Sanità privata. Lenza (Tsrm e Pstrp Roma): “Serve equità per i professionisti, pari dignità di trattamento”

Sanità privata. Lenza (Tsrm e Pstrp Roma): “Serve equità per i professionisti, pari dignità di trattamento”

Sanità privata. Lenza (Tsrm e Pstrp Roma): “Serve equità per i professionisti, pari dignità di trattamento”

A pochi giorni dallo sciopero nazionale del 17 aprile, l’Ordine di Roma e provincia richiama l’attenzione sul ruolo dei professionisti del settore privato: circa il 30% degli iscritti opera in queste strutture. “La qualità dell’assistenza ai cittadini è strettamente legata al riconoscimento del lavoro dei professionisti”.

In vista dello sciopero nazionale della sanità privata e delle RSA proclamato per il prossimo 17 aprile, anche l’Ordine TSRM e PSTRP di Roma e provincia interviene nel dibattito, ponendo l’accento sul valore e sul contributo dei professionisti sanitari che operano nel comparto privato accreditato. “Si tratta di una mobilitazione che nasce da criticità note da tempo e che meritano attenzione – dichiara in una nota Andrea Lenza, presidente dell’Ordine -. Il tema del rinnovo contrattuale e delle condizioni di lavoro riguarda da vicino una parte significativa dei nostri iscritti”.

Secondo i dati dell’Ordine, infatti, circa il 30% dei professionisti iscritti a Roma e provincia lavora nel settore privato o nelle RSA, una quota rilevante che rende il tema delle tutele e delle condizioni contrattuali centrale non solo per i lavoratori, ma anche per la qualità complessiva del sistema sanitario. “Non parliamo di una componente marginale – sottolinea Lenza – ma di professionisti che ogni giorno garantiscono servizi essenziali, spesso in integrazione con il sistema pubblico. È quindi fondamentale che venga riconosciuta loro pari dignità”.

Pur mantenendo una posizione equilibrata rispetto alla mobilitazione sindacale, l’Ordine richiama la necessità di affrontare le criticità in modo strutturale. “È importante che il confronto tra le parti prosegua in modo costruttivo, con l’obiettivo di arrivare a soluzioni che garantiscano equità e sostenibilità – prosegue Lenza – . Il divario nelle condizioni economiche e contrattuali rispetto al pubblico rappresenta un elemento che, nel tempo, rischia di incidere anche sull’attrattività delle professioni sanitarie”.

Al centro, ribadisce l’Ordine, deve restare la qualità dell’assistenza ai cittadini, strettamente legata al riconoscimento del lavoro dei professionisti. “Garantire pari dignità di trattamento significa anche tutelare la qualità delle cure – conclude Lenza -. Investire sui professionisti, indipendentemente dal contesto in cui operano, è una condizione indispensabile per la tenuta e l’evoluzione del nostro sistema sanitario”.

09 Aprile 2026

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