Arrestato primario del S. Eugenio di Roma, sospette mazzette da cliniche private

Arrestato primario del S. Eugenio di Roma, sospette mazzette da cliniche private

Arrestato primario del S. Eugenio di Roma, sospette mazzette da cliniche private

L'arresto risale a giovedì scorso, quando gli agenti hanno fermato i due uomini nel momento in cui il primario riceveva una busta contenente 3mila euro dall’imprenditore di cliniche private specializzate in dialisi. In cambio di soldi, il medico avrebbe indirizzato i pazienti dimessi dall'ospeale verso speficihe strutture.

Il primario del reparto Nefrologia dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma è stato arrestato con l’accusa di corruzione. Avrebbe ricevuto denaro per indirizzare i pazienti dell’ospedale nelle cliniche degli imprenditori che lo pagavano. L’arresto (ai domiciliari) risale a giovedì scorso, quando gli agenti della squadra mobile hanno fermato i due uomini nel momento in cui il primario riceveva dall’imprenditore di cliniche private una busta contenente 3mila euro in banconote da 50 e 100 euro, ma nell’indagine sarebbero coinvolte circa 10 persone, con riferimento anche ad altre cliniche private.

Il “sistema di smistamento pazienti dializzati” avveniva da anni, secondo le informazioni raccolte e rese note dall’agenzia Ansa. “Dall’ordinanza emessa dal gip della Capitale”, spiega l’agenzia, emergono i dettagli della “rete creata da Palumbo con una serie di centri privati romani che in cambio di denaro ed utilità ‘ha permesso la creazione di corsie preferenziali’ lungo le quali ‘i pazienti in dimissione dall’ospedale siano indirizzati verso i centri dialisi ‘amici’”.

Il primario avrebbe smistato i pazienti nelle cliniche di suo interesse “anche impartendo disposizioni al proprio staff affinché i malati venissero indirizzati o comunque convinti ad effettuare la dialisi esclusivamente presso le cliniche nelle quali aveva diretti o indiretti interessi”. Gli inquirenti, prosegue l’Ansa, “hanno accertato che parte dei pagamenti illeciti avveniva attraverso false fatturazioni compiute da una società ‘schermo’ che aveva come oggetto attività di consulenze”.

Il suo difensore del primario afferma che il medico “non ha preso tremila euro in contanti per una mazzetta ma in quanto erano utili derivanti dall’attività di imprenditore occultamente svolta rispetto alla società Dialeur”.

09 Dicembre 2025

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