Insinna. Bene il dibattito sui media. Ma se ne dovrebbe parlare anche in ospedale

Insinna. Bene il dibattito sui media. Ma se ne dovrebbe parlare anche in ospedale

Insinna. Bene il dibattito sui media. Ma se ne dovrebbe parlare anche in ospedale

Gentile direttore,
noto, con piacere, che il fenomeno Insinna continua a sollevare numerosissime reazioni. Questo mette in evidenza quanto sarebbe costruttiva e maieutica la partecipazione che, se stimolata e ben gestita dal personale dirigente preposto, potrebbe portare a risoluzioni consone ai vari problemi latenti organizzativi che, incidendo sui comportamenti metodici degli operatori, tal volta vengono interpretati e vissuti drammaticamente dall’utenza.
C’è da dire che cotanta enfatica partecipazione, oramai da anni, sarebbe già stata pre vista in ambito ospedaliero.
 
Normative regionali hanno deliberato linee guida che permetterebbero, alle varie unità operative, di istituire procedure, incontri  a cadenze regolari per verifiche che grazie ad indicatori, statistiche induttive e descrittive, si potrebbe monitorare costantemente il livello qualitativo e largito.
Interessante sarebbe se lei potesse impartire, alla classe dirigenti
sopra nominata, suggerimenti su come motivare ed indurre gli operatori ad essere altrettanto partecipi ad esporre opinioni, alle riunioni di reparto, come si verifica nel suo quotidiano.

Nadia Negri
Assistente amministrativa, Ospedale Maggiore Bologna

Gentile dottoressa,
la ringrazio per la sua lettera. Temo tuttavia di non avere titolo a fare quanto da lei richiesto.
In ogni caso penso che le argomentazioni espresse nel dibattito seguito alla pubblicazione del libro di Insinna, pur se circoscritte alle pagine di un giornale, possano comunque essere di stimolo a riflessioni più ampie anche all'interno dei luoghi di lavoro.
 
Cesare Fassari

 

13 Giugno 2012

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