottopongono a turni massacranti per rimediare alle sofferenze di organico imposte dal blocco del turn-over nelle assunzioni.
 
In regioni come la Campania il Lazio, il Molise e la Calabria (sottoposte a commissariamento) la situazione potrebbe diventare ben presto critica.
 
“Non possiamo nasconderci dietro ad un dito – dice Maria Erminia Bottiglieri, presidente dell’Ordine dei Medici di Caserta – allo stato attuale i direttori generali dei principali ospedali campani sono in grande difficoltà. So che in diverse strutture i primari hanno ricevuto comunicazione di approntare i turni di dicembre sulla scorta dei nuovi orari. Immagino dovendo prevedere delle guardie scoperte. A questo punto anche accelerando sull’avvio di procedure concorsuali, cosa molto improbabile, saremmo in ritardo. Spero si proceda almeno a stabilizzare tutti i precari (contrattisti, Co.co.co. e Co.co.pro.) altrimenti si rischia di penalizzare il cittadino, si rischia di chiudere alcuni reparti”.
 
Altrettanto duro il commento del presidente dell’Ordine dei Medici di Benevento, Giovanni Ianniello: “Credo che Roma abbia una grande responsabilità, non si può commissariare una Regione, lasciarla senza un Commissario, cosa che la Federazione dei Medici ha denunciato ormai da più di un mese, e poi procedere in questo modo. Garantire i diritti è un dovere, anzi siamo sin troppo in ritardo; ma questo modo di operare mette a rischio l’assistenza e certamente creerà ulteriori tensioni tra medici e assistiti”.

20 Novembre 2015

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