Gentile Direttore,
qualche settimana fa avevamo segnalato la profonda crisi che la professione infermieristica sta attraversando nel nostro Paese. Apprendiamo con preoccupazione le dichiarazioni del senatore Massimo Garavaglia (Quotidiano Sanità, 21 ottobre) che attribuisce tale crisi alla durata eccessiva del percorso formativo universitario, proponendo come soluzione un “liceo abilitante che crei una figura base di infermiere”.
Come Coordinamento Nazionale Infermieri FP CGIL riteniamo questa visione non solo riduttiva, ma anche pericolosa per la sicurezza dei cittadini e per il futuro della professione.
Il tema del cosiddetto “assistente infermiere”
È opportuno distinguere tra la figura dell’assistente infermiere, di cui si è tornato a parlare, e la professione infermieristica propriamente detta. Il Coordinamento Nazionale Infermieri FP CGIL ribadisce la posizione già espressa dalla nostra organizzazione: ogni proposta di creazione di un nuovo profilo intermedio doveva essere valutata preventivamente solo se realmente funzionale al miglioramento dell’assistenza, e non come risposta demagogica alla carenza di infermieri.
Un percorso scolastico di tipo liceale non può e non deve essere spacciato per un canale formativo professionale, come dichiarato dal senatore Garavaglia “La mia proposta è istituire un liceo infermieristico abilitante, che consenta di iniziare a lavorare come ‘assistente infermiere’ subito dopo il diploma” (cit.). Creare un “assistente infermiere” senza una chiara definizione delle responsabilità rischia di diventare una figura ibrida, che confonde ruoli e abbassa gli standard di sicurezza e qualità dell’assistenza. La FP CGIL ha sempre sostenuto la necessità di rafforzare la filiera dell’assistenza attraverso il riconoscimento delle competenze e delle specializzazioni infermieristiche, non con l’invenzione di scorciatoie formative che sviliscono la professione.
Il futuro della professione infermieristica
Attribuire la crisi degli infermieri alla durata della formazione universitaria è una semplificazione grave e demagogica.
L’infermiere è un professionista che opera in contesti altamente complessi — dalle terapie intensive all’emergenza-urgenza in contesti ospedalieri e territoriali, dalla gestione di tecnologie avanzate alla presa in carico globale della persona — e che necessita di competenze scientifiche, cliniche, etiche e relazionali consolidate.
Ridurre il percorso formativo significherebbe mettere a rischio la qualità delle cure e la sicurezza dei pazienti dando anche una risposta inadeguata ai reali bisogni assistenziali, oltre a mortificare l’impegno di chi ogni giorno sostiene il Servizio Sanitario Nazionale.
La vera causa della carenza di infermieri, determinata da minor iscrizioni ai corsi di laurea e da abbandono della professione, è un’altra: mancanza di valorizzazione professionale, retribuzioni inadeguate, carichi di lavoro insostenibili e assenza di prospettive di carriera. Per invertire questa rotta servono investimenti concreti: retribuzioni dignitose, riconoscimento delle competenze avanzate, percorsi di crescita professionale e condizioni di lavoro che permettano di esercitare la professione con sicurezza e motivazione.
Come FP CGIL abbiamo già chiesto e ottenuto con il contratto 2019-2021 del Comparto Sanità Pubblica l’introduzione delle figure dell’infermiere esperto e dell’infermiere specialista, insieme al sistema degli incarichi, strumenti indispensabili per superare il modello dell’infermiere generalista e per avvicinare il comparto ai livelli di valorizzazione previsti per la dirigenza sanitaria.
In questo contesto, la proposta del “liceo abilitante” rappresenta un arretramento di oltre trent’anni.
Un impegno per il futuro
Il Coordinamento Nazionale Infermieri FP CGIL ritiene che la sottoscrizione del rinnovo del CCNL 2022-2024, non sottoscritto dalla FP CGIL, non dà risposte necessarie per invertire questi trend negativi, anzi incentiva le istituzioni a proseguire verso la deriva della mortificazione della Professione Infermieristica sostituendola con la figura dell’Assistente Infermiere. La professione infermieristica è la spina dorsale del nostro Servizio sanitario nazionale svolto dalle lavoratrici e dai lavoratori, sia che siano dipendenti diretti della sanità pubblica che di quella privata accreditata. Gli infermieri devono essere riconosciuti, valorizzati e sostenuti, non sviliti.
È il momento di rilanciare la mobilitazione, di far sentire la voce degli infermieri e delle altre professioni sanitarie che ogni giorno garantiscono la salute dei cittadini. Serve un piano straordinario di investimenti per restituire dignità alla professione infermieristica, rilanciare l’attrattività del lavoro sanitario e assicurare un futuro al nostro Servizio Sanitario Nazionale.
“Per una professione riconosciuta, valorizzata e centrale nella sanità del futuro.”
Alfonso Guerriero
Coordinamento Nazionale Infermieri – FP CGIL