Vaccini. L’IFO diventa Centro Vaccinale Ospedaliero per pazienti oncologici e fragili

Vaccini. L’IFO diventa Centro Vaccinale Ospedaliero per pazienti oncologici e fragili

Vaccini. L’IFO diventa Centro Vaccinale Ospedaliero per pazienti oncologici e fragili

La sfida è rendere sempre più disponibili le vaccinazioni offrendo ai pazienti la possibilità di sopporsi alla somministrazione delle dosi direttamente in ospedale, durante i percorso di diagnosi e cura. De Angelis “Un modello organizzativo che rafforza l'integrazione tra competenze cliniche, organizzative e digitali”.

La vaccinazione, agli Istituti Fisioterapici Ospitalieri (IFO), diventa parte integrante dell’assistenza grazie all’istituzione di un Centro Vaccinale Ospedaliero, un modello organizzativo che integra la prevenzione direttamente nei percorsi di diagnosi e cura. Il percorso prevede l’identificazione del paziente candidato alla vaccinazione da parte del medico specialista, durante la visita, quindi la prenotazione immediata, la somministrazione in ospedale e la completa tracciabilità del processo, con il coinvolgimento di Direzione Sanitaria, Farmacia e Sistemi Informatici.

Il progetto realizzato presso l’IRCCS pubblico IFO – Regina Elena e San Gallicano, recepisce le più recenti indicazioni nazionali e regionali e consentirà di proteggere i pazienti più vulnerabili dalle infezioni prevenibili, di evitare interruzioni o ritardi dei trattamenti oncologici e garantire la continuità delle cure. Ogni anno gli Istituti Fisioterapici Ospitalieri prendono in carico migliaia di pazienti oncologici e fragili che portano a 11.550 i ricoveri ordinari e in DH.

La prevenzione vaccinale diventa così un tassello strutturale della presa in carico multidisciplinare dei pazienti oncologici e di quelli affetti da patologie dermatologiche croniche trattati con farmaci immunomodulanti. Il Centro offre le principali vaccinazioni raccomandate per le persone fragili e immunodepresse: anti-Herpes Zoster, anti-pneumococcica, anti-influenzale, anti SARS-CoV-2 e anti-HPV, pianificate in relazione alle terapie oncologiche e alle condizioni cliniche del paziente.

“Il nuovo modello organizzativo consente di cogliere l’opportunità vaccinale nel momento stesso in cui il paziente accede alle cure”, illustra nel dettaglio l’IFO in una nota. “Lo specialista individua i candidati alla vaccinazione durante la visita, fornisce le informazioni necessarie e avvia immediatamente il percorso. Il personale amministrativo programma le somministrazioni, il team vaccinale esegue le vaccinazioni e ne registra ogni fase, la Direzione Sanitaria monitora i dati e la Farmacia gestisce disponibilità e approvvigionamenti. Un sistema integrato che riduce la frammentazione dei percorsi, facilita l’accesso ai vaccini e garantisce la tracciabilità dell’intero processo”.

“Vaccinare il paziente fragile nel luogo in cui si cura significa evitargli un ulteriore spostamento in un momento già impegnativo, e garantire che la prevenzione diventi parte integrante della terapia”, evidenzia Costanza Cavuto, Direttore Sanitario Aziendale IFO.”

“Con l’apertura del nuovo ambulatorio vaccinale – dichiara il Direttore Generale degli IFO Livio De Angelis – intendiamo aumentare il numero di servizi offerti ai nostri pazienti nell’ottica di provvedere in autonomia a tutte le loro esigenze direttamente o indirettamente collegate al percorso di cura che affrontano presso gli IFO. Vaccinare un paziente fragile nel momento più appropriato significa proteggerlo dalle infezioni, ridurre il rischio di complicanze che potrebbero compromettere o ritardare le terapie e offrire un’assistenza sempre più completa, personalizzata e sicura. Offrire la vaccinazione all’interno dell’ospedale in cui si curano senza obbligarli a prenotare altrove e’ un atto di buona organizzazione e di empatia. È un modello organizzativo che rafforza l’integrazione tra competenze cliniche, organizzative e digitali e conferma la vocazione degli IFO a coniugare ricerca, innovazione e umanizzazione dell’assistenza”.

L’iniziativa si inserisce nel Protocollo nazionale Vax Populi, che promuove l’integrazione tra ospedale e territorio e la prevenzione vaccinale nei percorsi di cura dedicati alle persone fragili, e recepisce le raccomandazioni del Piano Nazionale Prevenzione vaccinale e le indicazioni della Regione Lazio, nonché le linee guida delle principali società scientifiche internazionali, che indicano la vaccinazione come uno strumento fondamentale per ridurre infezioni, ospedalizzazioni e interruzioni dei trattamenti nei pazienti immunocompromessi.

Il progetto è reso possibile dalla supervisione della Direzione Sanitaria diretta da Costanza Cavuto, dal coordinamento di Ornella Di Bella, medico referente dell’ambulatorio e da tutti i professionisti IFO.

15 Luglio 2026

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