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Inaugurata la Sala Ibrida del Cemad-Gemelli

Dal valore di 2,8 milioni di euro. I due “gioielli” di questa sala operatoria “futuristica” sono una TAC a 128 strati e un angiografo rotazionale a braccio robotizzato ARTIS Pheno di ultimissima generazione che lavorano in maniera integrata, grazie ad un software dotato di algoritmi molto avanzati di segmentazione che consentono di elaborare in tempo reale una ricostruzione 3D degli organi. La sala ibrida infine è dotata anche di un eco-endoscopio. La generosa donazione della Fondazione Roma e del suo Presidente Onorario.

22 LUG - Inaugurata presso il Centro Malattie Apparato Digerente (Cemad) della Fondazione Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” Irccs la prima sala ibrida in Italia dedicata al trattamento endoscopico delle patologie gastroenterologiche. Si tratta di una sala operatoria in piena regola (Hybrid Operating Room, OR), straordinariamente dotata al suo interno di apparecchiature di diagnostica per immagini all’avanguardia.

“Quella oggi inaugurata - spiega il professor Antonio Gasbarrini, Direttore del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche della Fondazione Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” Ircss e Professore Ordinario di Medicina Interna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Roma – è una delle pochissime sale ibride al mondo dedicata alle patologie gastroenterologiche e ospita due tecnologie di imaging avanzatissime in maniera integrata: una TAC 128 strati, in grado di muoversi su un binario dedicato per raggiungere il lettino operatorio dove è adagiato il paziente e un angiografo multiassiale robotizzato, una speciale apparecchiatura che consente di ottenere una proiezione radiografica dinamica da ogni possibile angolazione, in sede intra-operatoria”.


“La nuova sala operatoria/endoscopica ibrida – aggiunge il professor Guido Costamagna, Direttore dell’Unità Operativa di Endoscopia Digestiva Chirurgica della Fondazione Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” Irccs del Dipartimento Universitario di Medicina e Chirurgia Traslazionale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – si aggiunge alle 8 sale endoscopiche già esistenti, offrendo la possibilità di eseguire numerose e innovative procedure terapeutiche integrate endoscopiche/chirurgiche/radiologiche in tutti i distretti dell’apparato digerente. Grazie alla nuova sala ibrida, il nostro Centro, già ampiamente riconosciuto come riferimento nazionale e internazionale per l’approccio mini-invasivo di pazienti particolarmente complessi, si arricchisce ulteriormente nella capacità di offerta assistenziale, scientifica e didattica.”

“Siamo oggi all’alba di una nuova era del Cemad – prosegue il professor Gasbarrini - che prevede il nostro rinnovato impegno nel campo delle patologie epato-bilio-pancreatiche, con le attrezzature e gli spazi più moderni. Un sogno coltivato da tempo che oggi diventa realtà grazie alla straordinaria vision e generosità di Fondazione Roma e del suo Presidente Onorario, il Professor Emmanuele Francesco Maria Emanuele, e del Presidente Franco Parasassi”.

“L’inaugurazione di oggi – riferisce il Presidente Onorario della Fondazione Roma, professor Emmanuele F. M. Emanuele – rappresenta una nuova tappa di un articolato percorso di collaborazione con il Policlinico A. Gemelli, che ho fortemente voluto fin dal 2016, allorché ero Presidente della Fondazione Roma, quando ho intuito l’opportunità di dare vita un Centro di riferimento nazionale per il trattamento e la diagnosi delle malattie del sistema digestivo, percorso che oggi giunge ad un momento importante con il completamento della sala ibrida. Grazie ad essa, sottolinea ancora il Presidente Onorario, il Cemad ha le carte in regola per erogare prestazioni diagnostiche e di cura innovative e ad alta complessità, e per consolidare quella reputazione ormai di livello assoluto e internazionale, decretata dal riconoscimento del 3° posto nel mondo per l’anno in corso 2021 come centro di eccellenza per le malattie dell’apparato digerente attribuito dalla rivista americana Newsweek, soprattutto in virtù del convinto e ripetuto sostegno offerto dalla Fondazione Roma. Oggi, dunque, sono particolarmente soddisfatto, perché ciò che avevo ipotizzato già diversi anni fa, prende felicemente corpo, ed anche perché la partnership con il Policlinico A. Gemelli, anch’essa da me avviata tanto tempo fa, non cessa di produrre frutti straordinari e continuerà a produrne nel futuro anche di più strabilianti”.

Il Presidente della Fondazione Roma Parasassi si associa alle parole del Professor Emanuele e, nell’esprimere piena soddisfazione per il raggiungimento di questo grande obiettivo, anticipa che il sostegno al Cemad del Gemelli continuerà almeno per i prossimi cinque anni, come stabilito dalla nuova convenzione già siglata, e che porterà il Centro specialistico a dotarsi dei device necessari per effettuare gli accurati esami diagnostici di ultima generazione, nonché le innovative prestazioni terapeutiche che esso, tra i pochi in Italia, è ora in grado di effettuare.

“Voglio sottolineare in questa felice circostanza – continua Parasassi – che la Fondazione Roma accompagna il Cemad fin dalla sua ideazione e lo ha sostenuto dal 2016, erogando complessivamente quasi 4,8 milioni di euro, di cui 2,8 per la sala ibrida inaugurata oggi”.

“Il nostro ringraziamento più sentito – commenta Carlo Fratta Pasini, Presidente della Fondazione Policlinico Gemelli - va oggi al Presidente Onorario professor Emmanuele F.M. Emanuele e alla Fondazione Roma per la lungimiranza, la vicinanza e il costante sostegno offerti al Cemad, fin dalla sua nascita. Questo supporto costante ha consentito al Centro di raggiungere traguardi di eccellenza a livello internazionale nel campo delle malattie dell’apparato digerente, a beneficio di tutti i pazienti”.

I due “gioielli” di questa sala operatoria “futuristica” sono una TAC a 128 strati (SOMATOM CT Sliding Gantry) e un angiografo rotazionale a braccio robotizzato ARTIS Pheno (entrambi di Siemens Healthineers) di ultimissima generazione che lavorano in maniera integrata, grazie ad un software dotato di algoritmi molto avanzati di segmentazione che consentono di elaborare in tempo reale una ricostruzione 3D degli organi. La sala ibrida infine è dotata anche di un eco-endoscopio, che consente la visualizzazione diretta della posizione in cui si trova lo strumento “dall’interno”, e di aggiungere dunque ulteriori dettagli di imaging.

Il “cervello’ della sala ibrida è un sistema di video-integrazione di ultima generazione, elemento cruciale del sistema in quanto le sorgenti di immagine che il chirurgo utilizza sono molteplici. Il software di integrazione delle immagini è in grado ad esempio di fare una road map automatica dei vasi sanguigni, per mostrare qual è il campo di attraversamento degli strumenti operatori; oppure di prolungare virtualmente lo strumento chirurgico in maniera da far ‘vedere’ al chirurgo quali sono gli organi attraverserà o quali nervi o vasi incontrerà su una determinata traiettoria. La TAC e l’angiografo possono essere richiamati sul campo operatorio in ogni momento, senza spostare il paziente.

La preghiera di benedizione della Sala Ibrida del Cemad, oggi inaugurata alla presenza anche del Rettore dell’Università Cattolica, Professor Franco Anelli, del Segretario Generale dell’Istituto Toniolo, Enrico Fusi, e dell’intero Consiglio di Amministrazione della Fondazione Gemelli, è stata officiata da monsignor Paolo Ricciardi, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Roma, Delegato del Centro per la Pastorale Sanitaria insieme all’Assistente Ecclesiastico Generale dell’Università Cattolica monsignor Claudio Giuliodori.

La storia del Cemad
Il Cemad, vera e propria cittadella delle malattie gastro-intestinali, nasce alla fine del 2017 con l’idea di mettere il paziente al centro del percorso. La sala di accoglienza, la “Nutrition Hall Eugenio e Emmanuele F. M. Emanuele di Villabianca”, vuole dare appunto questo messaggio Nei suoi tre anni di vita, al Cemad sono state effettuate oltre 100 mila procedure endoscopiche, oltre 60.00 ecografie e visitati una media di 600 pazienti al giorno. Grande attenzione è riservata anche alla ricerca, con numerosi trial clinici su farmaci e device innovativi.

“La sfida di tutti i giorni – afferma Gasbarrini - è coniugare eccellenza e qualità delle cure, nel rispetto massimo del paziente. Il progetto Cemad si è concretizzato grazie all’incredibile lungimiranza e al sostegno continuativo di Fondazione Roma che ha capito che dovevamo dare efficienza, accoglienza e qualità delle cure che dovevano essere le migliori disponibili al mondo, ma sempre all’interno della sanità pubblica”.

“Nel novembre 2020 Newsweek, come già ricordato, ci ha messo al terzo posto al mondo nella sua classifica per overall reputation, subito alle spalle di Mayo Clinic e del Mount Sinai Hospital – concludono i professori Gasbarrini e Costamagna - Il nostro obiettivo è rimanere a quel livello e, se possibile, migliorare ancora”.

22 luglio 2021
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