Gentile Direttore,
la riduzione della formazione infermieristica è una scelta politica profondamente sbagliata. La Federazione MIGEP esprime profonda preoccupazione per il futuro del sistema assistenziale nel suo complesso: la politica attuale mette a rischio il ruolo di molti professionisti, compresi gli OSS, senza offrire alcuna tutela né prospettive concrete. Nel piano formativo per l’anno accademico 2025–2026 è prevista una riduzione di 543 posti per il corso di laurea triennale in Infermieristica, un segnale chiaro che l’infermiere verrà sostituito, di fatto, dall’Assistente Infermiere.
Questo dato assume un rilievo ancor più allarmante se confrontato con l’incremento programmato per altre professioni sanitarie, quali medici, odontoiatri e tecnici di diagnostica: mentre si rafforzano questi settori, l’infermiere pilastro insostituibile dell’assistenza quotidiana subisce un taglio che mette seriamente in discussione l’efficacia della strategia di rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale e la capacità delle istituzioni di affrontare, in maniera strutturale, l’emergenza causata dalla carenza di personale.
La contemporanea introduzione, senza un inquadramento normativo chiaro e una definizione professionale completa, della figura dell’Assistente Infermiere prevista nel contratto collettivo della sanità pubblica 2022–2024 rischia di concretizzare una sostituzione dequalificata dell’infermiere laureato, con conseguenze drammatiche sulla qualità dell’assistenza e sulla sicurezza dei pazienti: un attacco diretto alla dignità delle varie professioni e alla tutela del diritto alla salute dei cittadini.
In questo quadro, la decisione politica in oggetto rappresenta un affronto alla dignità di tutte le professioni sanitarie, promuovendo una pericolosa sovrapposizione di competenze tra infermieri e assistente infermiere. Occorre urgentemente una programmazione trasparente e coerente che valorizzi ogni figura professionale nel rispetto delle competenze, senza ricorrere a scorciatoie che compromettano la qualità dei servizi erogati.
Il silenzio della FNOPI, che ignora le legittime esigenze e preoccupazioni di infermieri e OSS, è gravissimo. Questa reticenza politica contribuisce alla perdita di valore della formazione infermieristica, favorendo percorsi magistrali che nulla risolvono rispetto alla crisi del ricambio generazionale e al mantenimento dei livelli essenziali di assistenza.
La Federazione MIGEP ha da sempre sostenuto la necessità di riconoscere e regolamentare tutte le figure che, ad oggi, non vedono valorizzato il proprio profilo professionale  dagli OSS alle puericultrici, dagli infermieri generici (figura ancora operante) alle nuove figure intermedie  e respinge con fermezza ogni tentativo di utilizzo improprio di tali ruoli per colmare le carenze generate dal mancato investimento nella formazione di base. L’introduzione di nuove professionalità può essere utile solo se inserita in un modello chiaro, normato e finalizzato alla complementarità, non alla sostituzione.
La riduzione dei posti per il corso di laurea in Infermieristica di base, lungi dal rafforzare la rete formativa, ne mina i presupposti e rischia di aggravare la crisi di sostenibilità ed efficacia del sistema. Un sistema privo delle competenze, della formazione e delle responsabilità proprie dell’infermiere laureato, sostituito da personale non preparato, spesso impiegato per coprire carenze strutturali senza una retribuzione adeguata, senza una reale copertura professionale e privo di un solido inquadramento normativo.
Gli OSS e gli Assistenti Infermieri saranno i primi a pagare il prezzo di questa politica errata, vedendo il proprio ruolo marginalizzato e la propria dignità minacciata. Il MIGEP chiede con urgenza una revisione di questo piano formativo, sollecitando il Ministero della Salute e le Regioni a investire seriamente nella formazione infermieristica di primo livello, e nella formazione dell’OSS in istituti socio sanitari, valorizzando le competenze e garantendo standard qualitativi elevati: ogni riforma deve partire dalla tutela del cittadino e dalla dignità delle professioni sanitarie e socio sanitarie, evitando scorciatoie che compromettano il diritto alla salute.
Chiediamo alla FNOPI di riprendere il dialogo e di rivedere le proprie scelte politiche, poiché sta commettendo gli stessi errori già fatti con la legge 42/99. È necessario collaborare per trovare soluzioni condivise che valorizzino tutte le professionalità, perché la riduzione dei posti per il corso di laurea in Infermieristica spinge verso un modello formativo di figure inadeguato ai reali bisogni di salute dei cittadini.
Nonostante il Piano Strategico di Forza Italia miri a rilanciare il SSN con riforme ambiziose, sottolineando la necessità di medici e infermieri, resta ingiustificabile l’assenza di circa 80.000 OSS, oggi indispensabili. Una figura dimenticata da una politica che continua a non riconoscerli né come sanitari né come socio-sanitari, pur essendo fondamentali nell’assistenza quotidiana. È tempo che anche gli OSS vengano valorizzati per il ruolo essenziale che ricoprono.
Un tema che riguarda la dignità professionale di 350 mila oss. Invitiamo tutti gli OSS a riflettere sulle conseguenze negative di questa politica e a unirsi in una mobilitazione civile per difendere i propri diritti e la propria dignità sotto gli stati generali attraverso un registro professionale nazionale.
Come Federazione MIGEP non ci piegheremo a logiche al ribasso che svuotano il sistema sanitario pubblico e svalutano chi, ogni giorno, garantisce il diritto alla salute dei cittadini: saremo sempre al fianco delle professioni penalizzate in questa battaglia per una sanità pubblica forte, equa e di qualità.
La storia solleva un interrogativo: cosa accadrà al sistema assistenziale quando vengono escluse tante professioni? Oggi diventa molto chiaro che, nel sistema assistenziale, ci sono angoli dimenticati e abbandonati all’oscurità da una politica che vuole solo svendere l’assistenza, impiegando personale non adeguatamente preparato.
Si invitano quindi le Regioni, chiamate ad approvare l’accordo sul fabbisogno formativo, a rivedere il piano formativo e a chiedere al Ministero della Salute una correzione immediata, intervenendo anche sulla formazione dell’Assistente Infermiere, dell’Operatore Socio Sanitario e della Puericultrici e nella riqualifica del vecchio infermiere generico nella nuova figura.
Angelo Minghetti
Federazione Migep