Oncologia nel Lazio. Bria (AIOM): “Concretezza ai Pdta regionali”. La rete oncologica tra eccellenze multidisciplinari e collaborazione tra centri

Oncologia nel Lazio. Bria (AIOM): “Concretezza ai Pdta regionali”. La rete oncologica tra eccellenze multidisciplinari e collaborazione tra centri

Oncologia nel Lazio. Bria (AIOM): “Concretezza ai Pdta regionali”. La rete oncologica tra eccellenze multidisciplinari e collaborazione tra centri

La Regione Lazio accelera sulla rete oncologica regionale con Pdta operativi, multidisciplinarietà e maggiore integrazione tra grandi hub e centri territoriali. Avanti anche i tavoli su test genomici ed esenzioni, ma pesa ancora la carenza di personale sanitario

Una rete oncologica regionale che sta passando dalla teoria alla pratica, con gruppi di lavoro attivi per aree di patologia, Pdta finalmente operativi e una crescente integrazione tra grandi hub e centri territoriali. È il quadro tracciato da Emilio Bria, Coordinatore regionale AIOM Lazio, professore associato di Oncologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e direttore dell’Unità operativa complessa di Oncologia medica dell’Ospedale Isola Tiberina Gemelli Isola, che individua nei percorsi condivisi e nella multidisciplinarietà alcuni dei principali punti di forza del sistema regionale. Sullo sfondo, però, restano aperte le criticità legate alla carenza di personale sanitario e alle disomogeneità nell’accesso ad alcuni percorsi diagnostici.

“Recentemente la Regione Lazio ha iniziato a strutturarsi in maniera concreta sull’assistenza oncologica, costruendo una rete regionale che, devo dire, sta funzionando”, spiega Bria. “Negli ultimi mesi si sono riuniti i gruppi per aree di patologia con l’obiettivo di mettere in atto i Pdta definiti lo scorso anno. Si sta finalmente dando un correlato pratico a quanto teorizzato negli ultimi anni, e questo è certamente un elemento positivo”.

Secondo Bria, il percorso intrapreso dalla Regione punta a garantire modelli organizzativi uniformi e aderenti alle migliori evidenze scientifiche, valorizzando allo stesso tempo le specificità territoriali. “Tutto è ispirato alla necessità di associare le best practice alle linee guida e alle maggiori evidenze scientifiche, tenendo conto sia delle realtà delle grandi città sia di quelle più piccole”, sottolinea. Fondamentale, aggiunge, è soprattutto “l’interconnessione tra le diverse strutture oncologiche e gli altri specialisti coinvolti nella presa in carico dei pazienti”.

Tra i principali punti di forza del Lazio, il coordinatore AIOM indica la qualità delle competenze presenti sul territorio e il lavoro delle équipe multidisciplinari. “Ci sono eccellenze scientifiche riconosciute in tutto l’ambito oncologico, dalla chirurgia all’oncologia medica, con gruppi multidisciplinari di altissimo valore che si riuniscono in maniera costante e coerente rispetto ai carichi di lavoro”, afferma. “I grandi centri stanno facendo rete con quelli più piccoli e questo rappresenta certamente un punto di forza della nostra regione”.

Resta però il nodo delle risorse umane, una criticità che accomuna il Lazio al resto del Paese. “Il personale sanitario è carente, sia nelle grandi città sia nei centri più piccoli”, osserva Bria. Una situazione che rischia di rallentare l’accesso ai percorsi diagnostici e terapeutici: da una parte, spiega, “c’è la volontà di costruire percorsi di diagnosi e cura adeguati”, dall’altra “manca spesso la possibilità concreta di inserire rapidamente i pazienti nei percorsi per insufficienza di personale”.

Tra le questioni ancora aperte c’è poi quella delle esenzioni dedicate ai pazienti a rischio genetico. Nel Lazio, evidenzia Bria, persistono ritardi rispetto ad altre regioni dove questi strumenti consentono di attivare percorsi diagnostici appropriati senza liste d’attesa. Su questo fronte, spiega, “AIOM Lazio si sta impegnando per favorire la soluzione del problema insieme alla Regione”.

L’associazione regionale sta inoltre portando avanti diverse iniziative sul piano scientifico e organizzativo. “Le attività che stiamo sviluppando sono sostanzialmente di tre tipi”, racconta Bria. Da una parte c’è il lavoro educazionale e formativo, con eventi “limitati nel numero ma altamente qualificati dal punto di vista scientifico”, anche in collaborazione con altre regioni.

Parallelamente sono stati istituiti tavoli tecnici su alcuni temi considerati prioritari, tra cui accesso ai test genomici e disponibilità dei farmaci innovativi. L’obiettivo è superare le difformità ancora presenti tra le diverse Asl, “a volte anche all’interno della stessa città”, attraverso un confronto condiviso con le altre società scientifiche.

Infine, prosegue il confronto con la Regione Lazio per rendere pienamente operativa l’esenzione 99, considerata uno strumento importante per i pazienti che necessitano di percorsi diagnostici specifici e tempestivi.

Marzia Caposio

27 Maggio 2026

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