Oltre il Bonus psicologo: un progetto nazionale per garantire cure stabili e accessibili

Oltre il Bonus psicologo: un progetto nazionale per garantire cure stabili e accessibili

Oltre il Bonus psicologo: un progetto nazionale per garantire cure stabili e accessibili

Gentile Direttore,
le scrivo in merito al Bonus Psicologo, un’iniziativa che accolgo (ho accolto) con favore perché riconosce l’importanza della salute mentale, ma che, a mio avviso, rappresenta (ha rappresentato) solo un primo passo. Credo fermamente che un intervento così importante non possa rimanere legato a una misura “una tantum” o a un sussidio temporaneo, ma debba diventare parte integrante e strutturale del nostro Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

La salute mentale non è un lusso, ma un diritto fondamentale. Le evidenze scientifiche dimostrano che l’accesso a cure psicologiche tempestive non solo migliora la qualità della vita dei cittadini, ma contribuisce anche a ridurre i costi sanitari a lungo termine, prevenendo l’aggravarsi di disturbi e la cronicizzazione di patologie.

Accesso diretto e autonomia per la salute mentale
Come previsto dal D.L. 73/24, è fondamentale garantire l’accesso diretto ai servizi di salute mentale senza la necessità di passare prima dal medico di base. L’attuale percorso burocratico può rappresentare un ostacolo insormontabile per chi si trova in una situazione di sofferenza psicologica, scoraggiando la richiesta di aiuto. Inoltre, un accesso semplificato alleggerirebbe il carico sui pronto soccorso, che, come sappiamo, sono spesso la prima e unica porta d’accesso per un’alta percentuale di utenti che lamentano problematiche legate a stati d’ansia e a disturbi psicologici acuti, senza che vi siano urgenze mediche reali.

Psicologo scolastico con legge nazionale
La scuola è l’ambiente ideale per intercettare precocemente le difficoltà emotive e comportamentali di bambini e adolescenti. Attualmente, la presenza di uno psicologo scolastico è spesso affidata a progetti temporanei o alla buona volontà dei singoli istituti. È urgente che il ruolo dello psicologo all’interno delle scuole venga definito e reso obbligatorio da una legge nazionale specifica. Questo intervento garantirebbe un supporto psicologico costante e strutturato, aiutando non solo gli studenti, ma anche le famiglie e il corpo docente a gestire le sfide legate alla crescita e ai mutamenti sociali, prevenendo il disagio e promuovendo il benessere psicologico fin dall’età più giovane.

Psicologo nelle Case di Comunità per le cure primarie
Le Case di Comunità rappresentano il futuro della sanità territoriale e, in quanto tali, non possono prescindere dalla presenza di professionisti della salute mentale. Lo psicologo di cure primarie dovrebbe essere una figura fissa e non opzionale, in grado di offrire consulenza e supporto immediato. La sua presenza in queste strutture favorirebbe la prevenzione, la diagnosi precoce e la gestione dei disturbi lievi e moderati, riducendo l’afflusso ai servizi specialistici e ospedalieri e facilitando l’integrazione tra le diverse figure professionali (medici di base, pediatri, infermieri) per un’assistenza sanitaria a 360 gradi.

Promuovere la salute mentale sul luogo di lavoro
La salute mentale ha un impatto diretto sulla produttività, sulla qualità del lavoro e sull’intero tessuto sociale. Per questo, un piano strutturale per la salute mentale non può ignorare l’ambiente lavorativo. Lo stress, il burnout e la pressione psicologica sono diventati rischi professionali diffusi, spesso sottovalutati. Il Servizio Sanitario Nazionale dovrebbe promuovere e sostenere programmi di prevenzione e supporto psicologico direttamente nelle Aziende Sanitarie e Ospedaliere integrando lo psicologo come figura professionale che collabora con le risorse umane e la dirigenza per prevenire lo stress, fornire consulenza ai dipendenti e formare i manager a riconoscere i segnali di disagio. Un investimento di questo tipo porterebbe a una riduzione dell’assenteismo, un aumento della produttività e un miglioramento del clima aziendale.

L’importanza di una comunicazione istituzionale efficace
Nonostante la presenza di servizi psicologici pubblici, molti cittadini non ne conoscono l’esistenza o le modalità di accesso, un problema che rende di fatto inefficaci gli investimenti del SSN in questo settore. Il SSN dovrebbe farsi promotore di una campagna informativa nazionale che non sia legata a un singolo evento, ma diventi un’azione costante e strutturata. Tale campagna dovrebbe informare i cittadini sui servizi disponibili, spiegare in modo semplice come accedervi e superare lo stigma associato alla richiesta di aiuto psicologico, utilizzando canali di comunicazione capillari e accessibili. Una comunicazione istituzionale chiara è un passaggio fondamentale per rendere i servizi psicologici non solo disponibili sulla carta, ma realmente accessibili nella pratica.

Valorizzare la dirigenza psicologica nel SSN
Il Servizio Sanitario Nazionale dovrebbe riconoscere il ruolo strategico dello psicologo non solo come professionista clinico, ma anche come figura di dirigenza sanitaria. Attualmente, molte aziende sanitarie tendono a delegare i servizi psicologici quasi esclusivamente a specialisti ambulatoriali, una scelta che rischia di indebolire la gestione e lo sviluppo di questi servizi. Per garantire una direzione efficace, è fondamentale che i servizi di psicologia siano gestiti soprattutto da Dirigenti Psicologi a tutti i livelli. Questo approccio non solo valorizza la professione di psicologo, ma assicura che le decisioni operative e strategiche non siano delegate quasi esclusivamente ai Dirigenti Medici. In generale, è necessario promuovere una cultura manageriale specifica per la pubblica amministrazione sanitaria, attraverso corsi di management dedicati (non solo) ai dirigenti psicologi, che li preparino a dirigere i Servizi con una visione che coniughi la conoscenza clinica con le competenze organizzative e di gestione delle risorse.

Marco Pingitore
Dirigente Psicologo CSM Mesoraca – ASP Crotone

Marco Pingitore

15 Settembre 2025

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