Gentile Direttore,
scrivo da Collaboratrice di Studio con oltre quindici anni di esperienza nella Medicina Generale campana, in un territorio segnato da grande complessità organizzativa, disuguaglianze assistenziali e una crescente domanda di prossimità. La mia testimonianza rappresenta il lavoro silenzioso e continuo di centinaia di collaboratori che ogni giorno sostengono gli studi MMG, garantendo accoglienza, operatività e continuità.
Il mio percorso formativo – laurea in Economia Aziendale, specializzazione in Scienze Economiche e un Master in Management Sanitario dal titolo “Collaborazione Aumentata: il Collaboratore di Studio e l’Intelligenza Artificiale, Supporto Integrato al Medico di Medicina Generale” – nasce dalla necessità di governare i processi che oggi rendono possibile la cura: digitalizzazione, flussi informativi, organizzazione e sicurezza dei dati. A ciò si aggiunge la formazione OSA–OSS–OSSS, fondamentale per comprendere la dimensione relazionale degli studi MMG.
Ho presentato un e-Poster al Congresso Nazionale SIMG sul ruolo del Collaboratore di Studio nella transizione digitale: un segnale che questa figura, spesso ignorata dalle norme, sta finalmente entrando nel dibattito scientifico.
Negli ultimi anni Quotidiano Sanità ha raccolto opinioni diverse, ma la realtà quotidiana degli studi è inequivocabile: il Collaboratore di Studio è oggi una figura essenziale. L’ACN ne riconosce l’indennità, ma non ne definisce competenze, limiti e responsabilità. Questo vuoto normativo espone i medici a carichi impropri e noi collaboratori a invisibilità giuridica, mentre gli studi affrontano una trasformazione radicale: FSE, CUP, Sinfonia, ricetta dematerializzata, screening, vaccinazioni, AFT, presa in carico della cronicità.
Processi che non possono essere sostenuti senza personale formato, stabile e competente.
In Campania, il Collaboratore di Studio svolge funzioni che vanno ben oltre il mero supporto amministrativo: triage organizzativo, gestione delle agende digitali, recupero delle adesioni agli screening, orientamento nei percorsi territoriali, mediazione con anziani e fragili, controllo documentale. È un ruolo decisivo per efficienza, qualità e prossimità.
Eppure questa figura non ha un riconoscimento regionale, né un percorso formativo certificato, né un mansionario. Un paradosso per una Regione che dipende in modo così evidente dal lavoro dei Collaboratori di Studio.
La proposta, maturata nel mio progetto di Master “Collaborazione Aumentata”, è chiara: definire un profilo professionale regionale, tecnico-organizzativo, con formazione certificata e competenze standardizzate in privacy, sistemi digitali e workflow.
Il Collaboratore di Studio non sostituisce il medico: ne garantisce la piena operatività e l’ordine dei processi. Deve essere riconosciuto, regolamentato e integrato nelle architetture previste dal PNRR.
Le Case della Comunità richiedono processi amministrativi solidi e continuità informativa. Tutti elementi oggi sostenuti dai Collaboratori negli studi MMG. Senza un profilo definito, queste strutture rischiano di non raggiungere la piena operatività.
In questa prospettiva, è necessario un impegno condiviso tra Regioni e Governo.
Il Ministro della Salute, Prof. Orazio Schillaci, ha più volte ribadito l’importanza del rafforzamento della medicina territoriale e della piena funzionalità delle Case della Comunità: riconoscere il Collaboratore di Studio significa dare concretezza a questa visione nazionale.
La Campania ha il dovere di assumere un ruolo guida: dotarsi per prima di un modello regionale che riconosca il Collaboratore di Studio come figura tecnico-organizzativa essenziale per la medicina di prossimità.
Tutti gli esseri umani sono, e saranno, i pazienti di ieri, di oggi e di domani, e un sistema territoriale moderno deve rispondere ai bisogni di ciascuno.
L’obiettivo non è facoltativo: raggiungerà il riconoscimento formale e la completa legittimazione che il sistema sanitario regionale ha il dovere di assicurare.
Rendere visibile questa figura significa rafforzare la Medicina Generale,
consolidare le Case della Comunità e garantire ai cittadini un’assistenza realmente operativa ed equa.
Dott.ssa Giuseppina Iannone
Collaboratrice di Studio del Medico di Medicina Generale – ASL Napoli 1 Centro – Regione Campania