Professioni sanitarie. Parte il ‘Dossier formativo’. Tutte le novità in un convegno a Roma

Professioni sanitarie. Parte il ‘Dossier formativo’. Tutte le novità in un convegno a Roma

Professioni sanitarie. Parte il ‘Dossier formativo’. Tutte le novità in un convegno a Roma
Nel corso dell'iniziativa, promossa dalla Federazione dei logopedisti Italiani, è stato presentato il nuovo strumento. Si tratta di una sorta di portfolio che accompagnerà il professionista durante tutta la sua carriera e che raggrupperà i principali obiettivi formativi da raggiungere.

Il progetto Ecm, la formazione continua nelle professioni sanitarie, coinvolge circa un milione di operatori e prende il via proprio mentre al Senato arriva il ddl Lorenzin che contiene anche la riforma degli ordini professionali. Due novità che si intrecciano fortemente tra loro: ordini, collegi e associazioni saranno tutti pienamente coinvolti nella gestione della certificazione e dell’attestazione dei crediti Ecm. E, in questo senso, una funzione essenziale spetterà al dossier formativo, una sorta di portfolio che accompagnerà il professionista durante tutta la sua carriera. Si tratta di uno strumento dinamico che raggrupperà i principali obiettivi formativi del professionista e sarà composto in totale autonomia.

Questi temi hanno costituito l’argomento di discussione del convegno ‘Il governo dell’educazione continua in medicina’, svoltosi a Roma presso l’Irccs Fondazione Santa Lucia. L’iniziativa è stata promossa dalla Federazione dei logopedisti Italiani, con il coinvolgimento del coordinamento nazionale delle professioni sanitarie e la partecipazione di tutti gli organismi protagonisti di questo cambiamento.

“Il sistema – spiega Tiziana Rossetto, presidente della Federazione dei Logopedisti – porta a compimento molte attività e sta già registrando un grande successo. Il nostro sistema Ecm oggi – aggiunge – è l'unico in Europa a coinvolgere tutte le professioni sanitarie ed è un esempio guardato con attenzione anche da altri paesi in prospettiva della direttiva europea che entro il 2016 permetterà la libera circolazione dei professionisti anche sanitari”.

Rossetto ha poi elogiato il lavoro sin qui svolto dal ministro Beatrice Lorenzin e si è rallegrata per la sua conferma. “Il ddl Lorenzin è l’unico atto concreto in campo per istituire gli ordini professionali e per completare un percorso ventennale”. L’aspetto essenziale del dispositivo “è rappresentato dal fatto che consente un inquadramento di tutte le categorie con lo stesso status”. Passaggio nodale è costituito dal Dossier formativo che “rende il professionista autentico protagonista del proprio percorso, rendendo possibile un’individuazione più oculata del fabbisogno formativo. E l’effetto è duplice, in quanto emergono grossi vantaggi sia per il professionista che per l’azienda”.

Anche Antonio Bortone, presidente del Conaps, sottolinea i meriti del ddl Lorenzin che “consente un inquadramento di tutti i professionisti con lo stesso status e finge da trampolino per l’istituzione degli ordini e per la creazione di un terreno di sviluppo che garantirà un innalzamento qualitativo, sempre nel rispetto delle specifiche competenze”. A incidere positivamente sarà anche il Dossier formativo che “fornirà una mappatura chiara delle competenze e una sistematizzazione, tramite criteri oggettivi, di tutti gli aspetti curriculari”. L’importante però è che il processo “avvenga senza finire preda di eccessiva burocratizzazione”. E in questo quadro fondamentale è l’apporto del sistema di formazione continua che “è diventato anche un rapido strumento di verifica dell’aggiornamento costante del professionista. Ora tutte le professioni sanitarie mirano ad un unico ordine, diviso poi nei singoli collegi: meno burocrazia, sinergia, inter e multidisciplinarietà. Siamo davvero all’arrivo”.

Allo stato attuale gli ordini, i collegi e le associazioni professionali “continuano a rivestire un ruolo fondamentale di garanzia – osserva Sergio Bovenga, presidente del CoGeAPS – a vantaggio dei cittadini e delle istituzioni che possono, tramite questi enti, avere la certezza di rivolgersi sempre e solo a professionisti abilitati ed autorizzati a svolgere le rispettive professioni. Attraverso i rispettivi codici deontologici indicano ai loro iscritti veri e propri status di comportamenti professionali che spesso vanno ben oltre quanto le norme civilistiche e penalistiche impongono ad ogni cittadino. Il dovere deontologico della formazione e aggiornamento long life, garanzia di un professionista qualificato ed al passo con le conoscenze sempre in evoluzione, precede e supporta l’obbligo formativo Ecm previsto dalla legge”.
 


Gennaro Barbieri

 

Gennaro Barbieri

28 Febbraio 2014

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