Unione Europea Farmacie Sociali. “Anche in Italia il Farmacista Prescrittore”

Unione Europea Farmacie Sociali. “Anche in Italia il Farmacista Prescrittore”

Unione Europea Farmacie Sociali. “Anche in Italia il Farmacista Prescrittore”
Il farmacista prescrittore al centro del dibattito europeo delle Farmacie Sociali riunite a Napoli. Dalle esperienze già consolidate in diversi Paesi emergono modelli utili anche per l’Italia, come sottolineato dal Sottosegretario Gemmato e dai rappresentanti delle farmacie comunali. Un confronto che mette in luce opportunità, sfide e responsabilità di una professione sempre più centrale nell’integrazione con il Ssn

“Farmacista Prescrittore” questo il grande tema al centro del consesso europeo che raccoglie le principali organizzazioni di rappresentanza delle Farmacie Sociali europee, ospitati lo scorso 25 e 26 settembre a Napoli.

Come ogni anno, gli incontri della UEFS sono dedicati a un grande tema, come quello sul farmacista prescrittore, sul quale alcuni paesi membri hanno sviluppato esperienze significative che potrebbero essere “esportate” nei contesti nazionali degli altri partner.

In apertura dei lavori, il Sottosegretario alla Salute On. Marcello Gemmato ha affermato che “Il Testo Unico della Farmaceutica, approvato in questi giorni dal Consiglio dei Ministri, offrirà una base finalmente solida ai futuri progetti di riforma della farmacia territoriale. Tra essi, il farmacista prescrittore potrà certamente giocare un ruolo fondamentale nella maggiore integrazione tra farmacia e sanità pubblica”.

Convinzione, questa, condivisa da tempo dalle Farmacie Comunali Italiane, che tramite il loro Vice Presidente Andrea Porcaro D’Ambrosio ha ricordato che “il tema è già stato al centro della nostra Officina di Galeno, poche settimane fa a Pisa. Siamo forti dei casi di successo già sviluppati in diversi paesi Nord Europei e oggi ci sono tutte le condizioni perché anche l’Italia affronti seriamente un argomento così importante”.

Per il Presidente Uefs (e presidente onorario di Assofarm) Venanzio Gizzi “Sul questo tema l’Italia sconta certamente un ritardo rispetto ad alti paesi partner. Ma se cambiamo dimensioni e argomenti analizzati, di volta in volta risultano Paesi più avanzati degli altri. Il valore della nostra Federazione sta proprio in questa capacità di mutuo scambio e aiuto tra esperienze di successo maturate nei diversi territori”.

Domenico Della Gatta, coordinatore di Assofarm Campania, ha ribadito che la proposta del farmacista prescrittore non vuole essere divisiva ma ha per obiettivo quello di potenziare la collaborazione interprofessionale.

Vincenzo Santagada ha riportato un articolo del 2010 in cui si parlava di una superfarmacia, con tanti servizi sanitari e fortemente integrata nel SSN. “Quella descrizione avveniristica, oggi è realtà” conclude il Presidente Ordine Farmacisti di Napoli, pensando che per concretizzare il sogno odierno del farmacista prescrittore serve formazione specialistica e stabilità normativa.

Il tema dei servizi è stato ripreso anche da Antonio Gaudioso, docente X-Lab Health presso la Luiss di Roma: “scandalizza osservare che nel 2025 lo screening del colon retto (finanziato dal SSN) registra un 75% copertura in Friuli Venezia Giulia e appena il 10% in Calabria. I dati ci dicono che dove sono stati coinvolti i farmacisti, questo indicatore è significativamente salito. La farmacia può essere un alleato nella lotta alle disuguaglianze. Ripensare il suo ruolo non è solo questione di lotte di potere tra professioni sanitarie, ma anche questione di eguaglianza nell’accesso alle cure e ai diritti”.

Grande interesse ha poi suscitato l’intervento del presidente di Apoteca Natura e Farmacie Fiorentine AFAM Massimo Mercati, in larga parte focalizzato su come le strategie di rafforzamento della dimensione consulenziale del farmacista si possano accompagnare anche ad un miglioramento delle performance dei bilanci aziendali.

Tra le presenze internazionali, il farmacista Jonathan Burton ha ricordato che agli onori corrispondano anche oneri: “In Scozia assistiamo ad una costante crescita della domanda di prescrizioni in farmacia. E questo ci pone delle sfide, tecniche ma anche morali. Credo che un farmacista debba domandarsi perché vuole fare questo passo in avanti, che valore ha tutto ciò per la società e se vuole assumersi questa responsabilità”.

Altrettanto stimolante è risultata la tavola rotonda di tre giovani professionisti italiani che da tempo lavorano come farmacisti prescrittori in Francia, Regno Unito e Svizzera. Dalle loro parole è emerso chiaramente come il meccanismo prescrittivo necessita di forti e specifiche competenze tecnico-scientifiche, e di una solida infrastruttura tecnologica.

In conclusione, è stato il Segretario Generale di Assofarm Francesco Schito a trarre le conclusioni della giornata “Quando scegliemmo di dedicare il nostro incontro a questo tema, qualche timore lo avevamo. Poi un giorno leggo che l’84,2% dei farmacisti italiani sono favorevoli all’introduzione del farmacista prescrittore. Un dato che fa riflettere, e che suggerisce il fatto che il terreno possa essere più fertile di quanto a si possa pensare. D’altronde, l’esperienza ci insegna che l’unico modo per vincere resistenze e pregiudizi è quello di confrontarsi senza paura, pubblicare dati e opinioni, ascoltare i dubbi altrui. Noi abbiamo iniziato a farlo e continueremo con entusiasmo”.

29 Settembre 2025

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