Gentile Direttore,
nel leggere, sempre con grande interesse, quanto riportato in tema di salute orale da Quotidiano Sanità e Odontoiatria33, mi ha fatto pensare che il tempo sembra trascorrere per nulla.
Negli ultimi articoli pubblicati si legge del progetto ministeriale In Bocca alla Salute, che prevede la costituzione di un ennesimo tavolo di lavoro permanente, e dell’Accordo Andi Willis, che è copia conforme dell’ ”Accordo di collaborazione sull’odontoiatria sociale” sottoscritto dal Ministero, Andi e Coi per la dentiera per tutti, di berlusconiana memoria.
Ancora una volta l’odontoiatria privata sembra dover vicariare la politica odontoiatrica pubblica. In realtà dovrebbe essere compito del Ministero della salute sviluppare concretamente e nel tempo le opportune politiche sanitarie in termini di equità, esigibilità e sostenibilità.
Nel 2008, la prima Linea guida ministeriale introduce una serie di raccomandazioni, la prima delle quali recita: “la considerevole prevalenza della patologia cariosa nella popolazione infantile italiana suggerisce di considerarla tutta a rischio di carie e, come tale, bisognosa di interventi preventivi di tipo estensivo”. Buone intenzioni perché nel 2022, nel documento ministeriale “Revisione dell’accesso alle cure odontoiatriche nel SSN”, si affermava che “ancora oggi, oltre ad una generalizzata carenza di programmi di promozione della salute orale, sono pochi i cittadini che, pur avendone diritto, sono a conoscenza della sussistenza dei LEA odontoiatrici.
E pensare che il Ministero, con la pubblicazione di “Odontoiatria di comunità” del 2011, aveva focalizzato alcune problematiche rispetto alle quali, negli anni, sono stati versati litri di inchiostro ma nessuna reale risposta, in termini operativi, a quanto si andava scrivendo.
All’indomani della citata pubblicazione, il Ministero aveva istituito, nel 2012, il Gruppo Tecnico per l’Odontoiatria (GTO) con gli obiettivi, nelle parole della prof.ssa Antonella Polimeni, “di elaborare e pubblicare documenti, dando alla disciplina quell’importanza clinica e valenza sociale in tema di salute pubblica che assolutamente si merita”.
A fronte del fatto che il GTO sembrava più interessato alle problematiche dell’odontoiatria privata o universitaria, almeno dalla composizione dello stesso, nel maggio 2018 sono stati chiamati a farne parte anche rappresentanti dell’Associazione Nazionale Primari Ospedalieri (ANPO), due medici “ospedalieri“. Dato il naturale orientamento alla salute della comunità, i nuovi componenti hanno prodotto e presentato, in GTO, due documenti. Il primo relativo all’abolizione del requisito della specializzazione per l’accesso alla dirigenza odontoiatrica e il secondo che, nell’individuare l’età evolutiva come target privilegiato, rispondeva ad una scelta di equità, leva fondamentale di salute collettiva, e di sostenibilità, la prevenzione come garanzia realistica di raggiungimento degli obiettivi.
Il primo documento, approvato all’unanimità, ha innescato l’iter che ha portato all’approvazione delle nuove “Disposizioni in materia di accesso ai concorsi pubblici per dirigente medico odontoiatra e alle funzioni di specialista odontoiatra ambulatoriale del SSN” (art.15 del D.L. 34/2023).
Il secondo, “Indicazioni per la presa in carico odontostomatologica del paziente pediatrico nel Servizio Sanitario Nazionale”, rilevante in tema di promozione e prevenzione, era stato presentato nella seduta del 6 dicembre 2019 e non ha avuto neppure gli onori di comparire nel verbale di quella riunione, mai prodotto non essendo più stato convocato, e soppresso, il GTO. Competenza passata, dopo un anno, al nuovo “Tavolo tecnico del Ministero della Salute”, volto alla formazione, ricerca e programmazione dell’attività odontoiatrica.
E allora sembra porsi la domanda: scegliere un ottocentesco Tancredi con il suo “… se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi” oppure il contemporaneo Vasco con “… voglio trovare un senso a questa storia anche se questa storia un senso non ce l’ha”?
A dire il vero, le due opzioni si fondono una nell’altra e allora, per la risposta, non c’è che attendere la prossima puntata di questa surreale politica per l’odontoiatria pubblica.
Dr. Fulvio Campolongo
Già Componente del Gruppo tecnico in materia di odontoiatria del Ministero della Salute
Presidente Associazione Nazionale Primari Ospedalieri della provincia di Trento