Le “Botteghe della Comunità”: a Salerno un modello di rigenerazione che include la disabilità

Le “Botteghe della Comunità”: a Salerno un modello di rigenerazione che include la disabilità

Le “Botteghe della Comunità”: a Salerno un modello di rigenerazione che include la disabilità

Gentile direttore, l’attivazione da parte di ASL Salerno dell’ultimo tassello riguardante l’inclusione delle persone con disabilità, così come previsto dal D.Lgs.62/2024,  nelle 29 "Botteghe della Comunità” avviate in altrettanti Comuni “interni”

Gentile direttore,
l’attivazione da parte di ASL Salerno dell’ultimo tassello riguardante l’inclusione delle persone con disabilità, così come previsto dal D.Lgs.62/2024,  nelle 29 “Botteghe della Comunità” avviate in altrettanti Comuni “interni” dei 158 Comuni presenti sul territorio da oltre un anno fa, è un esempio concreto di rigenerazione urbana e sociale.

Si tratta di poli sociosanitari di prossimità che combattono lo spopolamento offrendo servizi sanitari, sociali e tecnologici integrati direttamente sul territorio, riducendo le distanze e garantendo equità della salute, oggi anche con uno sguardo alle persone con disabilità nelle quattro aree di intervento della normativa: scuola, lavoro, salute e casa, realizzato da un gruppo di lavoro istituito a sostegno del disability manager, come indicato dal secondo Programma di Azione Biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità. 

Si tenga presente che la rigenerazione urbana è un processo integrato di trasformazione che va oltre la semplice ristrutturazione, mirando a rivitalizzare aree degradate (spesso periferiche) attraverso interventi architettonici, sociali, economici e ambientali per creare comunità vitali, inclusive e sostenibili, recuperando il patrimonio esistente e migliorando la salute, la qualità della vita, servizi e connessioni.

Il modello delle Botteghe della Comunità lanciato a novembre 2023, ed oggi realtà, è costituito da luoghi fisici pubblici, centri di incontro tra cittadini e sistema sanitario/sociale che offrono assistenza infermieristica, teleconsulto (cardiologico, diabetologico), prenotazione esami, stampa referti e supporto per l’utilizzo dei servizi sanitari.

“L’obiettivo principale delle nostre Botteghe della Comunità è anche quello di contrastare lo spopolamento dei piccoli comuni, portando l’assistenza dove serve e creare percorsi di salute personalizzati e multidisciplinari, ha precisato Gennaro Sosto, direttore Generale ASL Salerno e vice presidente vicario di Federsanità, utilizzando la tecnologia per raggiungere i cittadini, creando un’assistenza più equa e vicina. 

Siamo di fronte ad una vera e propria rigenerazione urbana rilanciando i borghi e mantenendo i servizi essenziali, rendendo i piccoli comuni più attrattivi per chi vuole viverci, anche anziani e famiglie, ha aggiunto Sosto,  in modo da diventare  punti di riferimento per la comunità, rafforzando i valori locali e la partecipazione”.

La cultura dell’inclusione, introdotta dal Gruppo di Lavoro a sostegno del Disability Manager di Asl Salerno, nell’ottica della progettazione universale degli ambienti di lavoro, di vita e sociali, coinvolge la visione, la missione, la strategia della governance e della leadership ed è determinata non solo dalle scelte organizzative e dall’approccio allo sviluppo di un’organizzazione inclusiva, ma prende forma anche dalle stesse persone che lavorano per l’organizzazione, o che collaborano con essa.

Un’organizzazione inclusiva riferita alla Bottega della Comunità, secondo ASL Salerno, considera tanto il singolo che il gruppo nel suo complesso, ciò secondo l’assunto che tutte le persone hanno il medesimo diritto di esprimere un potenziale o un valore. Tale valore emerge dal contributo che ciascuno è in grado di dare, in virtù della propria unicità. Secondo tale logica, le differenze rappresentano un’opportunità di confronto, una risorsa da valorizzare, che può costituire un valore aggiunto per l’organizzazione.

Per promuovere e realizzare una cultura dell’inclusione, le organizzazioni dovrebbero attuare alcune attività tra cui: – riconoscere e valorizzare pubblicamente pratiche inclusive attuate; – individuare una figura, o un gruppo di lavoro, di riferimento nel management dell’organizzazione per la promozione di progetti dedicati all’inclusione, anche con l’apporto del/della disability manager; – incentivare la formazione di figure interne o attingere dai servizi esterni (pubblico o privato sociale) per generare e gestire progetti individualizzati di inclusione lavorativa, coordinandosi con le eventuali azioni e attori territoriali disponibili.

Adottando un approccio dialogante nei confronti del proprio personale anche creando occasioni o procedure funzionali a favorire il confronto interno su questioni organizzative o varie criticità. ASL Salerno con il Gruppo di lavoro a supporto del Disability Manager, è riuscita a: prevedere piani di momenti formativi e di eventi, incontri, e/o workshop di sensibilizzazione rivolti al personale sulle tematiche dell’inclusione, della disabilità, dei diritti e dell’antidiscriminazione e a promuovere un clima lavorativo sensibile al tema dell’inclusione, basato sul rispetto reciproco, anche mediante l’adozione di apposite policy e procedure dedicate.

Domenico Della Porta
Docente di Accomodamento Ragionevole al Corso di Perfezionamento Professionale “Diritti e Disabilità” Università degli Studi di Salerno; Consulente per il Disability Management di Federsanità – ANCI Campania.

Domenico Della Porta

19 Gennaio 2026

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