Codici bianchi al Pronto soccorso. Un equivoco molto, troppo, italiano

Codici bianchi al Pronto soccorso. Un equivoco molto, troppo, italiano

Codici bianchi al Pronto soccorso. Un equivoco molto, troppo, italiano

Gentile direttore,
pazienti visitati per terra al pronto soccorso del San Camillo di Roma. Perché?
Ma non sarà che a furia di ridurre i posti letto … si risana forse il bilancio, ma al malato manca un percorso diagnostico terapeutico che può non essere solo territoriale, visti anche i tempi di attesa della diagnostica?
Ma non sarà che a furia di non investire in personale (non solo medico), al malato manca un “tutor”, una guida entro le mura dell’ospedale …?
Ma non sarà che non si può fare tutto subito e tutto in fretta …

Domandiamoci anche se le piccole emergenze (l'abrasione, la contusione, la febbre a 37.4, il mal di orecchi, …) – emergenze per che cosa – sono da essere "curate e trattate" da un medico e da un medico di MG o, come pare avvenga da molti anni nei paesi industrializzati, da infermieri con un particolare bagaglio di conoscenze e di esperienza sul campo.
D'altra parte ai tempi di quando eravamo "piccini" gran parte dei "codici bianchi" che succedevano a noi, non li trattava né l'infermiere (che ci faceva le punture …) né il signor dottore, ma la "nonna" … o la mamma. Uno dei problemi gestionali dei Pronto Soccorso (PS), uniformemente diffuso in tutta Italia e nel mondo, è l’affollamento delle strutture, dovuto in larga parte alle richieste di prestazioni che potrebbero essere effettuate a livello territoriale dai Medici di Medicina Generale. In genere, al triage questi pazienti corrispondono ai codici bianchi ed ai codici verdi a minor impegno.
 
E ancora, perché i medici di MG, spesso con 20 – 30 anni di esperienza dovrebbero trattare e prendersi cura "di codici bianchi e/o verdi di minore impegno …", tralasciando inevitabilmente (il giorno è di 24 ore e io noi siamo soli, solo medici di MG) i cronici, gli acuti gravi, le dimissioni cd protette spostate da tempo sul territorio … , mentre nei nostri PS vengono mandati non i medici più esperti e navigati … ma sovente i nuovi assunti … e lì (al PS) questi colleghi sono aiutati da analisi (tante … non bastano mai …), RX ed Eco …e quant'altro rinviato poi sistematicamente alla nostra prescrizione/trascrizione/copiatura?
 
Se i Medici di MG non chiederanno e otterranno strutture (ambienti, stanze, luoghi fisici) e personale di supporto soprattutto infermieristico sia per la gestione dei pazienti cronici (CreG o CCM) sia per il management "controllato" di eventi patologici acuti risolvibili senza l'intervento di particolari tecnologie né "urgente" in senso letterale, sarà assai difficile mutare il nostro destino di personale sanitario affidabile solo per "problemi di minor impegno professionale" ….
Vorremmo fare i dottori … i medici … non altro …
 
Saffi Giustini e Paola Mandelli
Medici di MG ASL 3 Pistoia
 

20 Febbraio 2012

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