Raddoppio dello sconto per le farmacie. Non dovrebbe essere uguale per tutti

Raddoppio dello sconto per le farmacie. Non dovrebbe essere uguale per tutti

Raddoppio dello sconto per le farmacie. Non dovrebbe essere uguale per tutti

Gentile direttore,
Le scrivo in merito alla Spending Review, capitolo Sanità, disposti normativi a carico delle Farmacie. Come ben sa, lo sconto che tutte le farmacie sul territorio nazionale dovranno obbligatoriamente fare al SSN per l'anno in corso è raddoppiato, portandolo dall'1,82 % al 3,65 %.
Oggi c'è l'Assemblea Straordinaria di Federfarma e allo stesso tempo una manifestazione di protesta davanti a Montecitorio.

Mi trovo sostanzialmente d'accordo con quanto espresso dal Direttivo Nazionale, in quanto questa ulteriore "tassa" (chiamamola con il giusto nome) s'inserisce in un quadro di tagli, nuove aperture e aperture di canale che hanno un unico scopo: indebolire e mortificare una categoria di professionisti che ogni giorno svolge un servizio pubblico di altissimo livello e molto ben apprezzato non solo dai consumatori-pazienti ma da tutti gli indici di soddisfazione nazionali e sovranazionali.

Il Governo Monti come sappiamo tira dritto e sui "saldi" della manovra non accetta compromessi.
Bene, è l'ora di guardare all'interno della categoria chi meglio può sopportare questo ulteriore sconto al Ssn applicando una proporzionalità dello sconto in base al fatturato della farmacia e agli anni di effettivo servizio.
Le farmacie istituite antecedentemente al tetto della territoriale (quindi prima del 2004), forti delle liquidità pregresse e dei tempi a zero sconti e più in generale "delle vacche grasse", dovrebbero contribuire molto di più rispetto a tutte le farmacie che da poco sono in servizio o da pochi anni.
Inoltre, le farmacie rurali dovrebbero essere totalmente esenti.
Perchè una farmacia in periferia di Napoli o Milano deve praticare lo stesso sconto al SSN di una farmacia al centro di Milano o di Napoli o di Roma? Sarebbe una misura non iniqua.

Dovrebbe essere la presidente Racca a farsi portavoce di questa misura a favore dei più "piccoli".
Anche le farmacie che si trovano in Regioni sottoposte a Piani di Rientro dovrebbero essere esentate in tutto o in parte e i motivi sono chiari e palesi sotto gli occhi di tutta Italia, tecnici compresi.
Perchè una farmacia in periferia di Napoli, ammettiamo Asl Na 1 o Na 2, che vede i suoi guadagni e i suoi soldi tornare indietro dallo Stato dopo circa 2 o 3 anni, fare un ulteriore sconto allo Stato? Anzi, lo Stato dovrebbe pagare gli interessi (quelli che invece chiede Farbanca o le altre banche in anticipo ai titolari).

Commento solo velocemente, ma ci vorrebbe una lettera ben più lunga e a parte, la provocazione (perchè tale si tratta) di quei colleghi para-farmacisti che si dicono pronti a dispensare farmaci qualora le farmacie (quelle vere) proclamerebbero lo sciopero nazionale.
A tali para-colleghi dico : perchè prima di parlare e gridare alla liberalizzazione e ai proclami (inutili, aggiungo) non si espongono anche loro a livello economico e finanziario con le banche facendosi debiti e ipoteche sulle loro case e auto?
E' bello provocare, aizzare la polemica, giudicare e soprattutto fomentare la liberalizzazione, quando tutti gli oneri (legali, fiscali e sociali) sono spostati verso una sola categoria di farmacisti.
Senza offesa, cari para-colleghi di automedicazione, lasciate perdere e siate meno faziosi!
 
Dott.Alberto Catapano
Farmacista

 

10 Luglio 2012

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