La professione ostetrica è di serie B?

La professione ostetrica è di serie B?

La professione ostetrica è di serie B?

Gentile direttore,
il 16 giugno, dopo una lunga seduta di contrattazione, si è arrivati alla firma da parte di Aran e dei sindacati dell’ipotesi di contratto 2019-2021 per il comparto della sanità. Un contratto che riconosce un incremento dei compensi per tutte le categorie e l’inserimento di nuove indennità specifiche, ed è qui che nasce la discriminazione. Ad un doveroso riconoscimento dell’operato degli infermieri (e degli appartenenti alla FNOPI) corrisponde un non riconoscimento delle competenze e delle responsabilità degli altri professionisti della salute.

Si viene a creare una disuguaglianza non solo sotto il profilo economico ma sociale. Il rischio di questo mancato riconoscimento della peculiarità degli “altri” è che si accentuino delle “lotte di classe” tra i professionisti con la conseguenza di una riduzione della collaborazione interprofessionale e interdisciplinare nonché una demotivazione al lavoro. Ogni professionista della salute ha il diritto di vedere riconosciute le proprie peculiarità, è necessario trovare un meccanismo di indennità basato su dati oggettivi che premi il “cosa si fa” e non il “chi si è”.

Da ostetrica mi chiedo quali siano le differenze tra noi e gli infermieri, cosa abbia portato alla creazione di un’indennità specifica per loro e non per noi? Il nostro valore, quello delle ostetriche, è inferiore rispetto a quello degli infermieri o delle puericultrici (per restare nell’ambito materno-infantile)? Ricordo che ostetriche e infermieri condividono parte del corso di laurea triennale e una laurea magistrale che è appunto in scienze infermieristiche ed ostetriche. Prestiamo assistenza nelle UO di Ostetricia e Ginecologia somministrando terapie, rilevando parametri vitali e criticità, progettando ed attuando interventi educativo-assistenziali esattamente come gli infermieri. Lavoriamo nel pronto soccorso gestendo le situazioni di emergenza e praticando il triage esattamente come loro. Svolgiamo attività di sala operatoria come gli infermieri.

Assistiamo in piena autonomia e sotto la nostra esclusiva responsabilità le gravidanze, i travagli e i parti nonché i neonati a basso rischio. Siamo corresponsabili con il medico dell’assistenza ai travagli ad alto rischio ostetrico. Siamo pronte a rianimare un neonato che non riesce ad adattarsi alla vita extrauterina e gestiamo le emergenze ostetriche salvando la vita delle donne. Siamo esperte di allattamento al seno, di disfunzioni del pavimento pelvico ecc. I livelli di conoscenza e di responsabilità possono considerarsi gli stessi degli infermieri, cambiano le aree di competenza.

Questo mancato riconoscimento non è solo un’occasione persa per riconoscere il valore e la peculiarità delle ostetriche ma è l’ennesimo insulto alle donne, ai neonati e alle famiglie.

Elisa Piccolo
Ostetrica ospedaliera
Dipartimento Materno-Infantile
AUSL Piacenza
Laureata magistrale

Elisa Piccolo

17 Giugno 2022

© Riproduzione riservata

Pazienti fragili e responsabilità medica: perché classificare la Medicina Interna come “bassa intensità” è un errore di sistema
Pazienti fragili e responsabilità medica: perché classificare la Medicina Interna come “bassa intensità” è un errore di sistema

Gentile Direttore, la recente ordinanza della Corte di Cassazione ha stabilito un principio che scuote le fondamenta della pratica clinica moderna: la fragilità del paziente non attenua il dovere di...

Oltre l’invisibilità: Misurare la complessità per governare l’assistenza
Oltre l’invisibilità: Misurare la complessità per governare l’assistenza

Gentile Direttore,il futuro del Sistema Sanitario Nazionale, delineato dai nuovi modelli territoriali del DM 77, si trova oggi a un bivio decisivo per l'identità e la tenuta della professione infermieristica....

Suicidio assistito, basta deleghe: lo Stato faccia la sua legge
Suicidio assistito, basta deleghe: lo Stato faccia la sua legge

Gentile direttore,il dibattito riaccesosi intorno alla legge regionale toscana sul suicidio medicalmente assistito, dopo la sentenza n. 204/2025 della Corte costituzionale, mette ancora una volta a nudo una contraddizione che...

Ancora da perfezionarsi il decreto sulle competenze degli osteopati
Ancora da perfezionarsi il decreto sulle competenze degli osteopati

Gentile Direttore, Per quanto lecito possa apparire prefigurare l’integrazione dell’Osteopatia nei Sistemi nazionali di cura ed educazione, giova un bagno di realtà sullo stato dell’arte della professione ai primi, incerti...