Chi controlla l’eccellenza in sanità?

Chi controlla l’eccellenza in sanità?

Chi controlla l’eccellenza in sanità?

Gentile direttore,
la cortese postilla di Nadia Negri credo trovi tutti d’accordo.  Il “controllo” è indispensabile.  Un dubbio tuttavia, forse, può insorgere nel momento in cui si voglia individuare la figura o le figure cui attribuire i controlli: un sanitario, un amministrativo, un tecnico? di nomina aziendale o regionale?
 
Infatti,   nell’ambito di uno degli aspetti che avevo indicato alla base del criterio di rilevazione dell’eccellenza,  quello relativo al Personale, non si può non considerare, oltre alle competenze,  la tutt’altro che trascurabile differenza percentuale tra i vari ruoli presenti nell’ambito dei Servizi Sanitari Regionali.  
Ad esempio,  se guardiamo alle nostre due Regioni, Lombardia ed Emilia, che possono di certo rappresentare  due esempi estremamente positivi in campo sanitario, si può rilevare che il Ruolo Sanitario incide in Lombardia  per il 68 %  e in l’Emilia Romagna per il 75,6 %,  mentre per quanto riguarda il Ruolo Amministrativo si registra rispettivamente il 10,8% ed il 5,8%. Per il personale tecnico i valori percentuali sono meno appariscenti con il 20,9 in Lombardia ed il 18,4 in Emilia Romagna.
 
Non si può non riflettere su queste  differenze così poco giustificabili tra due Servizi Sanitari di livello confrontabile, soprattutto di fronte ai tentativi di formulazione dei cosiddetti “Criteri Standard” che a tutto hanno guardato meno che al Personale ( vorrei sottolineare le notevoli differenze percentuali riportate in tabella (tabella).
 
Il Personale è davvero affetto da   “soggezione,  rassegnazione e demotivazione”  (sentimenti ben sintetizzati da Nadia Negri)  dilaganti nelle nostre aziende e di cui ci si rende conto percorrendo corsie, sale di degenza, ambulatori. E non potrebbe essere altrimenti nel clima che si respira,  aggravato dal fatto che per effettuare le stesse prestazioni   gli addetti ai lavori impiegati sono inspiegabilmente in numero completamente diverso. Alla faccia dell’eccellenza !
 
Ecco perché è necessario non confondere l’eccellenza con la complessità, ritrovare la consapevolezza delle singole  competenze specialistiche, ridisegnare  e  riaffermare  la rete ospedaliera di riferimento per le singole prestazioni.
E i controlli ben vengano.  E aggiungerei  soprattutto nei confronti dell’appropriatezza:  clinica ed organizzativa.
 
Fabio Florianello
Direttore Struttura Complessa Chirurgia Generale Azienda Ospedaliera G.Salvini, Regione Lombardia
 
 
 Personale dipendente dalle Strutture di Ricovero  appartenenti
 ai Servizi Sanitari Regionali: ripartizione % tra i diversi Ruoli
(fonte: Ministero Salute – Ragioneria Generale dello Stato)
 


 

Pers. Sanitario

Pers. Amministr.

Pers. Tecnico

Altro Personale


 

%

%

%

%


 

 

 

 

 

Val d'Aosta

                  82,1

8,7

9,0

0,2

Piemonte

                  71,7

9,3

18,9

0,2

Liguria

                  76,5

7,3

16,1

0,1

Lombardia

                  68,0

10,8

20,9

0,2

Veneto

                  71,8

7,7

20,4

0,1

Trentino

                  66,8

6,9

26,2

0,2

Friuli

                  69,4

7,6

22,9

0,2

Emilia Romagna

                  75,6

5,8

18,4

0,2

Toscana

                  80,7

5,0

14,2

0,2

Marche

                  78,8

6,8

14,3

0,1

Umbria

                  80,1

4,9

14,8

0,2

Lazio

                  76,3

9,7

13,7

0,2

Abruzzo

                  78,2

5,9

15,9

0,1

Molise

                  81,2

3,7

14,9

0,2

Campania

                  77,5

6,3

16,0

0,2

Puglia

                  77,2

6,7

15,9

0,2

Basilicata

                  78,3

4,8

16,8

0,1

Calabria

                  76,6

8,5

14,6

0,2

Sicilia

                  74,8

7,4

17,6

0,2

Sardegna

                  81,9

5,0

13,0

0,1

 

  

 

 

 

Totale %

           74,3  

7,9

17,7

0,2

Fabio Florianello

29 Aprile 2013

© Riproduzione riservata

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