Libera professione. Risolvere le problematiche, ma senza pregiudizi

Libera professione. Risolvere le problematiche, ma senza pregiudizi

Libera professione. Risolvere le problematiche, ma senza pregiudizi

Gentile Direttore,
ho letto con attenzione l’articolo del Dr. Francesco Alberti, presidente dell'Ordine dei medici di Imperia, sull’attività libero professionale intramuraria dei dirigenti del ruolo sanitario. Le osservazioni del Dott. Alberti, sono, in gran parte, condivisibili, in quanto la normativa sulla libera professione (diritto indiscutibile del medico) è stata, sovente, applicata, da parte delle Aziende Sanitarie, in termini non perfettamente aderenti a quanto previsto dalla normativa vigente, creando malcontento tra i medici e i cittadini.

Il problema più delicato, rimane quello del rapporto tra libera professione e attività istituzionale. Non credo sia ammissibile che una prestazione abbia tempi di esecuzione “biblici” mentre la stessa, praticata in regime libero professionale, venga evasa, tempestivamente addossando al medico, spesso incolpevole, la relativa responsabilità.

È necessario evitare che un problema così delicato sia gestito con posizioni strumentali e non attraverso una approfondita e puntuale valutazione con il rischio di formulare giudizi che, spesso, non hanno alcun carattere di oggettività.

Mi permetto, a questo proposito, di formulare una semplice proposta.

Dal momento che per i dipendenti del SSN e quindi anche per il personale medico, non si rinnovano i contratti di lavoro ormai da vari anni, ed anche per il 2014 non è prevista tale possibilità, sarebbe opportuno, utilizzare questo periodo di vacanza contrattuale per aprire una riflessione tra tutti i soggetti coinvolti  per un analisi del fenomeno e per individuare un percorso che consenta di superare il “regime militare “ così come viene etichettata la libera professione, con una espressione forte, ma molto vicina alla realtà, da parte di Alberti.

I medici non avrebbero nulla da perdere da un confronto sereno, purché non impregnato da pregiudizi e le Aziende Sanitarie potrebbero contare sempre più su un personale motivato e non penalizzato da una serie di norme inapplicabili e mortificanti.

I cittadini, d’altro canto, potrebbero avere un quadro di riferimento più chiaro e trasparente.

Con la ferma volontà di tutti i soggetti interessati si può anche trovare una soluzione alle lunghe liste di attesa che sono intollerabili, che rappresentano un aspetto negativo del SSN e che incidono, spesso impropriamente, sul rapporto medico cittadino.

Il non fare alimenterà il “palleggiamento” delle responsabilità a tutto svantaggio della credibilità del sistema.

Dott. Aristide Paci
Presidente dell’Ordine dei Medici di Terni

20 Dicembre 2013

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