Gentile Direttore,
negli ultimi mesi, articoli pubblicati da rappresentanti del CAO (Commissione Albo Odontoiatri) e dell’ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) hanno messo nuovamente al centro del dibattito il ruolo dell’odontotecnico, talvolta ridimensionandone le responsabilità e la rilevanza all’interno del sistema odontoiatrico. È doveroso, a fronte di queste affermazioni, fare chiarezza — non solo da un punto di vista tecnico e professionale, ma soprattutto normativo e giuridico — per riaffermare con fermezza la dignità e l’insostituibilità della professione dell’odontotecnico, soprattutto alla luce dei compiti che il Regolamento Europeo 2017/745 (MDR) ci attribuisce.
1. Un ruolo normativamente definito e responsabilità crescenti
Il Regolamento Europeo 2017/745 sui dispositivi medici non è un semplice aggiornamento normativo: rappresenta una vera e propria rivoluzione culturale e professionale. L’odontotecnico, in quanto fabbricante di dispositivi medici su misura, ha ora obblighi stringenti di tracciabilità, documentazione tecnica, valutazione del rischio, sorveglianza post-market e garanzia di sicurezza per il paziente finale. Queste responsabilità non sono delegabili né marginali: configurano un profilo professionale tecnico sanitario in ambito universitario, con competenze specifiche che, sono e saranno importanti per le normative di sicurezza e la tutela della salute pubblica.
Il regolamento MDR riconosce pienamente l’autonomia dell’odontotecnico nella fase produttiva e di conformità dei dispositivi protesici su misura. L’odontotecnico non è un esecutore passivo di indicazioni, ma un co-protagonista attivo nel medical device, sulla base delle specifiche fornite dal clinico. Questo legame paritario tra prescrizione e fabbricazione si traduce in una responsabilità condivisa e integrata, mai subalterna.
2. La realtà nei reparti ASL, universitari e negli studi odontoiatrici
La quotidianità lavorativa dimostra ancor più chiaramente quanto questa figura sia cruciale. L’odontotecnico è presente negli appalti pubblici e assegnazione diretta in molte regioni, con un ruolo operativo, all’interno dei reparti protesici delle ASL, nelle cliniche odontoiatriche universitarie, nei centri di formazione, e ovviamente negli studi privati ove questa figura diventa in alcuni casi essenziale per la buona riuscita del percorso protesico, l’accuratezza del dispositivo medico su misura e della salute del paziente. La sua competenza è indispensabile per la realizzazione di protesi su misura personalizzate, per la buona riuscita dei dispositivi protesici su misura, per la soluzione di problematiche tecniche in tempo reale, e per l’evoluzione continua delle tecnologie digitali, vedi art 8 del Regio decreto legge del 1928, ma soprattutto è la figura importante per il ripristino di funzione ed estetica del paziente.
Nei percorsi riabilitativi, il lavoro dell’odontotecnico si affianca con quello dell’odontoiatra, contribuendo in modo diretto al benessere del cittadino. È sufficiente osservare i disservizi segnalati in diverse cronache locali e sanitarie quando non riusciamo a fare da deterrente e controllori, diventano professioni non più mediche ma puramente commerciali e questo è inaccettabile per la tutela e la salute del paziente,per qualsiasi motivo, viene meno la collaborazione con l’odontotecnico: si verificano ritardi, errori, disagi al paziente e perfino situazioni che mettono a rischio la salute. Questo dato di fatto dovrebbe essere sufficiente a confermare l’indispensabilità di questa figura professionale in sanità.
3. Un dialogo necessario, non un rapporto gerarchico
Non si tratta di entrare in conflitto con gli odontoiatri, ma di riaffermare la dignità di un dialogo tecnico e professionale alla pari, rispettando spazi e ruoli ma valorizzare le competenze. I continui tentativi di ridurre il ruolo dell’odontotecnico a “mero esecutore” sono anacronistici, privi di fondamento giuridico e non in linea con l’evoluzione dell’odontoiatria moderna. Il lavoro di squadra, fondato sul rispetto dei rispettivi ambiti di competenza, è ciò che garantisce qualità, sicurezza e innovazione nella cura del paziente, migliorandole la salute.
4. Appello alle istituzioni e alle forze politiche
Alla luce di questo scenario, chiediamo alle istituzioni — dal Ministero della Salute agli assessorati regionali, fino agli enti formativi — un riconoscimento pieno e formale della nostra professionalità, con l’adeguamento dei percorsi formativi, l’accesso a una formazione accademica avanzata e un dialogo costante con le altre figure sanitarie.
È giunto il momento che si comprenda: l’odontotecnico non è un meccanico d’officina, ma un professionista sanitario a tutti gli effetti, con competenze di micromeccanica, tecnologie, estetica, formazione,funzione,macro e micro fotografia, cad e cam, coinvolto attivamente nella tutela della salute orale del paziente e nella garanzia della qualità dei dispositivi medici su misura protesici.
La difesa della figura dell’odontotecnico non è una battaglia corporativa: è una battaglia per la salute pubblica, per la sicurezza dei pazienti, per l’efficienza del sistema sanitario. Invece di ridurre i confini delle nostre competenze, il sistema deve valorizzarli, comprenderli e integrarli. Solo così si potrà parlare, realmente, di una odontoiatria moderna, sicura, e centrata nel rispetto dei ruoli tra odontoiatri e odontotecnici a tutela del cittadino
Michele Di Maio
Presidente ANTLO
Luigi Benvegnù
Presidente CIOd
Ivan Pintus
Presidente Confartigianato Odontotecnici