Asl di Rieti. Intersindacale medica: “La clinicizzazione del San Camillo de Lellis di Rieti rappresenta una deriva gestionale”  

Asl di Rieti. Intersindacale medica: “La clinicizzazione del San Camillo de Lellis di Rieti rappresenta una deriva gestionale”  

Asl di Rieti. Intersindacale medica: “La clinicizzazione del San Camillo de Lellis di Rieti rappresenta una deriva gestionale”  
Aaroi Emac Lazio, Anaao Assomed Lazio, Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Cimo Fesmed, Cisl Medici Lazio, Fassid, Fvm e Uil Fpl Medici, Veterinari, Dirigenti Sanitari del Lazio contro “il massiccio e selvaggio ingresso dell’Università” alla guida dei reparti. Un modello che sarà causa di “conflitti tra professionisti, scarsa attrattività di carriera e conseguente incremento della mobilità romano-centrica del personale e dell’utenza”. Chiesti chiarimenti alla Regione.

L’Intersindacale medica interviene contro la riorganizzazione in corso presso l’ospedale San Camillo de Lellis di Rieti e, in particolare, contro “l’introduzione della ‘clinicizzazione’ e il massiccio e selvaggio ingresso dell’Università nella gestione dei reparti” denunciato anche dall‘Acoi e che, per l’intersindacale, “rappresenta un serio rischio di deriva gestionale”.

“Si promettono innovazione e nuovi giovani medici, in realtà questo modello, così come viene introdotto, rischia di mortificare la già difficile condizione della Sanità Reatina, sostituendo dipendenti stabili e di esperienza gestionale comprovata, regolari vincitori di concorso pubblico, con figure universitarie o precarie nominate dai Rettori”, scrivono Aaroi Emac Lazio, Anaao Assomed Lazio, Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Cimo Fesmed, Cisl Medici Lazio, Fassid, Fvm e il coordinamento regionale Uil Fpl Medici, Veterinari, Dirigenti Sanitari in una nota.

La conseguenza di un’organizzazione così imposta, aggiungono i sindacati, “è una inevitabile fonte di conflitti tra professionisti, scarsa attrattività di carriera per la dirigenza medica appartenente al SSN e conseguente incremento della solita mobilità romano-centrica sia del personale che dell’utenza”.

Per i sindacati l’Atto Aziendale di Rieti “è palesemente in contraddizione con la normativa vigente (517/99). La trasformazione di intere Unità Operative Complesse con l’introduzione della direzione Universitaria, aggraverà peraltro le note carenze strutturali e sarà causa di ulteriori inefficienze finanziarie, con un inevitabile aumento dei costi che peseranno sui già deficitari bilanci aziendali”.

“Senza un vero confronto con tutti i portatori d’interesse che possano esprimere le reali esigenze del territorio”, avvertono i sindacati, “si rischia di creare servizi inefficaci ed “apicalità” inefficienti, inutili all’Azienda se non selezionate attraverso concorsi pubblici, figli di una corretta programmazione che sappia rispettare gli equilibri contrattuali ed evitare disparità ingiustificate”.
Chiesto, dunque, l’intervento della Regione per chiarire se “la clinicizzazione è una strategia organica e programmata? Come si tuteleranno le professionalità interne? Quali garanzie di trasparenza e regolarità saranno assicurate?”

“Non rifiutiamo il contributo universitario – precisano i sindacati – ma esigiamo trasparenza, rispetto delle regole e un percorso condiviso. Solo così la Sanità Reatina potrà realmente migliorare, evitando uno svuotamento di competenze e una gestione approssimativa dei servizi. E’ anche chiaro che in assenza di risposte, le nostre Organizzazioni Sindacali non saranno un semplice spettatore pagante”.

03 Settembre 2025

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