Osteopatia. Non si può riconoscere l’abusivismo professionale

Osteopatia. Non si può riconoscere l’abusivismo professionale

Osteopatia. Non si può riconoscere l’abusivismo professionale

Gentile direttore,
dopo l'articolo della Presidente del ROI,  dott.ssa Paola Sciomachen, pubblicato il 19 maggio, mi permetto di formulare alcune riflessioni nel merito dei contenuti manifestati. Risulta fuorviante l’affermazione  “fuori da logiche corporativistiche” e che, “l’osteopatia , attraverso gli emendamenti al DDL 1324, istituendo una nuova  figura professionale, quale l’osteopata,  possa tutelare prima di tutto i cittadini”. Mi compiaccio con la Presidente del ROI nell’affermare la “lungimiranza” della Senatrice De Biasi, definita, invece, in una mia precedente lettera “abilità politica”.

Risulta intollerabile che il sistema Paese Italia, con proprie Leggi, riconosca “ l’Abusivismo professionale” perché è di questo che si tratta.

Ribadisco che, la norma di nuova introduzione,  risulterebbe incostituzionale, attraverso la  modalità di istituire  nuove Professioni Sanitarie, in mancanza dei pareri obbligatori delle Commissioni istituite, ai sensi dell’art. 5, comma 3 della  L.43/06.

Pertanto a difesa e tutela della salute dei cittadini, il Sindacato Professionale Italiano Fisioterapisti e Area Riabilitativa, si opporrà in tutte le sedi opportune, al fine di elidere tale “scempio”.

D’altronde insiste anche il supporto del Mondo Accademico e scientifico e non solo quello sindacale, affinché si rientri nel meandro della legittimità e soprattutto della coscienza dell’agire politico.
 
Roberto Ferrara
Segretario nazionale Sindacato professionale italiano fisioterapisti e area riabilitativa (SPIF AR)

Roberto Ferrara (Spif Ar)

20 Aprile 2016

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