Payback dispositivi medici. Confindustria DM: “Prelievo al 16,5% del fatturato. Serve svolta”

Payback dispositivi medici. Confindustria DM: “Prelievo al 16,5% del fatturato. Serve svolta”

Payback dispositivi medici. Confindustria DM: “Prelievo al 16,5% del fatturato. Serve svolta”

Si è tenuta oggi davanti al Consiglio di Stato l’udienza di merito sul payback dei dispositivi medici 2015-2018. Secondo Confindustria Dispositivi Medici, il tema riguarda ormai il futuro dell’intero meccanismo: nel periodo 2019-2025 gli oneri hanno raggiunto circa 13 miliardi di euro, di cui 6,5 a carico delle imprese, e nel 2025 il prelievo ha inciso per il 16,5% del fatturato delle aziende. Faltoni: “Un contributo considerato temporaneo è diventato strutturale”.

Si è tenuta oggi l’udienza di merito davanti al Consiglio di Stato sulla decisione definitiva relativa al payback dei dispositivi medici per il periodo 2015-2018. Nel corso dell’udienza, secondo quanto riferisce Confindustria Dispositivi Medici, i giudici hanno sollevato dubbi sulla compatibilità del meccanismo con il diritto europeo.

La decisione è attesa nei prossimi mesi, ma per l’associazione l’appuntamento riporta al centro del confronto una questione che non riguarda soltanto il contenzioso sul quadriennio 2015-2018, ma il futuro del meccanismo e dell’intero settore dei dispositivi medici.

Secondo Confindustria Dispositivi Medici, nel periodo 2019-2025 il payback ha raggiunto circa 13 miliardi di euro di oneri, di cui 6,5 miliardi a carico delle imprese. Nel solo 2025, il prelievo è arrivato a incidere per il 16,5% del fatturato delle aziende. È su questo scenario, sostiene l’associazione, che occorre intervenire nella prossima Legge di Bilancio.

Faltoni: “Il sistema deve essere ripensato”

“Il sistema del payback deve essere ripensato nella sua struttura”, dichiara Fabio Faltoni, presidente di Confindustria Dispositivi Medici. Faltoni richiama la pronuncia della Corte costituzionale del 2024, che aveva definito il meccanismo riferito al quadriennio 2015-2018 un “contributo di solidarietà non sproporzionato e temporaneo”. “Un contributo considerato come temporaneo è oggi diventato strutturale”, sottolinea il presidente.

Secondo il Centro Studi di Confindustria Dispositivi Medici, nel periodo 2019-2025 nessuna Regione ha rispettato il tetto di spesa per i dispositivi medici. Nel 2019 erano 8 le Regioni che superavano il tetto di oltre il 50%; nel 2025 sono diventate 14, con punte di sforamento che arrivano anche al 110%.

“Il problema, quindi, non è solo quanto si spende, ma l’adeguatezza di un tetto che viene sistematicamente superato”, afferma Faltoni. “Se una soglia viene superata in modo strutturale, è la soglia che deve essere ripensata”.

Per Confindustria Dispositivi Medici, aumenti marginali dello 0,2% l’anno non sono sufficienti a risolvere il problema. Secondo Faltoni, la soluzione è “un modello di governo, già disponibile e attuabile, basato sulla programmazione, sull’utilizzo dei dati e sulla valutazione del valore delle tecnologie”. L’obiettivo, spiega, è spostare il focus dal costo ai risultati prodotti per il paziente e per il Servizio sanitario nazionale.

La scadenza del 31 dicembre 2026

Il legislatore ha già indicato una scadenza. L’articolo 3-bis del decreto legge n. 51/2023 prevede entro il 31 dicembre 2026 una nuova disciplina della spesa per i dispositivi medici, che tenga conto dell’evoluzione tecnologica e dell’innovazione del settore, anche attraverso l’Health Technology Assessment.

Nelle more, la norma consente di modificare il sistema vigente. Per Confindustria Dispositivi Medici, la prossima Manovra rappresenta quindi il momento per intervenire.

“La prossima Legge di Bilancio è quindi il momento per intervenire e superare strutturalmente il payback”, conclude Faltoni. “Non possiamo chiedere alle imprese di investire in AI, digitale, ricerca e produzione in Italia e contemporaneamente mantenere un meccanismo che nel prossimo triennio può pesare circa 1,5 miliardi di euro l’anno sulle imprese, oltre alle tasse ordinarie”.

Per il presidente di Confindustria Dispositivi Medici, se l’obiettivo è attrarre capitali e consolidare la filiera della salute, occorre garantire alle imprese “certezza e capacità di programmare”.

24 Settembre 2026

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