Non piacciono all’Aaroi-Emac diversi aspetti della bozza di riforma dello Statuto Enpam presentata dai vertici della Fondazione. Per questo l’associazione degli anestesisti rianimatori ha elaborato una propria proposta di emendamenti alla bozza.
In particolare, nella nota di accompagnamento del documento, a firma del presidente Aaroi-Emac Alessandro Vergallo, si afferma di non rilevare, per la categoria medica e odontoiatrica, alcun vantaggio derivante dall’allargamento della base contribuente a nuove figure professionali. “Tale allargamento costituirebbe, al contrario, un pericolo proprio per la rappresentatività dei medici e degli odontoiatri, sia numerica, che, soprattutto, contributiva, disconoscendone le loro peculiarità” e “la motivazione rappresentata da un eventuale futuro obbligo normativo in tal senso appare, infine, non solo prematura, e al momento ingiustificata, ma potrebbe addirittura esserne un prologo attuativo”.
Per l’Aaroi-Emac è inoltre “pletorico l’attuale numero dei Consiglieri nazionali dell’Ente” e alla proposta di limitarne il numero a 51 si aggiunge quella di “garantire una più democratica rappresentanza degli iscritti ai rispettivi fondi, conseguente ad un’elezione diretta, nella misura pari al 49% del numero totale di Consiglieri”.
Sempre nell’ambito dei costi d gestione legati ai compiti di Istituto, l’Aaroi-Emac chiede “l’abrogazione del gettone di presenza fatto naturalmente salvo il rimborso delle spese sostenute per l’espletamento del mandato, nonché il costo della stipula di eventuale copertura assicurativa, ove necessaria”.
Inoltre, si ritiene “assolutamente opportuna”, nell’espressione di voto per l’elezione dei Consiglieri nazionali e dei Consiglieri di Amministrazione, la preferenza unica.
L’Aaroi-Emac chiede poi che “per evidenti ragioni di congruità, anche rispetto alla numerosità della componente femminile degli iscritti, che la garanzia di candidatura di genere (per entrambi i generi femminile o maschile) vada aumentata in misura non inferiore al 20% (al posto del 10% previsto nella bozza), ma che, per altrettanto evidenti ragioni di opportunità, tale garanzia non possa essere imposta come obbligo all’elezione”.
Nel documento si sottolinea poi la “necessità che gli iscritti contribuenti alla sola quota A del Fondo di previdenza generale abbiano la possibilità di essere eventualmente rappresentati, in base ad un principio democratico elettivo, anche in una delle due vice presidenze. Inoltre, si ritiene più democratico che il Vice Presidente avente riportato più voti sia Vice Presidente vicario rispetto alla nomina autocratica del Vice Presidente vicario a cura esclusiva del Presidente”.
Condivisa anche la necessità sollevata dai Presidenti OMCeO di Ascoli Piceno, Bologna, Ferrara, Latina, Milano, Piacenza, Potenza, Salerno, Trapani e Verona che il Consiglio di Amministrazione si avvalga di economisti esperti per la programmazione e la gestione degli investimenti finanziari.
Altre richieste riguardano cumuli di cariche e corrispondenti evidenze di incompatibilità; deleghe di funzioni da parte di Organismi come il Consiglio di Amministrazione, che per finalità costitutive dovrebbero esercitarle direttamente; adeguata e democratica rappresentanza degli iscritti contribuenti al solo Fondo di Previdenza generale – Gestione della quota A, obbligatoria per tutti gli iscritti agli OMCeO.
Infine, l’Aaroi-Emac ritiene “del tutto inappropriato, infine, quanto previsto dall’art. 2 delle “Norme transitorie e finali”, in quanto invalida di fatto quanto disposto dai richiamati articoli, i quali pongono un limite all’elezione consecutiva per più di due volte ai mandati rispettivamente previsti per Componenti del Consiglio di Amministrazione, Presidente, Vice Presidenti, Componenti del Comitato Consultivo. Per non aggiungere altro, giova e basta sottolineare che tale limitazione è già prevista nello Statuto vigente, e che in tal modo viene fatta appositamente slittare”.