Restano nodi irrisolti per la Dirigenza delle Professioni Sanitarie

Restano nodi irrisolti per la Dirigenza delle Professioni Sanitarie

Restano nodi irrisolti per la Dirigenza delle Professioni Sanitarie

Gentile Direttore, le esternazioni del Ministro Schillaci nell’ambito del Convegno Anaao di Roma organizzato il 29 gennaio non possono che trovare forte apprezzamento, in particolare al richiamo dell’aumento delle indennità di specificità interessanti le professioni infermieristiche e la dirigenza medica (con differenziazioni non di poco conto … e sarebbe onesto riportare l’implementazione economica netta individuale)

Gentile Direttore, le esternazioni del Ministro Schillaci nell’ambito del Convegno Anaao di Roma organizzato il 29 gennaio non possono che trovare forte apprezzamento, in particolare al richiamo dell’aumento delle indennità di specificità interessanti le professioni infermieristiche e la dirigenza medica (con differenziazioni non di poco conto … e sarebbe onesto riportare l’implementazione economica netta individuale).

Sono “sfuggiti” due importanti riconoscimenti, già portati all’attenzione in diverse occasioni, in particolare:

1. Indennità di esclusività – Art. 64 Ccnl Dirigenza Sanitaria – La Dirigenza delle Professioni Sanitarie è l’unica Dirigenza Sanitaria esclusa da tale privilegio

2. Indennità di Specificità Sanitaria – Art. 66 CCNL Dirigenza Sanitaria – l’indennità di specificità medico veterinaria di cui all’art. 90 bis del CCNL 19.12.2019 è rideterminata nei seguenti importi annui lordi comprensivi della tredicesima mensilità: – Dirigenti medici e veterinari € 9.162,22 … omissis …

2. L’indennità di cui al comma 1, per i dirigenti sanitari e delle professioni sanitarie, è definita nell’importo annuo lordo comprensivo della tredicesima mensilità, pari a € 1.381,49.

Il gap tra i due riconoscimenti economici è pari a € 7.780,23

La Sociologia del Lavoro e la Psicologia del Lavoro hanno reso evidente il superamento del concetto di “multi-professionalità” a favore del concetto di “inter-professionalità e interdipendenza nel compito”, con attività ed azioni che sviluppano in maniera sequenziale, in entrambi i sensi, connesse e interdipendenti, nel rispetto delle caratterizzazioni e specificità proprie di ogni professione. È molto difficile comprendere il significato di differenziazioni economiche molto rilevanti tra professioni diverse afferenti tutte alla Dirigenza Sanitaria. O forse è facile comprenderle se non vengono abbattute le recinzioni di tipo medioevali … purtroppo tutt’oggi presenti, con forti resilienze all’abbattimento.

È l’occasione per ricordare al Sig. Ministro l’urgenza di chiare indicazioni a Regioni ed Aziende riguardanti:

  1. La previsione della Dirigenza delle Professioni Infermieristiche e Sanitarie in tutte le Aziende, con articolazione organizzativa a livello delle singole strutture ospedaliere e a livello distrettuale (tenuto conto della complessità del sistema, ricordata giustamente dal Sig. Ministro), e l’importanza di una “governance” in grado di far fronte in maniera adeguata alle necessità programmatorie ed organizzative delle strutture sanitarie (ospedaliere e territoriali) ed ai nuovi bisogni della popolazione, tenuto conto delle caratterizzazioni e specificità di tale dirigenza, non mutuabili da altri.
  2. Rendere evidente alle Regioni e alle Aziende che le funzioni caratterizzanti la Dirigenza delle Professioni Sanitarie sono definite nella l. 251/2000, nella l. 43/2006 e nei Ccnl della Dirigenza Sanitaria, con una articolazione organizzativa non difforme dalle altre Dirigenze Sanitarie. Certamente è bene ricordare che tale struttura non è un “ufficio di collocamento” … come alcuni credono!
  3. Il riconoscimento reale dei Direttori dei Corsi di Laurea di I e II livello … denominati tali ma inquadrati nell’Area del Comparto
  4. L’adesione della Dirigenza delle Professioni Sanitarie alle quote fondo di perequazione, di cui all’art. 116, comma 2, lett. i) del CCNL 2016-2018 dell’Area Dirigenza Sanitaria. Ad oggi tale riconoscimento avviene “a macchia di leopardo” e in maniera differenziata anche tra aziende diverse nella stessa Regione (es. Lombardia e Piemonte), a volte anche con comportamenti e posizionamenti molto discutibili da parte di Organizzazioni Sindacali arroccate alle regole del secolo scorso, senza conoscenza dei cambiamenti avvenuti, per “ignoranza” (senso nobile del termine) o per “volontà di non conoscere” … o per connivenze tra poteri forti, con pesanti penalizzazioni per la dirigenza sanitaria sopra richiamata.

L’auspicio è che il Sig. Ministro riesca ad attivare le strutture e le risorse per far fronte alle “dimenticanze” sopra richiamate ed a trasmettere alle Regioni e alle aziende i necessari indirizzi per il superamento delle criticità evidenziate.

Relativamente al punto 4 viene allegato il parere Aran … evidentemente poco osservato dalle Aziende che non rispettano tali indicazioni.

Dott. Marcello Bozzi

Segretario Andprosan – Associata Cosmed

Marcello Bozzi

30 Gennaio 2026

© Riproduzione riservata

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