Quella “guerra” delle competenze che non finirà mai. O che non si vuole abbia termine

Quella “guerra” delle competenze che non finirà mai. O che non si vuole abbia termine

Quella “guerra” delle competenze che non finirà mai. O che non si vuole abbia termine

Gentile direttore,
ho letto su QS l'articolo di Ivan Cavicchi del 2.12 e quello di Piero Caramello del 4.12 e non ho potuto fere a meno di sorridere con tristezza ripensando alla guerra di alcuni decenni addietro combattuta tra medici, biologi e chimici che lavoravano presso i laboratori analisi e i tecnici di laboratorio che operavano negli stessi servizi. E le battaglie sulla firma dei risultati degli esami fatti durante la notte e le discussioni eterne se tali esami dovessero essere considerati referti o reperti, validi se firmati, non validi se non firmati.


 


E ancora, i turni di reperibilità con la chiamata nel cuore della notte per andare a firmare un esame perché laureati e la mattina dopo essere a lavoro alle 7 anche si si era dormito poche ore, ma con l'idea che ponendo quella firma si affermava con sacrificio una competenza frutto di anni di studio universitario e specialistico.


 


Ci si dimentica che indossare qualcosa di bianco non significa diventare un buon sanitario di qualunque categoria e qualifica si voglia parlare e qualunque ruolo richiede una professionalità. E' vero la guerra delle competenze non finirà mai o forse non si vuole che abbia termine, per esempio modificando gli emolumenti di alcune categorie.
 
P.S. dopo 25 anni di Laboratorio e Microbiologia ha fatto un concorso 5 anni fa e sono diventato dirigente medico dei servizi sanitari di base (distretto sanitario):non c'è reperibilità, la notte si dorme e si lavora…fino al venerdì. Insomma, la guerra delle competenze per me è terminata e vinta!
 
Pietro Aragona
Distretto Urbano Pordenone, ASS6 "Friuli Occidentale"

05 Dicembre 2013

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