Massofisioterapista in ESE, chiediamo chiarezza senza accanimento

Massofisioterapista in ESE, chiediamo chiarezza senza accanimento

Massofisioterapista in ESE, chiediamo chiarezza senza accanimento

Gentile Direttore,
“Non possiamo comprendere il presente e guardare al futuro se dimentichiamo il passato…”. Mai come in questo momento le parole di questa citazione si addicono allo stato confusionale che regna attorno alla figura del massofisioterapista iscritto negli Elenchi speciali ad esaurimento. Un mix di preoccupazioni, timori, azioni confuse prive di logica e buon senso; tutti alla ricerca di “un qualcosa che manca”, la cui assenza diventa ogni giorno sempre più pesante.

È una doverosa riflessione quella che voglio proporre sullo stato delle cose e sui momenti importanti che hanno segnato l’esistenza stessa della nostra figura.

Da sempre il massofisioterapista è stata osteggiato, sminuito nelle sue competenze e capacità. Innumerevoli sono stati i tentativi di ridurlo a figura ausiliaria della riabilitazione come se il sapere e le abilità acquisite fossero il nulla rispetto al sapere di altri. In diverse occasioni si è cercato di accomunare la figura ad altre che per le loro peculiarità erano e sono ben lontane da un profilo sanitario; ingredienti di un minestrone messi tutti nella stessa pentola.

Per oltre un ventennio una formazione privata ha speculato sulla figura del massofisioterapista agendo indisturbata sotto gli occhi di chi doveva controllare e incurante delle effettive esigenze legate ad un reale bisogno di professionisti.

In questi anni un numero consistente di ricorsi alla giustizia amministrativa (TAR – CdS) hanno costellato l’esistenza di questi professionisti portando spesso confusione in un panorama giurisprudenziale di per sé già confuso. Mai una sentenza ha cambiato il quadro giuridico della figura; mai una pronuncia dei giudici ha tolto o conferito competenze e capacità. Resta indiscutibile il fatto che un tribunale non fa le leggi; casomai le applica.

Purtroppo quando il supporto normativo è carente o assente anche gli stessi giudici sono costretti a ricorrere alle interpretazioni e alle supposizioni creando uno spazio indefinito dove nascono le libere interpretazioni e i proclami dei tenutari del sapere che per loro natura sono portati a “sentenziare” in base ad una personale visione o diversamente perché vedono nelle parole della sentenza un’appagante vittoria per un torto subito al passato.

Stupisce invece l’utilizzo delle sentenze come fossero “leggi dello Stato”, da parte di funzionari e apparati governativi deputati alla tutela e al rispetto dello stato giuridico della professione; quasi un volere demandare al giudice la soluzione del problema senza porsi la domanda del perché un collegio giudicante si è espresso in quel modo.

Nella storia del massofisioterapista solo due sono i provvedimenti normativi che ne hanno cambiato l’esistenza: l’equivalenza del titolo alla laurea in fisioterapia (L. 42/99 – DPCM 26 luglio 2011) e l’istituzione degli Elenchi speciali ad esaurimento (L.145/2018 – DM 09 agosto 2019). Due conquiste frutto del dialogo e della volontà di farsi carico delle problematiche di una categoria di professionisti.

Il primo ha reso il titolo equivalente alla laurea in fisioterapia, il secondo ha dato una identità giuridica (prima inesistente) a quei massofisioterapisti che non erano in possesso dei requisiti per conseguire l’equivalenza sancita con la L. 42/99.

In tutti questi provvedimenti FNCM ha messo le proprie mani; lo cito non per presunzione ma per un semplice dovere di narrazione legato alla storia della figura.

Atti normativi perfetti? Non sempre, oggi possiamo dire da completare; “il presente” di quel momento, la concitazione legata ai tempi stretti per una decisione o un accordo in alcune circostanze non hanno consentito di andare oltre. Sicuramente entrambi i provvedimenti hanno cambiato l’esistenza professionale di tanti. Qualcosa è rimasto da sistemare ed è nostro dovere ricercarne la completezza con ogni mezzo possibile pur sapendo che solo la politica può farlo attraverso una presa di coscienza consapevole delle difficoltà che migliaia di professionisti stanno vivendo.

Oggi i massofisioterapisti in ESE vivono uno stato di apprensione e incertezza generato da un vuoto normativo e per questo motivo serve un atto che concluda il percorso aperto con la L. 145/2018. L’istituzione degli Elenchi speciali ad esaurimento ha portato ad individuare un serie di professioni sanitarie istituite molto tempo prima, che per vari motivi (percorsi formativi, stato giuridico appartenente al vecchio ordinamento e non più riordinato, ecc…) non sono riconducibili alle professioni sanitarie oggi riconosciute nel D.M. 29 marzo 2001 né tantomeno possono essere annoverati tra gli operatori di interesse sanitario istituiti con la L. 43/2006 ma mai concretamente creati.

È evidente che queste figure necessitano di una collocazione precisa che li identifichi in modo inequivocabile per ciò che sono, una professione sanitaria ad esaurimento in grado di agire in ambito sanitario in base alle competenze acquisite con il proprio percorso formativo e professionale.

Come associazione di categoria, da tempo chiediamo che venga istituito presso il Ministero della salute l’Elenco nazionale delle professioni sanitarie ad esaurimento.

È un percorso politico quello da compiere; è un atto necessario e urgente per giungere ad una conclusione definitiva del percorso aperto con la legge 145/2018…lo chiedono cinquemila professionisti.

Purtroppo anche la storia di questi giorni porta la nostra attenzione su due pronunciamenti della giustizia amministrativa; uno del TAR Lazio n. 9473/2025, l’altro del Consiglio di Stato n. 4579/2025. Sentenze prevedibili che nulla di nuovo aggiungono ai vari verdetti del passato: il massofisioterapista iscritto in ESE non è una professione sanitaria …è riconducibile ad un operatore di interesse sanitario.

Pur rispettando le ragioni che hanno indotto i ricorrenti a chiedere l’ennesimo parere della giustizia su tematiche conosciute e sulle quali i giudici non potevano esprimersi in modo diverso da quanto già fatto in precedenza, stupisce l’accanimento che il neo ordine dei fisioterapisti rivolge alla figura del massofisioterapista in ESE vedendo in esso l’abusivo della riabilitazione per eccellenza rispetto al mancato interesse per altre figure che popolano (in numero ben più consistente) il mondo della riabilitazione pur essendo prive della ben che minima titolarità sanitaria.

Anche in questi casi una attenta rilettura della storia potrebbe rappresentare un utile momento di riflessione per chi si accanisce e per chi persiste nella frequentazione dei tribunali.

FNCM continuerà a lavorare per raggiungere gli obiettivi con la fermezza dei propri convincimenti e la consapevolezza che solo attraverso un dialogo e un confronto costruttivo con le parti che possono decidere si può arrivare ad un cambiamento che per molti è sinonimo di lavoro e serenità professionale. Abbiamo bisogno delle istituzioni politiche, dell’Ordine professionale e di tutti i massofisioterapisti che vogliono sostenerci in questa iniziativa e percorrere insieme a noi la strada indicata per giungere al traguardo finale.

Donato Cavalluzzo
Presidente FNCM

Donato Cavalluzzo 

05 Giugno 2025

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