Coronavirus. Per i Serd è tempo di riorganizzarsi

Coronavirus. Per i Serd è tempo di riorganizzarsi

Coronavirus. Per i Serd è tempo di riorganizzarsi

Gentile Direttore,
i giorni trascorrono inesorabilmente e il traguardo per l’uscita dall’emergenza non sembra vicino. Questo comporta che dobbiamo iniziare a pensare, che forse è proprio questo il momento di rivedere il setting organizzativo dei Servizi per le Dipendenze (Ser. D.) per non perdere il contatto con i pazienti.

Come già chiarito precedentemente sulle pagine di questo quotidiano, il ruolo della SITD deve essere quello di sempre: valorizzare le competenze necessarie per fronteggiare la situazione emergenziale, produrre e diffondere conoscenze scientifiche utili, mettere in contatto il mondo della ricerca con quello della clinica, promuovere e supportare l’azione dei Servizi e delle Comunità Terapeutiche. Infatti, il richiamo ad un nostro precedente articolo, è necessario per ribadire che noi abbiamo ritenuto che non era utile proporre un decalogo delle cose da fare perché nei fatti e in tutte le realtà operative già si erano trovati gli strumenti adatti per fronteggiare la situazione e quindi, si è pensato di non partecipare alla stesura delle ennesime indicazione, che altro non fanno che aumentare la confusione del momento.


 


Tale decisione è stata dettata dal confronto che quotidianamente è in atto con l’ambiente e al fatto, come già riportato, che quasi tutti i professionisti sia nei Ser. D. che nei luoghi della ricerca di base che nelle strutture residenziali si erano organizzati con affido dei farmaci agonisti, per periodi più lunghi, procrastinando ove possibile gli interventi psicosociali, riducendo al minimo al minino i contatti, richiedendo i Dispositivi di Protezione Individuale come prescrive Dlg 81/08, attuando particolari accorgimenti per gli ingressi in Comunità Terapeutica e costante monitoraggio all’interno delle stesse, ecc.
 
Pertanto, si era deciso di costruire sul blog (SITD.it), uno spazio per aggiornare tutti i professionisti del settore e non, con lavori continuamente concernenti il rapporto Addiction – Sars – Cov – 2. Perciò la decisione di fronteggiare questo difficile momento è affidato al blog, strumento che ci consente di mantenere il nostro abituale taglio scientifico e professionale, senza cadere nella tentazione di proclami o di enfatizzazioni giornalistiche
Siamo convinti che questa sia una sfida globale e quindi la situazione richiede il massimo sforzo dedotto dalle evidenze dettate dalla letteratura scientifica, affinché vi possa essere un utilizzo consapevole, esplicito e giudizioso delle migliori prove di efficacia disponibili nel corso del processo decisionale, riguardante la scelta degli interventi di sanità pubblica che oggi la situazione ci impone. Il Sistema delle Dipendenze non chiude: tutti siamo chiamati a fare la nostra parte e noi che da sempre siamo esperti dell’emergenza, dobbiamo con le nostre conoscenze integrare l’esperienza clinica individuale con le migliori conoscenze disponibili derivate dalla ricerca e con i valori dei singoli pazienti, non a caso la SITD ha nella sua bandiera l’EBM per il ruolo sempre più importante che ha assunto.
 
Considerato, come dicevamo, che i tempi non sono brevi sarebbe opportuno iniziare a mettere in atto ciò che suggerivamo e ciò che non bisogna perdere il contatto con l’utenza e fare in modo di sfruttare a pieno in questo momento l’informatica. Già in altri settori si sono organizzati con lo smart working, per i nostri Servizi si deve organizzare una rete di supporto informatico per i colloqui psicosociali, le consulenze mediche di routine, riprendere le sedute di sostegno e di psicoterapia con collegamenti a distanza tipo Skype, Zoom, Microsoft Teams, ecc.
 
Dobbiamo essere consapevoli che c’è un rischio molto alto per questo segmento della salute, perché la riduzione dell’offerta delle prestazioni che si venuta a creare è notevole, parlo del contatto quotidiano che si perso, della attuali difficoltà di entrare nelle Comunità Terapeutiche, della limitazione della libera circolazione, e anche della difficoltà di incontrare i propri pusher, (ovviamente non è che vogliamo dire che sia una cosa negativa di per sé, ma chi conosce il settore sa che per chi non riesce a controllare il proprio craving ciò rappresenta un problema vero), stanno preparando una miscela esplosiva che dobbiamo evitare che prenda forma.
 
Da qui l’invito a progettare nuove modalità di contatto.
 
La volontà di una società preposta alla tutela la salute e l’integrazione dei suoi giovani è un imperativo morale tassativo. Occorre preferibilmente ridare fiducia in generale a chi vive degli stati di angoscia intollerabile, a chi percepisce l’impressione di impotenza, a chi si sente ossessionato dal problema della drammatica alternativa tra la vita e la morte e si sente asfissiato da vissuti di colpevolezza.
 
Luigi Stella
Presidente Nazionale SITD – Società italiana tossicodipendenze

Luigi Stella

03 Aprile 2020

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