La “nuova” Anaao: va bene i giovani, ma perché anche chi medico non è?

La “nuova” Anaao: va bene i giovani, ma perché anche chi medico non è?

La “nuova” Anaao: va bene i giovani, ma perché anche chi medico non è?

Gentile direttore,
ho  letto con disappunto e preoccupazione quanto affermato dal Segretario Nazionale Anaoo nell’intervista apparsa su Quotidiano Sanità. Se ben ricordo il significato di Anaao era in origine Associazione Nazionale Aiuti e Assistenti Ospedalieri, per cui già è stato improprio consentire l’ingresso nel sindacato ai primari, ma che adesso vengano coinvolte figure non mediche e non dipendenti, con tutto il rispetto per loro, mi sembra si voglia di fatto snaturare l’essenza stessa del sindacato, senza tenere conto che persone con rapporti di lavoro diversi avranno inevitabilmente interessi conflittuali. In questo modo ritengo si perdano quelle peculiarità di categoria che ne hanno decretato il successo negli anni passati. Divengono sfumati i confini con i sindacati generali verso i quali non sarà evidente il vantaggio di appartenenza con rischio di probabili defezioni e future non iscrizioni.
 
Che debbano essere considerate le nuove leve non vi è dubbio (a parte che “giovani” non sempre è sinonimo di efficienza), ma comunque senza affossare chi ha militato da anni ed acquisito la relativa esperienza. In questa tendenza che si vuole dare, penso trovi spiegazione il fatto, più volte da me lamentato,che il sindacato non ha mosso un solo dito per cercare di opporsi alla riforma Fornero delle pensioni con tutte le nefaste conseguenze che ha comportato.
Per questo ho più volte contestato la Segreteria Nazionale e sono rimasto iscritto soltanto per la stima personale ed il rispetto del lavoro che ha svolto e svolge a livello locale la Segreteria Aziendale.
 
Massimo Bindi
Medico Ospedaliero Medicina Interna

26 Novembre 2013

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