Le competenze infermieristiche avanzate e la paura dei medici

Le competenze infermieristiche avanzate e la paura dei medici

Le competenze infermieristiche avanzate e la paura dei medici

Gentile direttore,
abbiamo letto, esterrefatti, l’articolo a firma del vicepresidente AAROI – EmAC Calabria, dr. Mimmo Minniti. Vogliamo anzitutto sottolineare come aggettivi e toni sarcasticamente offensivi dell’intera classe infermieristica – di cui il testo è intriso – denotano superficialità grave su tematiche di notevole rilevanza.
 
Pur rispettando – noi – le diverse posizioni sul documento delle competenze avanzate infermieristiche, riteniamo che offendere noi professionisti infermieri con l’utilizzo tendenzioso di termini quali, “low cost”, “last minute”, “luogotenenti” etc. etc., o fare dell’ironia sul Presidente della FNC IPASVI, Senatore della Repubblica, non aiuta la crescita dei rapporti professionali tra due figure chiamate ad operare in sinergia nell’esclusivo interesse dei pazienti.
 
Peraltro, nel merito, vogliamo evidenziare come, in assoluta controtendenza con nostro anestesista – dirigente sindacale, medici – il Collegio dei Primari di Anestesia e Rianimazione del Triveneto -, anestesisti come il dr. Minniti, garanti della sicurezza per i pazienti e per gli operatori, già da qualche anno abbiano proposto l’implementazione di figure infermieristiche con competenza avanzata. Sembra proprio che qualcuno – con visione certamente provinciale – abbia paura di perdere quelle competenze che creano solo “potere” – se così sono vissute – a danno dell’organizzazione complessiva.
Sta, invece, a parere nostro, nella multi professionalità, nell’essere maggiormente preparati la garanzia di ulteriore qualità e sicurezza nelle cure, nell'assistenza e nella prevenzione degli errori.
 
Il Vicepresidente AAROI – EmAC Calabria, dr. Mimmo Minniti, sicuramente ignora, nell’iter procedurale di questo naturale riconoscimento dell’evoluzione professionale infermieristica che:
 
l’implementazione del See & Treat non è mai stato richiesto dagli Infermieri, ma da talune regioni considerate all’avanguardia del nostro sistema sanitario nazionale e – in particolare – dall’Assessore alla Sanità della Regione Toscana – medico – ed approvata dal SIMEU – Società Italiana di Medicina di Emergenza Urgenza – e che la relativa fase sperimentale è stata conclusa con successo; alla stesura del primo documento non erano presenti gli Infermieri – che, addirittura, ne hanno contestato parte del contenuto -; nessun aumento stipendiale è previsto per l’aggiunta delle prestazioni; gli Infermieri continuano a riconoscere quale competenza esclusiva dei medici la diagnosi e la prescrizione.
 
Conclusivamente, possiamo affermare di concordare, in parte, col dr. Minniti quando questi sostiene che i pazienti che afferiscono all’area See & Treat non dovrebbero neanche avvicinarsi al Pronto Soccorso in quanto andrebbero trattati nel contesto delle cure primarie. È vero anche, però, che il problema esiste proprio grazie all’inerzia ed all’inefficienza di queste risorse oggi all’uopo preposte (soprattutto i MMG), – che rappresentano unicamente un costo – e mai hanno contribuito allo snellimento delle liste d’attesa ed all’intasamento dei Pronto Soccorsi.
Questa nuova metodica – che educa all’automedicazione, decongestiona i punti di primo intervento e favorisce il buon uso delle strutture d’emergenza – potrebbe, invero, rivelarsi efficace così come successo nell’esperienza del National Health Service con buona pace, anche, del nostro dr. Minniti
 
Carmine Federico
Presidente Collegio provinciale Ipasvi Reggio Calabria

14 Gennaio 2014

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