Seconda Giornata Nazionale della Chirurgia Bariatrica: “Qualità, qualità e ancora qualità” 

Seconda Giornata Nazionale della Chirurgia Bariatrica: “Qualità, qualità e ancora qualità” 

Seconda Giornata Nazionale della Chirurgia Bariatrica: “Qualità, qualità e ancora qualità” 
È stata celebrata il 6 dicembre alla Camera dei Deputati la Seconda Giornata Nazionale della Chirurgia Bariatrica promossa dalla SICOB – Società italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle malattie metaboliche e dalla Fondazione SICOB. Presentati l’info point, una casella di posta elettronica a cui è possibile scrivere per ricevere tutte le informazioni su questa specialità ([email protected]) e il Manifesto Nazionale della Chirurgia Bariatrica, importante documento con cui tutti gli associati si impegnano formalmente a favore della massima qualità di azione in questo campo.

La Chirurgia Bariatrica è in assoluto, sottolineano i vertici della SICOB, “l’arma più potente a nostra disposizione nella lotta contro l’obesità; ma sarebbe più giusto parlare di percorso della chirurgia bariatrica, perché l’intervento chirurgico è un momento che deve essere completato dall’adozione di misure comportamentali, modifiche dello stile di vita, regimi nutrizionali specifici e talora anche trattamenti farmacologici sia nel periodo pre-operatorio sia post- operatorio, se si vogliono ottenere i risultati migliori”. Con la Giornata della Chirurgia Bariatrica ed attraverso il servizio di pubblica utilità attivato dalla SICOB, s’intende quindi offrire le più qualificate informazioni in materia di Chirurgia Bariatrica rendendo un servizio importante alla popolazione.

“Dopo la crisi pandemica” sottolinea Diego Foschi, Presidente della Fondazione SICOB “l’incidenza dell’obesità “ha raggiunto valori, nei soggetti adulti, intorno al 12% e questo rilancia l’urgente necessità di cura di questa patologia. Peraltro – aggiunge – non possiamo non rilevare che in questo momento questo settore sia particolarmente in crisi come tutti i settori sanitari. La cura chirurgica dell’obesità ha una doppia difficoltà, da una parte è una struttura di cura complessa che necessita di una capacità clinica tecnica e anche tecnologie particolarmente rilevanti. Dall’altro è innegabile che se già gli obesi sono oggetto di pregiudizio, soprattutto i portatori di obesità destinati alla chirurgia sono oggetto di uno stigma ancor più importante perché si ritiene che non solo non siano capaci di badare a se stessi ma approfittino di tutte quelle che sono le cure come di fosse un Benefit sociale a carico della comunità. Naturalmente non è affatto vero e permane il pregiudizio nei confronti dell’obesità che ancora, nell’immaginario collettivo, non viene considerata come una vera e propria patologia ma il risultato di una condotta personale errata”.

Uno delle dei compiti più importanti di una società scientifica – sottolinea quindi dal canto suo Giuseppe Navarra, Presidente della SICOB “è quello di garantire la qualità delle cure nell’ambito di interesse della disciplina che rappresenta. Il massimo livello di qualità nell’utilizzo della chirurgia bariatrica è garantito da tutta una serie di misure come linee guida, percorsi diagnostico-terapeutici, reti assistenziali e accreditamento delle strutture e dei chirurghi. Qualcosa viene garantito dai governi nazionale e regionali, ma molto cerchiamo di garantirlo noi in prima persona come associati monitorando la qualità dei centri ed elaborando, appunto, linee guida estremamente severe come quelle sul trattamento dell’obesità pubblicate sul sito dell’Istituto superiore di Sanità.

Parliamo, peraltro, di numeri di incidenza importanti: “L’anno scorso sono stati registrati e inseriti nel registro di Patologia della SICOB circa 23.000 casi che purtroppo non rappresentano la totalità. Si ritiene che ci siano ancora una decina di migliaia di casi che sono stati seguiti ma non sono stati caricati nel nostro registro e quindi parliamo di oltre 30.000 casi l’anno con casistiche e necessità anche molto differenti. Per questo abbiamo portato all’attenzione delle istituzioni, per esempio, la necessità di creare una rete di chirurgia d’urgenza nel paziente sottoposto a chirurgia bariatrica perché le complicanze cui il paziente va incontro e i trattamenti necessari a risolvere queste complicanze sono un po’ diversi nell’approccio rispetto a un paziente non obeso. Quindi la possibilità di creare un network, una rete di centri che riescono a gestire le complicanze del paziente operato di chirurgia bariatrica”.

L’obesità – spiega infine Maurizio De Luca, Presidente eletto della SICOB “è una malattia multifattoriale che presenta una componente genetico metabolica e una componente nutrizionale comportamentale. Come si agisce cercando di ridurre le problematiche correlate all’obesità? Si agisce sia in termini di prevenzione chiaramente, ma anche con trattamenti farmacologici e, poi, chirurgici. Con le recenti Linee Guida pubblicate dall’ISS, abbiamo implementato diversi tipi di indicazioni, alcune anche nuove come per esempio il trattamento chirurgico negli adolescenti tra i 14 e 18 anni (chiaramente dopo una valutazione multidisciplinare), il trattamento chirurgico bariatrico nel paziente anziano (chiaramente valutandone la fragilità) e il trattamento chirurgico nei pazienti con più bassi indici di massa corporea (tra 30 e 35) ovviamente associata a delle comorbilità. Sono le nuove frontiere della chirurgia bariatrica che oggi altre società scientifiche internazionali stanno adottando mutuandole dalle nostre Linee Guida”.

07 Dicembre 2023

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