E questa è la mia letterina di Natale, senza polemiche

E questa è la mia letterina di Natale, senza polemiche

E questa è la mia letterina di Natale, senza polemiche

Gentile Direttore,
la simpaticissima letterina natalizia di Claudio Maffei è quasi un balsamo in questi tempi calamitosi. Almeno c’era Babbo Natale, prima che abolissimo la speranza e uccidessimo l’utopia per conformarci a una visione catastrofica del futuro, causa di una diffusa retrotopia alla Baumann e del disagio, più esistenziale che lavorativo, che affligge la sanità.

Quindi, con l’ottimismo della volontà, auguri sinceri al Direttore, alla Redazione e ai lettori di questo ottimo giornale, unica voce di dibattito sulla sanità in questo insensato paese che dà per scontata, e quindi indegna di attenzione, la più importante conquista sociale del secolo delle democrazie. Un augurio sereno – Natale non è tempo di polemiche – da un’altra voce tra le lettere al Direttore o, come si dice ora, dallo speakers corner.

Tutti noi, professionisti della sanità, vorremmo un servizio equo, universale, uguale, accogliente ma non possiamo pensare che scenda dal cielo. Neppure il cielo potrebbe in queste condizioni.

Manca l’interlocutore politico: in tanti decenni di vita mai ho visto una classe politica così inconcludente e incolta, vengono alla mente le parole di Despina in Così fan Tutte “l’uno val l’altro perché nessun val nulla”. Manca inoltre l’unità dei professionisti sanitari, che appaiono divisi, incerti, recriminatori. E, infine, e questo è il guaio peggiore, mancano i soldi per qualsiasi riforma.

Nessuno, tra i cosiddetti decisori, pensa a finanziare la salute pubblica perché non la si considera come investimento. Eppure la medicina, con le sue costosissime innovazioni che altresì hanno cambiato il destino dell’umanità, rappresenta ormai uno dei pilastri dell’economia del mondo.

Caro Babbo Natale, manca il coraggio del cambiamento di fronte alla catastrofe ecologica e, se non è giunta una risposta dalla sinistra, a maggior ragione non verrà dalla destra, ancorata a riproporre un ordine vetusto quando occorre un pensiero innovativo che sappia dominare la tecnologia che ci sovrasta, affidata a un mercato finanziario del tutto privo di regole.

Salvare il buono del passato – i valori costituzionali- e progettare il futuro. Spero che lo si sappia fare col metodo del confronto pacato e argomentato, senza nessuna autoreferenzialità inutile e dannosa.

Ma il problema prioritario sono i soldi. Chi ci mette il capitale mancante? Le multinazionali? Sistema lombardo o, peggio, americano, tra Assicurazioni, Imprese Farmaceutiche e Informatiche? La fine di tutto ciò in cui crediamo e che, con quella misera frazione del PIL nostrano, tuttavia ha posto l’Italia al top dei risultati tra i sistemi sanitari del mondo. Allora lo Stato? Aumentare le tasse quando si spera quasi nel potere salvifico dell’evasione?

“Caro Babbo Natale, rinunciamo ai regalini che pur fanno tanto piacere. Ti chiediamo un bel pacchetto di miliardi e, già che ci sei, anche qualcuno che li sappia amministrare. Non ti chiediamo pace e serenità perché spetta a noi trovarla”.

Antonio Panti

Antonio Panti

23 Dicembre 2022

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