Gentile Direttore,
tra gli argomenti trattati dal Consiglio dei Ministri del 22 dicembre scorso vi era anche il “decreto correttivo” della riforma degli IRCCS di cui al D. Lgs. 200/2022
Dal comunicato stampa che ne è seguito abbiamo appreso, ma per gli addetti ai lavori era già noto, come l’intervento normativo risulti finalizzato “a rendere più attrattivo e competitivo il sistema degli IRCCS”, introducendo meccanismi di attrattività, nuove figure professionali, rafforzando il sistema delle Reti di ricerca, valorizzando il rapporto di lavoro e la carriera del personale di ricerca degli IRCCS privati, allineandola il più possibile a quella dei profili professionali già prevista nel settore pubblico (v. CCNL Ricerca Sanitaria del 22/2/2024), prevedendo l’inquadramento di professore universitario a tempo definito per i Direttori Scientifici, che potranno essere affiancati anche da consulenti esperti, anche qualora già collocati in quiescenza.
Tutti argomenti su cui sarà opportuno approfondire la discussione.
Ma il contendere ora è un altro. Nel Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 152 del 22/12, con l’obiettivo esplicitamente dichiarato di “valorizzare le professionalità dei ricercatori e incrementare l’attrattività del sistema nazionale”, infatti, “si introduce anche il ruolo dirigenziale della ricerca”. Parola di Consiglio dei Ministri!
La necessità di prevedere un ruolo dirigenziale per la Ricerca Sanitaria era già nota e discussa da tempo, ma i confronti delle parti sociali con il Ministero su questo argomento si sono interrotti da anni e non si sono più riaperti. FP CGIL ha sempre sostenuto l’introduzione di un ruolo dirigenziale della ricerca sanitaria, così come si è battuta per la stabilizzazione del personale della ricerca sanitaria, percorso che si è appena concluso con il conferimento del tempo indeterminato a oltre 1.500 fra collaboratori di ricerca sanitaria e ricercatori sanitari, con anzianità di precariato di oltre 20 anni! (Sono già stati presentati, peraltro, emendamenti per chiedere la proroga dei termini).
La stabilizzazione ha riguardato circa il 70% degli assunti in prima applicazione, visto che questo personale già altamente qualificato, ha spesso optato per l’uscita dal percorso della ricerca, anche a causa dell’assenza di uno sbocco professionale verso la dirigenza.
L’annuncio dell’introduzione del ruolo dirigenziale della ricerca sanitaria sembrava essere un ulteriore positivo passo verso la valorizzazione del personale della ricerca degli IRCCS e degli IZS, che ne condividono il medesimo CCNL e la “genesi” del comma 424 della Legge 205/2017.
Certo, ci sarebbero stati da definire i vari iter normativi e contrattuali e il percorso non si preannunciava agevole, anche a causa della mancanza della definizione di un finanziamento specifico. Ma la presenza nel decreto di riordino degli IRCCS di una previsione certa del ruolo dirigenziale aveva scatenato fra la platea nazionale del personale di ricerca un certo ottimismo. Finalmente!
Ma l’euforia natalizia è durata quanto un cenone di Capodanno. Anzi, meno.
Infatti il 31/12 il Governo trasmette alla Conferenza Stato-Regioni e alle Commissioni il testo privo della norma annunciata!
Nella relazione illustrativa che accompagna il provvedimento compare un ulteriore elemento che incrementa la delusione nel mondo della Ricerca. Si legge infatti a pagina 2: “L’intento è quello di stimolare e avvicinare studenti universitari e dipendenti al mondo della ricerca sanitaria, creando anche un ruolo dirigenziale della ricerca sanitaria”. Segno che l’eliminazione è avvenuta nelle fasi immediatamente precedenti all’invio alla Conferenza Stato Regioni e al Parlamento. La solita manina?
Condividiamo la preoccupazione espressa in merito da alcuni Direttori Scientifici nel corso dell’audizione al Senato del 20/1 e chiediamo a tutti gli attori istituzionali, Parlamentari, Ministero, Direzioni IRCCS e IZS, Associazioni e Reti della Comunità Scientifica e alle OO. SS., di sostenere con forza la richiesta di istituzione del ruolo dirigenziale della Ricerca, così come chiediamo di sostenere l’incremento strutturale dei finanziamenti della ricerca sanitaria pubblica.
Per questi motivi FP CGIL ha chiesto, presentando specifici emendamenti alla Legge di Bilancio, l’incremento sia del Finanziamento della Ricerca Corrente per IRCCS e IZS che quello previsto dalla legge 205/2017 per il personale della Ricerca Sanitaria (c.d. “Piramide della Ricerca”).
A quando finalmente il riconoscimento della Dirigenza della Ricerca Sanitaria?
Attendiamo la risposta (positiva) dal Parlamento, dalla politica e un segnale forte dal mondo della Ricerca!
Alberto Evangelista
Coordinatore Nazionale FP CGIL – Ricerca IRCCS e IZS