Gentile Direttore,
in un’ottica propositiva, il sindacato AUPI ha presentato osservazioni ed emendamenti al documento di programmazione attuativa della salute mentale, con l’obiettivo di migliorarne la coerenza normativa e l’efficacia organizzativa.
Le correzioni hanno riguardato, in particolare, la figura dello psicologo di primo livello, proponendo una riformulazione che valorizzi le esperienze già attive a livello regionale e favorisca lo sviluppo dello psicologo di cure primarie. Si punta, così, a rafforzare la rete dei servizi, garantendo supporto anche ai casi di disagio lieve e moderato, nel rispetto dell’autonomia regionale e delle norme nazionali.
Un altro intervento ha riguardato le richieste dell’Autorità giudiziaria su minori e famiglie, per chiarire, con precisione, i compiti dei servizi sanitari ed evitare confusioni tra funzioni cliniche e valutazioni di competenza giudiziaria. La proposta ha inteso riallineare i contenuti alla normativa vigente, valorizzando il ruolo dei Consultori familiari e tutelando il superiore interesse del minore.
Infine, sul tema della salute mentale e giustizia è stata evidenziata la necessità di una revisione complessiva, con un linguaggio aggiornato e aderente alla normativa e un maggiore equilibrio nell’applicazione della Legge 81/2014, così da superare le contraddizioni attuali nella gestione delle misure di sicurezza.
Queste proposte intendono allineare alcuni passaggi alle normative vigenti evitando pericolosi fraintendimenti. Tuttavia, alla luce delle criticità emerse nel dibattito nazionale sul Piano per la Salute Mentale, riteniamo utile avanzare una proposta che intende porsi come contributo costruttivo e disponibile al dialogo.
Superando un’impostazione rigidamente strutturalista, proponiamo la creazione di un “Dipartimento Funzionale del Benessere e della Salute Mentale” che coordini le attività, capace di mettere in rete in maniera dinamica e operativa tutti i servizi e le strutture che forniscono un servizio alle persone, creando una virtuosa “filiera” della presa in carico.
Questo Dipartimento dovrebbe garantire la partecipazione di tutte le professioni sanitarie e sociosanitarie coinvolte, insieme alle rappresentanze del terzo settore e delle realtà associative, così da valorizzare la pluralità delle competenze ed esperienze e offrire risposte adeguate alle esigenze odierne. In tal modo, si potrebbero costruire piani diagnostici, terapeutici e operativi più agili ed efficaci, a beneficio delle persone con disagio o disturbi di salute mentale. Non dimenticando la necessità di sviluppare prassi anche con l’ambiente ospedaliero per la presa in carico delle persone con una sofferenza psichica.
Una proposta che non comporterebbe costi aggiuntivi per l’organizzazione e rispetterebbe le peculiarità regionali, permettendo di sfruttare eventuali nuove risorse per l’acquisizione di personale, non di incarichi. La proposta non intende sostituire il confronto già avviato, ma offrire un orizzonte di riorganizzazione flessibile e moderna, coerente con i bisogni del nostro tempo e aperta al contributo di tutti gli attori istituzionali, professionali e sociali.
Ivan Iacob,
Segretario generale nazionale AUPI