Questione lavoro in sanità. Manca la capacità di affrontare le questioni etiche

Questione lavoro in sanità. Manca la capacità di affrontare le questioni etiche

Questione lavoro in sanità. Manca la capacità di affrontare le questioni etiche

Gentile direttore,
"Come ricapitalizzare il lavoro in sanità? Trasformando i lavoratori in shareholders". Sottolinea giustamente Cavicchi che lui è un pensatore ed in questo, non tanto nel contenuto della provocazione che lui lancia, io vedo il punto essenziale della sua proposta. Come altri più autorevoli hanno già sottolineato, la prima questione riguarderebbe il board delle nuove aziende sanitarie. E non mi preoccuperebbe tanto la rappresentatività quanto la laicità dello stesso. Quello che manca nel nostro paese e che ci lascia sempre al palo, è infatti a mio avviso la capacità di affrontare "in cold blood", come scrisse un tempo qualcuno, le questioni etiche (ed il Ssn e la sua sopravvivenza è a mio avviso questione etica).

Etico è il problema di lavoratori – comparto e dirigenza – che da anni chiedono e attendono inutilmente la convocazione per la stesura di un contratto di lavoro scaduto da almeno un lustro.
Etica è la questione che non si vuole affrontare in termini normativi delle figure professionali e delle responsabilità correlate.
Etica è la questione di migliaia di giovani laureati non tanto e non solo in attesa di lavoro (nessun corso di laurea lo garantisce), ma privi di un ruolo professionale, sfruttati e privati della possibilità di esprimere le potenzialità di conoscenza e innovazione (se non portandola altrove).
Etica è la questione del continuo definanziamento di un servizio che dovrebbe garantire salute per tutti e non privilegi per alcuni.
Etica è la gestione non trasparente, spesso "cerchiobottista" delle scarse risorse disponibili (e torniamo al famoso sangue freddo).

L'aziendalizzazione della sanità, ha empre posto diverse questioni: è un'azienda che non può e non deve generare profitti (ma è d'obbligo che porti a perdite?); un'azienda con un amministratore delegato (il direttore generale) privo di consiglio di amministrazione; un'azienda che deve valutare i propri dipendenti sulla base dei risultati ottenuti, ma che non ha il potere di scegliersi i propri dipendenti. Mi fermo, così come ho fattto come per la "filastrocca etica", ma tutti sappiamo che si potrebbe continuare all'infinito.

Chiudo tornando alla provocazione di Cavicchi: troveremo mai il corraggio di non porci esclusivamente domande, ma di arrischiare una qualche risposta, anche a rischio di commettere qualche errore?
Non temiamo la valutazione, non temiamo la condivisione delle responsabilità. Chiediamo da tempo a gran voce di essere ascoltati. Sappiamo di essere portatori di sapere tecnico specifico. Sappiamo di avere il sufficiente "sangue freddo" e sappiamo di averlo dimostrato in questi anni, in cui il sistema ha retto nonostante tutto anche grazie a noi.
Concordo con Cavicchi sulla necessità di pensare e ripensare la sanità. Esercizio che i nostri politici hanno smesso di frequentare da troppo tempo. E non è sempre e solo una questione di soldi…

Ester Pasetti
Direzione Nazionale Anaao-Assomed 

04 Novembre 2014

© Riproduzione riservata

Disinvestiamo dall’ospedale per investire sul territorio. Se la sente ministro?
Disinvestiamo dall’ospedale per investire sul territorio. Se la sente ministro?

Gentile direttore,qualche giorno fa Qs ha riportato alcune affermazioni molto condivisibili del Ministro Schillaci per il quale le risposte alle difficoltà del sistema sanitario non possono essere affidate a interventi...

Professioni sanitarie, una delega senza riforma
Professioni sanitarie, una delega senza riforma

Gentile Direttore, Il 28 ottobre la Camera ha approvato in prima lettura il disegno di legge delega sulle professioni sanitarie, l'AC 2700. Lo ha fatto senza accogliere un solo emendamento...

La medicina tecnologica malata di tecnologia
La medicina tecnologica malata di tecnologia

Gentile Direttore,la tecnologia permette di guarire e curare meglio molti malati con terapie impensabili fino a qualche decennio fa. Nello stesso tempo può rendere malate molte persone sane o con...

Case della Comunità, la sfida della diagnosi tra nuovi accessi e rischio di ritardi
Case della Comunità, la sfida della diagnosi tra nuovi accessi e rischio di ritardi

Gentile Direttore, il dibattito sulle Case della Comunità (CdC) si concentra su dotazioni, standard e personale, mentre resta in ombra un problema che tocca da vicino il medico di MG,...