Tumori del sangue. Appello degli ematologi: “Servono più farmaci e ricerca”

Tumori del sangue. Appello degli ematologi: “Servono più farmaci e ricerca”

Tumori del sangue. Appello degli ematologi: “Servono più farmaci e ricerca”
Rappresentano il 10% di tutte le malattie neoplastiche e sono i più temibili tra le patologie ematiche. Ma ora vi sono nuove e più efficaci strategie terapeutiche. Per questo la Società Italiana di Ematologia chiede alle istituzione di investire di più in questa area e per la salute di questi pazienti.

“Impiego di nuovi farmaci ed ulteriori investimenti nella ricerca per contrastare i tumori del sangue, che rappresentano il 10% di tutte le malattie neoplastiche”. E’ quanto chiede alle istituzioni la Società Italiana di Ematologia (Sie), che lancerà l’appello anche nei prossimi giorni, da Verona, in occasione del 44° Congresso nazionale in programma dal 20 al 23 ottobre.

“In ventidue anni la ricerca, l’utilizzo di nuovi farmaci ed il ricorso ad innovative tipologie di cura hanno radicalmente cambiato lo scenario e modificato l’approccio clinico con il quale si affrontano e combattono le malattie ematologiche”, spiega il vicepresidente di SIE, Giovanni Pizzolo, professore di Ematologia e direttore dell’Unità di Ematologia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Integrata scaligera, con sede al Policlinico “G. Rossi”, che è il centro di riferimento regionale in cui vengono praticati tutti gli espianti di midollo dei donatori volontari veneti, destinati ai vari centri di trapianto italiani ed esteri.

“Tra le patologie ematiche, le più temibili restano i tumori del sangue. Le malattie oncoematologiche, nel loro complesso, rivestono un ruolo di primo piano e rappresentano un 10% circa di tutti i tumori; leucemie e  linfomi si collocano rispettivamente al nono e all’ottavo posto tra le cause di morte neoplastica”, quantifica il presidente di SIE, Fabrizio Pane, professore di Ematologia e responsabile della divisione di Ematologia del dipartimento di Medicina clinica e chirurgica dell’università Federico II di Napoli. “Grazie agli straordinari risultati della ricerca, a cui hanno dato notevole contributo molti gruppi italiani, però,sono state messe a punto negli ultimi anni nuove e più efficaci strategie terapeutiche, che hanno portato, per alcune tipologie di neoplasie, prospettive di guarigione e il prolungamento della sopravvivenza a risultati impensabili”. Ed è in questa direzione che va l’appello che la Sie lancerà da Verona.

 

17 Ottobre 2013

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