Audit&Feedback essenziale per migliorare la qualità e ridurre le diseguaglianze in sanità 

Audit&Feedback essenziale per migliorare la qualità e ridurre le diseguaglianze in sanità 

Audit&Feedback essenziale per migliorare la qualità e ridurre le diseguaglianze in sanità 

Gentile Direttore,
assistiamo in questi anni, anche attraverso i resoconti di “Quotidiano Sanità”, agli sforzi del nostro SSN di mettere a disposizione dei professionisti linee guida e best practice, nate proprio per colmare il gap tra evidenze scientifiche e pratica clinica. Ma la diffusione delle linee guida non è sufficiente a produrre miglioramenti nella qualità dell’assistenza.

Abbiamo bisogno di strumenti solidi per migliorare la qualità dell’assistenza e ridurre le diseguaglianze nella salute. Inoltre, i dati di variabilità nell’offerta e nella qualità dei servizi sanitari in Italia confermano l’ipotesi di una applicazione non ottimale delle raccomandazioni di best practice nella pratica clinica e documentano, in maniera trasparente, una carenza di equità delle cure pur in presenza di un sistema sanitario universalistico.

Il nostro Paese, leader in questo in Europa, ha costruito negli anni strumenti formidabili di responsabilizzazione delle singole aziende ospedaliere e territoriali sulle rispettive performance assistenziali: parliamo dell’esperienza del Programma Nazionale Esiti di Agenas e del PREVALE nel Lazio.

In piena epidemia Covid – era il marzo 2021 – con un atto di democrazia trasparente, i dati del PNE sono stati resi di libero accesso a tutti: cittadini, erogatori, professionisti, mass media.

Cosa che il Lazio, in verità, aveva già compiuto mesi prima, affiancando alla pubblicazione dei report sulle performance delle aziende sanitarie ed ospedaliere percorsi integrati di audit, articolati in due fasi: la prima incentrata sulla verifica di qualità dei dati utilizzati per il calcolo degli indicatori e la seconda per promuovere gli audit organizzativi nelle strutture.

L’Audit and Feedback (A&F) combina l’audit – verifica e valutazione sistematica dell’aderenza dei processi assistenziali alle migliori evidenze disponibili – con la condivisione dei suoi risultati sotto forma di feedback al personale sanitario e al management aziendale (1).

L’A&F è uno degli elementi di forza della Clinical Governance diffusasi dal Regno Unito 25 anni fa: la famosa Bristol Review sulla scandalo della cardiochirurgia pediatrica – da cui tutto nacque – sottolineava come la raccolta dati e la discussione delle performance cliniche fossero parte integrante dell’attività clinica ed erano l’unico modo per aiutare i team assistenziali ad uscire dalla autoreferenzialità che inevitabilmente premia chi ha più voce e lascia indietro chi lavora bene e produce buoni risultati.

Dopo aver monitorato le performance assistenziali ed analizzato le criticità che ostacolano il raggiungimento di ottimali standard di cure, l’A&F può ridurre il divario esistente tra evidenze scientifiche (raccomandate dalle linee guida ed adottate con i PDTA) e pratica clinica (2, 3) e costituisce, inoltre, una strategia di “rinforzo” organizzativo ottimale per correggere comportamenti assistenziali inadeguati ed incoraggiare il miglioramento continuo della qualità nelle organizzazioni sanitarie.

Ed in Italia? Nonostante la sua importanza sia stata riaffermata nel DM 70/2015, nel nostro SSN l’A&F non è maturato a pratica sistematica nelle organizzazioni sanitarie, anche se il successo di progetti come la Ricerca Finalizzata EASY-NET dal 2021 dimostrano la sua applicabilità nei contesti assistenziali, a livello aziendale e regionale (4).

In un momento in cui fatichiamo a garantire livelli adeguati di accesso e di qualità dell’assistenza per i nostri cittadini vogliamo promuovere l’ Audit&Feedback con una serie di iniziative, proprio allo scopo di migliorare la qualità e ridurre le diseguaglianze in sanità , attraverso metodologie rigorose e sostenibili per le nostre organizzazioni.

Insieme ad ASIQUAS, AIE, FIASO e al Gruppo FORWARD, come Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio-ASL Roma 1 ed Università Cattolica del Sacro Cuore, ci proponiamo di mettere a sistema l’A&F nel nostro Paese, a partire dal confronto delle esperienze vincenti, in scala regionale o locale. Esiste già una rete internazionale di riferimento, l’A&F Metalab (5): li ospiteremo il 4 e 5 novembre a Roma e ringraziamo fin da ora “Quotidiano Sanità” per lo spazio che vorrà riservare al dibattito su questi temi.

Nera Agabiti e Marina Davoli,
Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio-ASL Roma 1 (DEP), Roma
Antonio Giulio de Belvis, Università Cattolica del Sacro Cuore, Fondazione Policlinico A. Gemelli IRCCS e Consiglio Direttivo Nazionale ASIQUAS, Roma

Riferimenti

(1) Ivers N, Jamtvedt G, Flottorp S, Young JM, Odgaard�Jensen J, French SD, et al. Audit and feedback: effects on professional practice and healthcare outcomes. Cochrane Database Syst Rev [Internet]. 2012;(6).
(2) Practice Feedback Interventions: 15 Suggestions for Optimizing Effectiveness. Disponibile su: https://core.ac.uk/reader/79500925?utm_source=linkout

(3) Disponibile su: https://www.cochranelibrary.com/cdsr/doi/10.1002/14651858.CD000259.pub3/full

(4) La conclusione del programma EASY-NET e l’importanza dell’Audit and Feedback nel Ssn – Quotidiano Sanità [Internet]. Disponibile su: https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=115633

(5) L’ A&F MetaLab nasce con l’obiettivo di sviluppare una comunità internazionale di ricerca e assistenza sanitaria che sia in grado di garantire un reale miglioramento degli outcome clinici promuovendo l’uso dell’A&F nell’ottimizzazione della performance. Per saperne di più sull’ A&F MetaLab, è possibile visitare il seguente link: https://www.ohri.ca/auditfeedback/.

N. Agabiti, M. Davoli, A. de Belvis

10 Giugno 2024

© Riproduzione riservata

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