Costituente per la sanità: il privato accreditato è pronto a fare la sua parte

Costituente per la sanità: il privato accreditato è pronto a fare la sua parte

Costituente per la sanità: il privato accreditato è pronto a fare la sua parte

Gentile direttore,
noi siamo pronti a fare la nostra parte. Non possiamo che accogliere con favore l’appello lanciato dal professor Harari e ripreso dal presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana affinché si formi una “Costituente per la sanità”.

La volontà espressa dal Governatore lombardo, per affrontare una riforma seria, strutturata e condivisa del nostro Sistema Sanitario Nazionale, è un atto di coraggio che guarda senza strumentalizzazioni una questione vitale per il nostro Paese.
Il privato è pronto a mettersi a disposizione, come ha sempre fatto in questi anni, per permettere al sistema di continuare, ed in alcuni casi di ricominciare, a garantire equità, qualità e sostenibilità rispondendo alle rinnovate esigenze della popolazione.

Il settore privato accreditato è una componente imprescindibile del Servizio Sanitario Nazionale (come scritto nella legge istitutiva dello stesso) e tale si sente anche se spesso ci sono strumentalizzazioni e pregiudizi ideologici sul contributo importante che questa parte di “sanità” garantisce ogni giorno alla popolazione; lo dimostra il fatto che ai cittadini che si recano in un ospedale non interessa se è privato accreditato o pubblico, né si accorgono di alcuna differenza poiché effettivamente non ve ne sono.

Nel recente dibattito sulla sanità del nostro Paese però ci si è concentrati moltissimo sul tema della privatizzazione, mischiando elementi riconducibili al termine “privato” che hanno significati profondamente diversi.

Un recente studio curato dal Centro Studi Aiop ha dimostrato come questa privatizzazione sia nella narrazione più che nei dati.
Se per privatizzazione, infatti, si intende un aumento delle prestazioni a pagamento e della spesa delle famiglie per beni e servizi sanitari, occorre osservare come essa, in realtà, sia da almeno 12 anni stabile attorno al 2% del PIL e a 1/4 della spesa sanitaria totale. Se, invece, la intendiamo impropriamente come incremento di risorse destinate all’acquisto di prestazioni presso le strutture di diritto privato del Servizio sanitario nazionale, a fronte di una maggiore proporzione di trattamenti e interventi erogati dal privato accreditato, ugualmente la percentuale di spesa pubblica a copertura è rimasta sostanzialmente stabile nel tempo e pari a 1/5 della spesa SSN.

Concordo con il professor Harari e il Presidente Fontana sulla necessità di una costituente scevra da interessi partitici o demagogie che abbia il coraggio di assumere decisioni difficili e probabilmente anche impopolari, indispensabili per garantire la sopravvivenza di un sistema il più universalistico possibile, così come è stato pensato quasi cinquant’anni orsono. È imprescindibile trovare uno spazio di discussione che possa fornire soluzioni ordinate di policy. Un’agorà, priva di ideologie preconcette, che coinvolga tutti coloro i quali, quotidianamente, operano fianco a fianco per garantire il soddisfacimento dei bisogni di salute dei nostri concittadini, platea che, peraltro, è ben più ampia degli erogatori pubblici o privati accreditati a contratto.

Ed è sul tema dell’appropriatezza e della reale capacità programmatoria del “sistema salute”, più che alla rincorsa tour court all’abbattimento dei tempi di attesa che dobbiamo guardare, insieme. Evitare che sia la domanda (appropriata?) di un “consumatore” estremamente esigente in termini di luogo, tempi e modalità a definire il reale fabbisogno e cercare strumenti che ci permettano di governare questo “consumatore”, riportandolo a credere nell’autorevolezza del Sistema in sé come corretto interprete del suo bisogno, tutelando coloro i quali sono responsabili della decisione clinica. Se, poi, l’esigenza estremamente personalizzata vuole essere presa in carico, allora non demonizziamo la scelta di un percorso privatistico che, se favorito, può diventare non una scelta obbligata ma una valida e consapevole alternativa in grado di liberare risorse pubbliche per chi non ne avesse la possibilità garantendo oltre all’universalità anche la solidarietà.

Se costituente deve essere dunque ben volentieri facciamola assieme: tutti gli attori della filiera devono contribuire con le proprie idealità e la propria esperienza, per mettere in campo le migliori soluzioni che garantiscano l’uso più efficiente possibile del crescente finanziamento del SSN previsto per i prossimi anni mettendo a fattor comune lo sforzo sussidiario dei datori di lavoro e dei lavoratori e tutte le esperienze di innovazione nella presa in carico e nella definizione dei percorsi di cura che gli operatori della filiera stanno sperimentando e cercando di introdurre nel nostro Sistema Sanitario.

Michele Nicchio
Presidente Aiop Lombardia

Michele Nicchio

14 Luglio 2025

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